La Giungla Urbana di Sabrina Ferrari è esposta al nhow di Milano in occasione della mostra WE HUMANIMALS, aperta fino al 4 ottobre
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WE, HUMANIMALS: al Nhow un bestiario contemporaneo da non perdere

L'iconico hotel di design si trasforma in una galleria d'arte per l'esposizione WE HUMANIMALS, un viaggio tra sculture e dipinti che esplorano la nostra natura più profonda.

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L’iconico hotel di design si trasforma in una galleria d’arte per l’esposizione WE HUMANIMALS, un viaggio tra sculture e dipinti che esplorano la nostra natura più profonda.


A Milano, nel cuore pulsante del Tortona Design District, c’è un’invasione pacifica e strabiliante che continua ad affascinare visitatori e ospiti. Non è una novità passeggera, ma un’esperienza artistica che merita di essere vissuta prima che cali il sipario il 4 ottobre 2025. Parliamo della collettiva “WE, HUMANIMALS – Strabiliante Bestiario Contemporaneo”, un percorso espositivo che trasforma gli spazi del nhow Milano in un viaggio alla scoperta del legame ancestrale tra essere umano e animale, tra ragione e istinto.

Curata da Laura Tartarelli Contemporary Art insieme al critico d’arte Matteo Pacini, la mostra si snoda attraverso la lobby e i piani dell’hotel (aperti in occasione delle mostre anche al pubblico non resident, come tutti i servizi del Nhow compresa la terrazza Vertigo Milano by Purobeach, ndr), invitando a una riflessione profonda sulla nostra duplice natura, in continua tensione tra logica e libertà espressiva.

L'opera di Sandro Gorra del 2023 non solo dà il nome alla mostra, WE HUMANIMALS, ma ne diventa quasi manifesto programmatico
We Humanimals – Sandro Gorra (2023)

Nhow: Un Hotel che Vive d’Arte

La scelta della location è tutto fuorché casuale. Il nhow Milano non è un semplice contenitore, ma un partner attivo nel dialogo artistico. Da tempo si è affermato come un vero e proprio hub creativo, un luogo che, come dichiarato dal suo General Manager Paolo Comparozzi, “trascende il tradizionale concetto di ospitalità” per diventare “un vero e proprio spazio d’ispirazione”.

Questa vocazione è inscritta nel DNA del brand, il cui simbolo è il camaleonte. E nessuna metafora potrebbe essere più calzante per “WE, HUMANIMALS”. Proprio come il camaleonte, le creature che popolano la mostra si trasformano, si adattano e dialogano con l’ambiente, in un gioco di rimandi continui tra arte e design. L’architettura stessa dell’hotel, ricavata dalla riconversione della vecchia fabbrica General Electric su progetto di Daniele Beretta, con gli interni firmati da Matteo Thun, crea una cornice dal fascino post-industriale ideale per ospitare opere che celebrano la metamorfosi e la bellezza della diversità.

WE, HUMANIMALS: viaggio nel bestiario contemporaneo

Il percorso espositivo inizia fin dall’ingresso, dove una monumentale giraffa di Sandro Gorra, grande artista e pubblicitario milanese, accoglie i visitatori. È proprio un’opera omonima di Gorra a ispirare il titolo della mostra, le cui illustrazioni cariche di ironia usano la figura animale per riflettere sui vizi e le virtù umane.

Le opere di Martin Lucchini, ritratti realizzati con la complessa tecnica della string art, sono esposti al piano terra del nhow Hotel all'interno della mostra WE HUMANIMALS, aperta fino al 4 ottobre 2025
Martin Lucchini @ WE HUMANIMALS – nhow Hotel

Poco più in là, un’altra giraffa, questa volta di Gianluca Migliorino, cattura lo sguardo. Accasciata su se stessa, con un’altalena spezzata tenuta in bocca, l’opera evoca con ironica malinconia la fragilità del nostro ecosistema, denunciando le conseguenze dello sfruttamento ambientale. Nella lobby, le figure antropomorfe di Martin Lucchini, realizzate con la complessa tecnica della String Art, dissolvono i confini tra individuo e animale in onirici intrecci di fili colorati.

Salendo ai piani, la mostra continua a sorprendere per la sua eterogeneità. Ci si imbatte nell’esplosione cromatica delle creature mitologiche di Valerio De Cristofaro, a metà tra pop art e illustrazione; si viene catturati dagli sguardi enigmatici degli esseri immaginari di Tiziano Colombo e dalla potenza materica degli animali in bronzo di Sabrina Ferrari, che con la sua “Giungla Urbana” unisce modernità e perizia tecnica realizzando uno degli spazi più potenti della mostra. Troviamo poi il coccodrillo di Alberto Tornago, emblema di resilienza fuso nel bronzo, e le atmosfere tribali evocate dalle fotografie ritoccate di Alex Belli. Il percorso si conclude con i “ciuceri” di Federico Tolardo, nostalgiche figure in legno e resina che, come giocattoli smarriti, danno nuova dignità al concetto di scarto.

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Superando l’estetica: una riflessione necessaria

La sensazione, mentre si viaggia in questo albergo che diventa galleria d’arte contemporanea e sublima il senso stesso del concetto di Design District, è che il complesso di opere sia capace di andare oltre la rappresentazione estetica. Di piano in piano si supera il preconcetto – errato – di una stramberia alla milanese per immergersi in una mostra ben congegnata e pensata attorno a dei pilastri tematici etici e sociali ben definiti. E soprattutto eredi della tradizione dei bestiari medievali. Ovvero quei testi illustrati in cui ogni animale, reale o fantastico che fosse, era utilizzato come insegnamento e ammonizione su vizi e virtù. Sulla luce e l’ombra dell’essere umano, sebbene in epoca medievale fosse principalmente di valenza religiosa, che le bestie rappresentavano.

Oltre i non-luoghi, la meraviglia

Se un bestiario medievale fosse un moderno libro pop-up, il risultato più che affascinante sarebbe esattamente quello che è visitabile tra i corridoi del Nhow di Milano. Gli artisti selezionati ed esposti hanno usato le loro opere per prendere posizione su questioni cruciali come la sostenibilità, l’identità e la giustizia sociale. L’animale diventa così una metafora della nostra stessa vulnerabilità, ma anche della nostra capacità di resilienza. Un richiamo a quell’ecosistema di cui siamo parte e che prospera solo in equilibrio. Un manifesto che viaggia attraverso opere visivamente imponenti e importanti, che ben si adattano a questi tempi moderni, dove non vediamo nulla se non ci viene didascalicamente spiegato. Nemmeno il significato di una giraffa che stremata prova a bere da una pozzaghera.

“WE, HUMANIMALS” è dunque un invito a riscoprire la meraviglia, ma anche a ristabilire un legame. È un’occasione per riflettere, attraverso la potenza dell’arte, sulla nostra appartenenza a un mondo interconnesso. E per ribellarsi nel farlo in un non-luogo per eccellenza come un Hotel. In fondo, come poteva essere altrimenti? Riportare il mondo alla sua umanità in un luogo che sovverte le regole del suo genere commerciale e in questo caso riveste i panni di luogo di aggregazione e creazione aprendo, con lungimiranza, non solo gli spazi della mostra ma tutti gli spazi comuni dell’hotel ai visitatori esterni, che possono così fruirne.

E se il gufo – che nel medioevo era considerato un animale oscuro e portatore di sfortuna – in WE HUMANIMALS diventa un giudice attento e rigoroso del modo in cui gestiamo il mondo, allora molte cose possono cambiare. E anche ripararsi nella hall di un hotel in un giorno di pioggia può essere un viaggio oltre le porte di una moderna Narnia.


INFORMAZIONI

Mostra: WE, HUMANIMALS – Strabiliante Bestiario Contemporaneo
Dove: nhow Milano, Via Tortona 35, Milano
Quando: Fino al 4 ottobre 2025
Curatori: Laura Tartarelli Contemporary Art – Matteo Pacini
Ingresso: Libero negli spazi comuni dell’hotel.

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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