Dopo giorni di polemiche, la X Factor Finale 2025 è arrivata. Vince un’edizione dominata dalle donne – Delia, Paola – la punk siciliana Rob
Dopo una semifinale “fumantina” con accese polemiche anche dietro le quinte, specialmente tra i due giudici Francesco Gabbani e Achille Lauro, l’uscita diretta del burtoniano Tellynonpiangere e l’eliminazione post-spareggio finale del bambino prodigio Tomasi – finito al ballottaggio con EroCaddeo – è finalmente giunta – e conclusa – la finale della diciannovesima edizione di X Factor. E se il sesto live aveva portato un po’ di maretta tra i giudici, la finale ha riappacificato tutti all’insegna di un talent in cui a vincere, come si conviene, dovrebbero essere sempre e comunque il talento e la Musica.
Nella suggestiva cornice di una Piazza del Plebiscito gremita e sotto il cielo accogliente della calorosa Napoli che ha visto Laura Pausini e Jason Derulo in veste di super ospiti, i quattro finalisti si sono contesi l’ambito podio del talent musicale. Un posizionamento che non sempre (anzi, quasi mai) determina poi una carriera musicale sicura, ma che segna in ogni caso una tappa importante per chi vuole affermarsi come artista e lavorare nel competitivo settore musicale.
X Factor finale: i 4 concorrenti
La gara ha sostanzialmente seguito un iter piuttosto lineare e ha condotto in finale un quartetto di ragazzi con una loro peculiarità, democraticamente appartenenti ognuno a un giudice. Non scontata ma strameritata la finale conquistata per direttissima da Rob la punk, definita da subito l’under dog dell’edizione. La concorrente di Paola Iezzi è una catenese doc, con i tratti forti di un’eroina che sembra uscita dai manga, e che dispensa dosi massicce di talento ed energia. Emersa più lentamente rispetto ad altri talenti, in prossimità della finale ha tirato fuori grinta, voce e preparazione davvero sorprendenti. In finale con lei anche la più chiacchierata, e polemizzata, della kermesse, ovvero la siciliana – anche lei catanese – e ammaliante Delia, capitanata da Jake La Furia.

Di lei si è detto – anche noi – un po’ di tutto e di più. A cominciare dal fatto che X Factor non fosse il contenitore più adatto a lei, passando per il sottinteso (nemmeno troppo) che la sua ripetitività espositiva fatta di mashup, folk, e dialetto siciliano avrebbe stancato velocemente. E invece no. Il talento indiscutibile di Delia alla fine si è fatto strada lungo tutta l’edizione, tra mille polemiche ma altrettanti complimenti sempre entusiasti dei giudici e apprezzamenti spassionati del pubblico, guadagnandosi meritatamente il palco della finalissima. La sua esibizione in semifinale, sulle note dell’intoccabile Sei bellissima di Loredana Bertè, ha zittito quanti ne rintracciavano un talento unicamente legato alla sua dimensione prettamente siciliana.
PierC: un vincitore annunciato – ma sconfitto –
Altro finalista scontato il milanese Piercesare Fagioli, in arte PierC, assegnato al giudice Francesco Gabbani. La sua vocalità potente e perfettamente malleabile che gli ha permesso di affrontare perfino Bohemian Rapsody dei Queen senza sfigurare, è senza ombra di dubbio un X Factor importante che non è mai passato inosservato, sin dalle audition. A prescindere da quello che poi sarà (o meno) il suo posizionamento all’interno del mercato discografico. A chiudere poi questo quartetto variegato di talenti, c’è la gentilezza musicale e interpretativa di EroCaddeo, cantautore delicato in squadra con Achille Lauro. Altro concorrente che è venuto fuori poco alla volta, dimostrando di puntata in puntata di poter tenere saldo il comando della sua espressività e di arrivare al pubblico sempre con la massima potenza.

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Una gara ritmata
E dinanzi a un quartetto di giudici vestiti a festa, con Lauro in smoking bianco e rosa rossa in stile Grande Gatsby, Jake La Furia imbacuccato con giaccone con collo di pelliccia e cappello abbinato in mood dalla Russia con furore, la solita super sexy e succinta Paola Iezzi anche in barba al freddo, e l’elegante Francesco Gabbani con un elegante soprabito bluette, i concorrenti hanno dovuto affrontare tre manche: la prima libera “My song”, la seconda di “Best of” e la terza di inediti.
La prima manche gira veloce con EroCaddeo che trasporta L’emozione non ha voce di Adriano Celentano in una dimensione malinconica, coinvolgendo pienamente il pubblico. Delia infiamma come di consueto il palco con la sua voce potente e sigilla nelle note di un capolavoro come Cu’ mme! di Edoardo Gragnaniello, storicamente interpretata da Roberto Murolo e Mia Martini (forse la scelta più ruffiana, considerando la location partenopea) tutto il carattere più struggente del pezzo. Rob regala un’altra prova incredibile di potenza vocale cantando Città Vuota di Mina; PierC si cala invece nella malinconia di Lady Gaga con Shallow riportandoci per un attimo alla magia dolente di A star is born. E dimostrando ancora una volta quanto sia eclettica la sua vocalità.
Seconda manche: i cavalli di battaglia
Nella fase di “Best of” i concorrenti si esibiscono su un medley composto delle loro cover più belle e riuscite, e lo show si accende mostrando come effettivamente a contendersi il podio siano tutti finalisti di grande carattere e dotati di un loro caratteristico, ed evidente, talento. Ma è la fase degli inediti, cantati per la prima volta davanti a quindicimila persone, a dettare poi legge e quella che sarà la classifica finale. La Sicilia Bedda di Delia ci trascina nuovamente nelle sue sonorità e in quella che è la sua precisa idea e cifra stilistica musicale. “Suli ventu mari A genti c’arridi cu mu fa fari A gghiriminni senza turnari Cu mu fa fari, Sicilia bedda”.

Punto di EroCaddeo, il pezzo più ascoltato dal pubblico alle soglie della finale, dimostra l’efficacia di un cantautorato che impiega pensieri semplici per veicolare sentimenti profondi. E quelle “virgole che non hanno coraggio di esser punto” diventano un po’ il leitmotiv malinconico di relazioni che non passano, che restano lì sospese nella loro valorosa proiezione anche quando finiscono.
Vince Rob meritatamente
Ma è Rob, la principessa del punk, a incantare letteralmente palco e pubblico con la sua vocalità celeste e un brano fresco, vivace, moderno, perfettamente calzante alle sue corde pop e rock. Chiude PierC con la sua Neve Sporca, un brano molto ben scritto e toccante, che mette in risalto le sue doti vocali e parla di una purezza che si macchia, di qualcosa che si rompe nel corso asimmetrico della vita “C’eravamo promessi di girare il mondo in un caravan E poi il mondo ha girato noi, ma che bella metafora Questa vita fa quello che vuole anche se non vogliamo”.

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E il responso finale alla fine premia la determinazione delicata e audace della piccola grande Rob, nome d’arte di Roberta Scandurra, cantautrice nata a Catania nel 2005, e già vincitrice nel 2022 del Tour Music Fest, con il titolo di “Artist of the year”. Torna sul palco, eccitatissima, incredula, con la voce rotta dall’emozione ha ringraziato Paola, la mamma, le insegnanti, e tutti quelli che l’hanno votata.
Pink e Punk: X Factor 2025 in due parole
Si chiude dunque all’insegna delle donne e della femminilità questa edizione di X Factor che dopo averci traghettato fino alla finale con le polemiche e gli entusiasmi per il talento di Delia, è poi esplosa nel sound punk ma genuino e avvolgente dell’altra catanese in gara. Un talento che è emerso puntata dopo puntata, dando prova crescente di una voce cristallina e magnetica, in grado di cantare più o meno tutto con la stessa travolgente semplicità. Matia Bazar, Evanescence, Alanis Morisette e infine anche il suo inedito Cento Ragazze, forse il più giovane e moderno tra gli inediti presentati in questa edizione.
Un brano capace di catturare le sonorità delicate ma dirompenti di Rob, un involucro minuto a custodia di una enorme potenza musicale e artistica. E alla fine la sua spontanea semplicità, il suo attaccamento leale alla competizione, e la sua estrema professionalità hanno fatto centro nel cuore del pubblico votante che ne ha decretato la vittoria. Vittoria, bisogna dirlo, già preavvisata dalla conquista della finale per direttissima. Un successo che ora le garantisce un contratto con Warner Music Italy, e le apre tantissime porte, che lei dovrà essere brava a scegliere e varcare con scaltrezza forte del suo inappuntabile X Factor.

La principessa punk – e forse anche un po’ femminista-
Un’edizione numero 19 inesorabilmente segnata della presenza e dal carattere femminile. Di un talento in rosa che ha attraversato con forza e tenacia l’intero programma. Delia, Rob, ma anche la stessa Giorgia di nuovo regina della conduzione. Di sicuro ha dominato il pink power Paola Iezzi, che si è dimostrata ancora una volta fine conoscitrice musicale e dolce dispensatrice di consigli, per concludere poi con Laura Pausini che ha chiuso in veste di super ospite l’edizione annunciando un imminente tour di due anni.
Cento ragazze, come dice l’inedito di Rob, che forse non rappresentano soltanto una femminilità in pena d’amore, fragile e dimessa. In questa edizione il talento in rosa ha dimostrato infatti l’esatto contrario, tirando fuori unghie, forza e determinazione senza riserve. Per uscire dal guscio, rompere gli schemi, e affermarsi tra dieci, cento, mille. Cento ragazze che ora sembra essere un po’ icona e sintesi di questa finale – e non solo – di X Factor 2025, e che sconfessa la fragilità sottesa in quell’iconico ritornello che poi ti entra in testa, e molto probabilmente destinato ad andare virale nei prossimi giorni “Ma perché non sei più qui Soffro di crisi d’astinenza ora Ora che non sei più qui Soffro di crisi d’astinenza ora”.
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