Il 17 gennaio non si festeggia solo Sant’Antonio Abate patrono dei pizzaiuoli e del fuoco, ma anche il World Pizza Day. Ripercorriamo le radici di questa festa e consigliamo 10 indirizzi (davvero) imperdibili.
In un’affascinante fusione di spiritualità ancestrale e celebrazione gastronomica globale, il 17 gennaio si configura come una data di profondo significato, tessendo insieme la venerazione per Sant’Antonio Abate e la Giornata Mondiale della Pizza. O World Pizza Day che dir si voglia. Questo giorno non è soltanto un appuntamento nel calendario delle ricorrenze, ma un vero e proprio crocevia di storie che affondano le radici nella tradizione e si proiettano nel riconoscimento universale di un’eccellenza italiana.
Il legame tra il venerato eremita e il potere primordiale del fuoco è, invero, indissolubile e intriso di mito. La leggenda narra che il monaco, in un audace viaggio negli abissi infernali, sottrasse un tizzone ardente nascondendolo nel cavo del suo bastone. Donando agli uomini quella scintilla del fuoco eterno, egli permise loro di emanciparsi dalla condizione di miseria atavica, introducendo la cottura dei cibi e il tepore.

Sant’Antonio Abate a Napoli
A Napoli, la devozione si manifesta ancora oggi in molti modi diversi. Non solo è ancora comune trovare nelle pizzerie, da qualche parte, una piccola effige del Santo, ma è nella città stessa che questo culto prende vita. Era storicamente tradizione l’accensione di piccoli e grandi falò nei quartieri della città il 17 gennaio. I fucarazzi, così detti in napoletano, dovevano omaggiare il Santo e esorcizzare male e sfortuna. Nei primi decenni del ‘900, quando la città cominciò a crescere, il 17 gennaio divenne uso comune chiudere le attività e dirigersi in collina – Capodimonte o i Colli Aminei -, per accendere il fuoco. Dopo l’istituzione del World Pizza Day, la tradizione è tornata in auge.
Parallelamente a questa ricchezza storica e spirituale, si colloca questa Giornata Mondiale, istituita con l’obiettivo lungimirante di elevare la pizza a emblema della cultura e dell’arte culinaria italiana su scala planetaria. Da allora, la ricorrenza si è affermata con crescente fervore, animando pizzerie e diverse location con eventi, degustazioni e concorsi che rendono omaggio a questo capolavoro gastronomico. La quintessenza di questa icona, la Pizza Napoletana STG, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita dall’Unione Europea nel 2010.
L’unione simbolica tra il sacro Sant’Antonio, il fuoco che genera e cura, e la Pizza, frutto della sapienza che impasta e cuoce, si rivela così una scelta narrativa poderosa e affascinante, un ponte tra la venerazione popolare e l’orgoglio culinario che onora entrambi. E sottolinea il profondo radicamento di un fenomeno globale nella più autentica tradizione napoletana.

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L’Italia festeggia il riconoscimento della Cucina Italiana Patrimonio Immateriale Unesco, confermato il valore culturale, storico e concreto della cucina del nostro Paese. di Francesco Bruno Fadda
Dal globale al particolare: tutti i numeri della pizza
E se è vero com’è vero che la pizza è un fenomeno mondiale, è altresì vero che tanti sono oggi gli stili, le modalità di consumo e le preferenze degli appassionati del gustoso disco di pasta lievitata. Cornicione pronunciato o ridotto, bassa e scrocchiarella oppure alta e soffice, a ruota di carro, alla pala o in teglia, la pizza continua la sua evoluzione in ogni angolo del pianeta, mantenendo le radici di pietanza popolare. E contemporaneamente continuando ad accrescere la sua contemporaneità.
La Margherita vince (sempre)
Calzante la recente ricerca condotta da 50TopPizza – una delle guide più autorevoli del settore a livello mondiale – che conferma la Margherita con fior di latte come la scelta più diffusa, rappresentando quasi la metà delle preferenze. Contemporaneamente emerge una forte apertura all’evoluzione: il 45% complessivo del consumo è infatti attribuibile a pizze non tradizionali, segnale di una crescente attrattiva per proposte più innovative e di valore. Non a caso, la seconda scelta nelle pizzerie artigianali mostra un cambiamento significativo nel comportamento del consumatore, con le pizze d’autore/creative che superano la Margherita con bufala – che resta comunque un classico rivisitato -. Le pizze Signature continuano a essere scelte, infine, grazie soprattutto alla forza comunicativa della pizzeria.
Che voi apparteniate al team creativa o tradizionale, che preferiate la classicità del fiordilatte alla rude sincerità della provola e pepe (la “margherita dei pizzaioli”), nelle oltre 34mila pizzerie italiane c’è sicuramente quello che fa per voi. Ma non potendovi mandare alla cieca – non c’è niente di peggio di una pizza sbagliata dopo averla aspettata tanto -, vi suggeriamo una piccola selezione in pieno stile The ‘Over. Golosa, democratica, divertente.
World Pizza Day – La nostra selezione
Fine Pizza – Seregno
Fine Pizza si distingue per l’attenzione a leggerezza e digeribilità, elementi cardine della sua proposta. La scelta strategica è stata quella di sviluppare un impasto che desse vita a una pizza sottile, ampia e croccante. In poco tempo, questo progetto è riuscito a costruire in Brianza un’identità forte e riconoscibile.
Il nome stesso richiama l’essenza del prodotto offerto: fragrante, essenziale, sottile. L’impasto, formulato con pochissimo lievito madre, è appositamente studiato per garantire croccantezza e sostenere i condimenti senza risultare pesante. L’obiettivo è raggiungere un equilibrio perfetto tra piacere del gusto e leggerezza, bilanciando dimensioni generose e facilità di digestione, un risultato che unisce semplicità apparente e rigore tecnico.
Si tratta di una pizza che invita a essere gustata appieno, senza fretta né sensi di colpa, appagando sia la vista che il palato, offrendo sazietà senza appesantire. Alla base di questa filosofia c’è una selezione meticolosa delle materie prime. FarineMolino Vigevano e Farina Petra, Pomodoro Casa Marrazzo e finanche il sale è stato scelto dalle saline di Trapani e Paceco, presidio Slow Food®.
Dove: Via Umberto I, 59 Seregno (MB)

Amami e Amami Ancora – Milano
Amami e Amami Ancora non sono le solite pizzerie: sono il luogo di una vera e propria rivoluzione. La loro specialità è una pizza unica, incredibilmente friabile e digeribile, grazie a un impasto totalmente privo di lievito. Cristiana Serafini e Mauro Rossetto sono i genitori di questa innovazione, concretizzata utilizzando una ricca varietà di farine – come Senatore Cappelli, Farro, Canapa, ecc. -. La pizza si distingue anche per la sua forma a “lingua” e per i suoi sapori decisi. Assolutamente da provare sono i due cavalli di battaglia. Amami 2015: un classico intramontabile con mozzarella, ricotta, prosciutto crudo di Parma DOP, tartufo nero e granella di nocciole (aggiunti a crudo). E Milano da Bere: un tocco di vivacità con salsa di pomodoro, mozzarella fiordilatte e spianata piccante.Per informazioni e prenotazioni:
Dove: Amami – Via Amerigo Vespucci, 1 – Milano
Dove: Amami Ancora – Via Lazzaro Papi, 14 – Milano
Biga – Milano
Biga è uno dei punti di riferimento nel mondo della pizza a Milano, sotto la guida del pizzaiolo Simone Nicolosi, Biga unisce tecnica, creatività e una rara attenzione all’inclusività gastronomica. Fiore all’occhiello: la pizza senza glutine certificata AIC. Il menù spazia tra classici e innovazioni, con una particolare sensibilità per le basi vegetali, proponendo una pizza vegana diversa ogni mese. Imperdibile è il loro Padellino: un impasto unico con biga al 70% multicereale, cacao amaro e caffè. Dopo 48 ore di fermentazione, il risultato è un prodotto alveolato, scioglievole all’interno, croccante fuori e ricco di gusto, fibre e proteine. Da provare assolutamente il Padellino Tricolore (Pomodoro San Marzano DOP, Stracciatella, basilico e Pomodoro ciliegino confit).
Dove: Via Alessandro Volta, 20 (Moscova) / Via Antonio Pollaiuolo, 9 (Isola) – Milano
Modus – Milano
Modus non è solo una pizzeria, ma l’espressione più autentica dell’amore e della passione di Paolo De Simone per l’arte bianca e per le sue radici che traduce in un progetto in cui l’impasto è il veicolo di un racconto intimo e profondo. La sua visione si manifesta in due anime distinte, frutto di tecnica e memoria. La Pizza Contemporanea: l’equilibrio e la maestria sono evidenti in un impasto soffice ed elastico, con un cornicione ben sviluppato ma mai eccessivo. È la sua firma riconoscibile, dove la tecnica incontra l’esaltazione degli ingredienti, spesso legati a doppio filo con la sua terra, il Cilento. Pizze come la Primula Palinuri e la Mozzarella nella Mortella ne sono un omaggio diretto.
E poi La Pizza “Come Una Volta” o “Rurale“. Con un impasto “integrale nel vero senso della parola”, regala un’esperienza al morso ricca e affascinante. Un’identità forte e inconfondibile, interamente ancorata agli ingredienti cilentani. Modus è, in sintesi, il risultato di una passione che non cerca l’eccesso, ma l’autenticità.
Dove: Via Andrea Maffei, 12 / Corso Magenta, 25 – Milano

Borgobrufa SPA resort: a Brufa la colazione ha il sapore delle coccole
Dal croissant perfetto di Pamela Fabrizi alla SPA panoramica: la colazione del Borgobrufa SPA Resort è un’esperienza da non perdere, anche per gli ospiti esterni. di Sara De Bellis
ULTRA Milano – Milano
Per celebrare il Pizza Day, ULTRA presenta una pizza in edizione speciale, disponibile da sino a domenica 18 gennaio, pensata come sintesi della filosofia gastronomica del locale: radici solide, apertura al mondo e un gusto netto. Gli ingredienti scelti sono una base di ragù napoletano, arricchita dalle note piccanti dell’aji amarillo, provola filante e basilico profumato. Una combinazione che gioca su contrasto ed equilibrio: il ragù incontra la nota speziata e fruttata dell’aji amarillo, mentre la provola di Agerola dona rotondità. Il basilico aggiunge freschezza finale. Con questa special edition, ULTRA conferma la propria identità. Qui la pizza diventa espressione culturale che sa raccontare il presente mantenendo il legame con le origini.
Dove: Via Pier Lombardo, 1 Milano
Baccio e i gradini – Roma
Immaginate un disco di pasta che ha riposato per ben 36 ore, impastato con una sapiente miscela di farine che gli conferisce croccantezza e sapore. Questo è il punto di partenza della Margherita di Baccio. Giovanni Lombardi riporta sulla pizza quel gusto intenso e avvolgente del pomodoro cotto nei forni dei panettieri. Sulla base, inizialmente, solo una vellutata crema di pomodoro datterino. Cotta al forno con olio extra vergine, sale, zucchero e zest di agrumi, viene lasciata bruciacchiare leggermente e poi frullata. Il risultato è un sapore dolce ma deciso. Appena sfornata, la pizza viene arricchita dalla stracciata d’Andria, cremosa e filante, e da un coulis di basilico fresco, che aggiunge un tocco di vivacità e colore. Incontro di sapori che evoca ricordi, un boccone che si trasforma in una vera e propria esperienza di gusto, rendendo ogni morso indimenticabile.
Dove: Via della piramide cestia, 25 Roma

Avenida Calò – Roma
Il vero cuore pulsante della proposta di Avenida Calò risiede nell’impasto, frutto di un’approfondita ricerca e di un instancabile percorso di perfezionamento. Questo elemento fondamentale prende vita attraverso un metodo indiretto, che prevede una lunghissima lievitazione, tra le 24 e le 48 ore. Con un’idratazione che raggiunge il 78%. L’utilizzo di una miscela di farine davvero unica, battezzata “Farina Intensa”. Ideata dallo stesso Francesco Calò, gioca un ruolo cruciale nell’esaltare la consistenza, gli aromi avvolgenti e il colore. Il risultato finale è immediatamente riconoscibile: leggerezza e digeribilità esemplari e un profilo aromatico netto. Pur essendo un impasto semi-integrale, la sua scioglievolezza è notevole. È pensato come una tela versatile e stimolante, pronta ad accogliere abbinamenti innovativi e condimenti dal sapore deciso e appagante.
Dove: Viale Pinturicchio, 38- 42 – Roma
Raf Bonetta Vomero – Napoli
Raf Bonetta, classe 1986, sta elevando gli standard della pizza a Napoli. Il suo nuovo locale al Vomero è un progetto ambizioso che coniuga tecnica raffinata, ricerca nutrizionale e profonda consapevolezza. Non è una semplice pizzeria, ma un vero e proprio laboratorio d’innovazione dove si ridefiniscono i limiti di gusto e digeribilità. La pietra angolare di questa filosofia è l’impasto. Un vero esempio di maestria tecnica: soffici e incredibilmente aromatici, tanto da emergere anche sotto un ricco condimento.
Le sue pizze sono creazioni audaci: la Montanara fritta è resa straordinariamente leggera grazie a una frittura asciutta, offrendo un contrasto sorprendente tra la morbidezza della mozzarella di bufala, la sapidità dell’alice di Menaica e il profumo della scorza di limone. La Provola e pepe ultra rivisita il classico napoletano con uno stracotto di pomodoro cotto che regala una profondità di sapore intensa, bilanciata dalla provola affumicata e dal pepe di Sarawak. Il Fluffy si spinge fino a sfiorare l’ambito della pasticceria, un padellino bagnato nel rum, aromatizzato con chiodi di garofano e anice stellato, e completato da una crema diplomatica al pepe lungo.
Cambia-Menti – Caserta
Cambia-Menti è il tempio del gusto creato dal geniale pizzaiolo casertano Ciccio Vitiello. Continua ricerca, una qualità senza compromessi e sostenibilità a 360°. Qui, l’impasto è il protagonista assoluto: leggero, scioglievole e incredibilmente digeribile, frutto di una sapiente unione tra il mondo della pizza, della panificazione e della pasticceria, spesso a base di biga e farine pregiate. Da Cambia-Menti la varietà è la parola d’ordine, se non vi accontenta con il “Ciccio Pizza Tour”, si può passare ai grandi classici sapientemente reinterpretati oppure alle proposte audaci e creative che sono veri e propri “manifesti” gastronomici.
Immancabile la celebre “Recensione negativa“, una margherita con un sorprendente finto fondo bruciato – crema di olive nere disidratate – e pepe di Sichuan, un gioco visivo e gustativo che non mancherà di strapparvi un sorriso. E se cercate qualcosa di più – ancora -, pizze come la “Maiale mangiacarciofi” – lonzarda, carciofi e bottarga – o la “Jamón multicolor” – jamón iberico e maionese alle nocciole- vi aspettano per un morso che è un vero viaggio di piacere.
Dove: Via Generale Pasquale Tenga, 84 – Caserta

L’Ammaccata – Antica Pizza Cilentana – Casalvelino
La passione di Cristian Santomauro per l’antica pizza cilentana, l’Ammaccata, nasce fin da piccolo grazie a nonna Teresa. Nonostante il successo, l’insoddisfazione per non eguagliare il sapore “di una volta” spinge Cristian a un meticoloso lavoro di ricerca, raccogliendo le testimonianze delle donne del paese. Questo sforzo lo porta a riscoprire e riportare in auge la ricetta tradizionale, caratterizzata dall’uso di farine di grano duro e tenero, pochissimo sale, lievito madre e una lunga lievitazione, che restituiscono una pizza genuina e di alta qualità. Da quindici anni, Cristian promuove l’Ammaccata e i grani antichi del Cilento, celebrando la tradizione culinaria locale e il senso di comunità.
Dove: Via Quattroponti – Casal Velino (Sa)
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