Vinitaly 2026 di notte si accende con il Fuorisalone
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Vinitaly 2026: dove mangiare a Verona e cosa fare Fuorisalone

Ristoranti da prenotare subito, eventi in città, il Fuori Salone ufficiale e i percorsi enologici tra le boutique del centro: la guida a tutto quello che succede a Verona dal 10 al 15 aprile, lontano - ma non troppo - dal Salone.

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C’è chi viene a Verona per la fiera. C’è chi viene per la città. E poi c’è chi, con un po’ di fortuna e qualche prenotazione fatta in anticipo, riesce a fare tutt’e due le cose bene. Il Vinitaly, alla sua 58ª edizione, non è solo quello che succede dentro i padiglioni di Veronafiere: è anche – e per certi versi soprattutto – quello che succede fuori. Nelle piazze medievali illuminate la sera, nei cortili rinascimentali trasformati in grandi enoteche a cielo aperto, nelle boutique del centro dove qualcuno ha avuto l’idea geniale di portare il vino invece di aspettare che il vino venisse da lui.

Verona durante il Vinitaly è una città che non dorme. Dal 10 al 15 aprile si moltiplicano gli appuntamenti, si riempiono i ristoranti, si animano le strade. E chi arriva senza un piano rischia di perdere le cose migliori. Questa guida è pensata per chi vuole vivere la settimana del vino senza sprecare un’ora: i ristoranti dove prenotare subito, gli eventi serali da non mancare, il Fuorisalone ufficiale di Vinitaly 2026 e tutto quello che trasforma Verona in qualcosa di irripetibile per qualche giorno all’anno.

Dove mangiare a Verona durante il Vinitaly 2026

Verona sa mangiare. E durante il Vinitaly, con migliaia di professionisti del vino che arrivano da tutto il mondo, questa vocazione si esprime in modo ancora più netto. I ristoranti che abbiamo scelto non sono indirizzi improvvisati per l’occasione: sono luoghi con una storia, una cucina, un carattere. Posti dove si mangia bene anche nelle altre trecentocinquantasette giornate dell’anno, e che durante la fiera diventano parte integrante dell’esperienza.

Una premessa necessaria, però: prenotate subito e confermate la presenza. In questi giorni Verona si riempie come poche altre volte, e chi lavora in sala e in cucina sta già organizzando tutto con settimane di anticipo. Rispettare il loro lavoro è la prima cosa. La seconda è arrivare puntuali.

Vinitaly oltre Vinitaly: tutti gli eventi e i ristoranti imperdibili
Uno degli spot di Vinitaly and The City in pieno centro a Verona
Ristorante Torcolo da Barca

Dal 1930 a due passi dall’Arena, il Torcolo è uno di quegli indirizzi che resistono al tempo senza invecchiare. La famiglia Barca — oggi guidata da Luca — porta avanti una tradizione di accoglienza autentica e una cucina veronese di sostanza. Il carrello di bolliti e arrosti è la specialità storica, imperdibile, ma la cantina da oltre 1.000 etichette insignita del Wine Spectator Award è un capitolo a sé. Un classico che non tradisce mai. Via Carlo Cattaneo, 11/B — Verona  |  Tel. +39 045 803 3730 

Antica Trattoria Pero d’Oro

Nel quartiere di Veronetta, in una casa che risale al Quattrocento, la famiglia Burti gestisce da quarant’anni uno dei presidi più autentici della cucina veronese. Oggi è Matteo Burti a tenere le redini della cucina con una proposta che ruota attorno ai grandi classici della tradizione – bigoli al ragù di cavallo, pastisada de caval, baccalà alla vicentina – e a dolci artigianali di gran livello. Un posto dove si mangia come si dovrebbe mangiare sempre.Via Ponte Pignolo, 25 – Verona  |  Tel. +39 045 594645 

Benda

In Corso Cavour, a pochi passi dai Portoni Borsari, Benda è il ristorante di Vittorio – conosciuto anche agli spettatori di “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese -, che ha costruito un locale piccolo, elegante e vivo, dove la cucina italiana contemporanea dialoga con una carta dei vini di grande personalità. L’atmosfera è curata, il servizio attento, il menu non è ampio ma ogni piatto è pensato. Prenotazione fortemente consigliata: i tavoli sono pochi e i posti se li contendono. Corso Cavour, 13 — Verona  |  Tel. +39 392 260 4955

Trattoria al Bersagliere, verona
La cantina della Trattoria al Bersagliere è una delle più fornite di Verona
Trattoria Tipica Al Bersagliere

Osteria dal 1927, ristorante dal 1990, il Bersagliere è nel cuore del centro storico di Verona, nell’antico borgo dei Filippini. La famiglia Ramponi custodisce una cucina veronese e veneta di grande solidità — bolliti con pearà, risotto all’Amarone, Diplomatico come dolce finale — in un ambiente folkloristico e genuino, con una cantina che risale al Duecento, visitabile dai clienti. Inserito nelle guide Gambero Rosso e Slow Food. Un indirizzo che non si discute. Via Dietro Pallone, 1 – Verona  |  Tel. +39 045 800 4824

Trigù Bistrò

Un locale contemporaneo e curato in una zona tranquilla della città, lontano dal caos del centro turistico. Trigù Bistrò costruisce la propria identità attorno al grano e ai suoi derivati: pasta, pane e lievitati artigianali preparati con materie prime selezionate, accompagnati da una carta dei vini scelta con competenza e da una selezione di birre artigianali. Giovani, preparati, con un rapporto qualità-prezzo che premia chi ha voglia di uscire dai soliti circuiti. Attualmente tra i migliori dieci ristoranti di Verona su TheFork. Via Colonnello Giovanni Fincato, 80 – Verona  |  Tel. +39 045 221 8741 

Renato Bosco Pizzeria – Saporè

A pochi minuti da Verona, a San Martino Buon Albergo, Renato Bosco è il riferimento italiano per la pizza di ricerca: impasti in lievitazione naturale, materie prime stagionali e di territorio, una visione della pizza come prodotto contemporaneo e sano prima ancora che gourmet. La Sala Degustazione di Piazza del Popolo – ricavata nell’edificio più antico del paese, risalente al 1754 – è il posto giusto per chiudere una giornata di fiera con qualcosa di diverso dal solito. Non aspettatevi la pizza classica: aspettatevi qualcosa di meglio. Piazza del Popolo, 46 – San Martino Buon Albergo (VR)  |  Tel. +39 331 987 3375 


Guida semiseria a Vinitaly: vino, sudore e taralli

Vinitaly è una prova di resistenza fisica e mentale, un rito di passaggio enogastronomico, una specie di labirinto in cui Dioniso e Satana si danno il cambio per testare i tuoi limiti. Ecco, quindi, una guida di sopravvivenza per attraversare l’inferno con un minimo di grazia. di Terry Nesti


Vinitaly and the City 2026: il Fuorisalone che trasforma Verona

Dopo aver prenotato il tavolo, ora è il momento di pensare alle serate. Perché Verona durante il Vinitaly non finisce mai davvero: fuori dai padiglioni la città si accende, e ci sono appuntamenti che valgono quanto – se non più – una giornata intera alla fiera.

C’è una Verona che non si vede dai padiglioni della fiera. È quella delle piazze medievali, dei cortili nascosti, delle logge rinascimentali che la sera si illuminano e diventano qualcos’altro. Ed è proprio quella Verona che Vinitaly and the City occupa ogni anno, trasformandola per un lungo weekend nel prolungamento naturale della manifestazione. Per chi non ha il badge da operatore, spesso è questa la parte più bella di tutta la settimana.

La grande festa del vino nel cuore del centro storico

L’edizione 2026 del Fuorisalone di Vinitaly apre ufficialmente venerdì 10 aprile alle 18.00 con il brindisi inaugurale a base di Pinot Grigio DOC delle Venezie – official wine della manifestazione – in Piazza dei Signori. Il fulcro, come da tradizione, è il triangolo tra Piazza dei Signori, Cortile del Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Alla Loggia di Fra’ Giocondo si installa la Grande Enoteca del Consorzio DOC Delle Venezie; alla Loggia Antica prende vita il tempio della mixology internazionale, con bartender di alto livello in partnership con nomi come Molinari, Martini, Campari e Malfy. Il palco dei talk renderà omaggio a L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura.

Uno degli spot di Vinitaly and The City in pieno centro a Verona
A ora di cena, Vinitaly si sposta in centro città

Sabato 11 aprile alle 21.30 Ema Stokholma porta il suo Dj set alla Lounge Banca Passadore, nella cornice degli Scaligeri. La Torre dei Lamberti torna a offrire brindisi panoramici a 84 metri di altezza, questa volta sotto l’egida del Consorzio Vini d’Abruzzo. Per chi vuole allungare l’esperienza oltre il weekend, il perimetro si estende fino alla Strada del Vino Valpolicella: 17 cantine coinvolte in un calendario di degustazioni dal 13 aprile al 3 maggio.


Custoza Dinner Night — il primo Fuorisalone ufficiale di Vinitaly apre con un bianco veneto

C’è un appuntamento, domenica 12 aprile, che vale da solo una serata a Verona. E che quest’anno porta con sé anche un significato storico: per la prima volta il Vinitaly, nel 2026, ha un Fuorisalone ufficiale, ospitato nelle Gallerie Mercatali – uno degli spazi più scenografici e meno scontati della città – con appuntamenti in calendario l’11, il 12 e il 14 aprile. A inaugurare Vinitaly 2026 Fuorisalone, la sera del 12, è il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC con “Wonders Of White. Custoza Dinner Night“.

Il Custoza è uno di quei vini bianchi veneti che meriterebbe più attenzione di quanta ne riceve. La serata è pensata esattamente per questo: non un appuntamento tecnico, non un gala esclusivo, ma qualcosa di più difficile da costruire e più bello da vivere. Una festa vera, con la denominazione come filo conduttore e la convivialità come obiettivo dichiarato.

Uno degli eventi più interessanti del Fuorisalone è dedicato al Custoza
Un evento interamente dedicato al Custoza

L’aperitivo introduce gli ospiti allo stile del Custoza DOC, mentre la cena racconta la denominazione in tutte le sue espressioni – d’annata, Superiore e Riserva – attraverso abbinamenti costruiti per valorizzare il vino senza sovrastarlo. Durante la dinner experience suona Alessandro Ristori and The Portofinos. Poi le Gallerie si aprono alla città e il Fuorisalone diventa festa grande con il Dj set di Ralf – accesso su ticket per il pubblico veronese. Attese circa 2.000 presenze -. «Vogliamo trasformare ogni brindisi in un’occasione di incontro e nuove connessioni», dice Roberta Bricolo, Presidente del Consorzio. Difficile darle torto.


Dogajolo and the City, un percorso enologico tra le boutique del centro

Carpineto ha avuto un’idea semplice e riuscita. Invece di aspettare che i clienti andassero in fiera, ha portato i suoi vini dove i clienti già stavano: nelle boutique più belle del centro di Verona. Un Fuorisalone decisamente chic per questo Vinitaly 2026. La linea Dogajolo – nelle versioni Chardonnay, Vermentino, Rosato, e Rosso e Rosso Oro, tutte con etichette pittoriche da collezione – si trasforma in un percorso enologico tra Piazza delle Erbe e Corso di Porta Borsari. Sommelier e produttori presenti in ogni tappa, nessuna formalità, molta convivialità. Un Dogajolo Crawl dove al posto dei pub ci sono le boutique: l’idea è quella, il registro è ben diverso.

Le etichette di Dogajolo di Carpineto saranno in degustazione nelle boutique veronesi
Dogajolo sarà in degustazione nelle boutique di Verona

Venerdì 10 aprile, ore 17.00: Bomboogie, Piazza Erbe 23A. Dogajolo Rosso in uno degli scenari più cinematografici di Verona.

Sabato 11 aprile, ore 11.00: Piquadro, Piazza Erbe 7. Degustazione Dogajolo Rosso. La mattina che anticipa Opera Wine.

Domenica 12 aprile, ore 17.00: Patrizia Pepe, Corso Porta Borsari 22. Dogajolo Bianco, Rosato e Rosso.

Domenica 12 aprile, ore 17.00: Narciso Teatro Fragranze Uniche, Corso Porta Borsari 41. Dogajolo Rosso Oro e in anteprima il nuovo Vermentino, con la sua etichetta marina e il profumo che sa di alghe e di sale. Una new entry da tenere d’occhio.

Castello del Terriccio: quando i grandi rossi toscani scelgono un’altra scena come il Vinitaly 2026 Fuorisalone

Ci sono produttori che la fiera la vivono da dentro, e produttori che scelgono di abitare la città. Castello del Terriccio appartiene alla seconda categoria, almeno per quest’anno: sabato 11 aprile, dalle 19.00 alle 22.00, porta i suoi vini più importanti – Lupicaia, Tassinaia e Castello del Terriccio, in annate nuove e passate in via Rosa 4D e 6, dove Spazio Seletti e la Galleria d’Arte contemporanea Peter Frey mettono a disposizione uno scenario che il bancone di uno stand non potrebbe mai offrire. Design eclettico, opere d’arte contemporanea e calici di rosso toscano: una serata di racconto e condivisione in un contesto che parla da solo. Da segnare in agenda anche per chi la fiera non l’ha frequentata. Forse soprattutto per loro.

Drink With Love: lo speak-easy enoico che rimette al centro le persone

C’è un momento, durante Vinitaly, in cui il rumore dello stand cede il passo alla conversazione. In cui il bicchiere diventa pretesto e non protagonista. In cui il produttore smette di presentarsi e comincia semplicemente a parlare. Quel momento si chiama Drink With Love. E nel 2026 torna per la sua sesta edizione, dal 12 al 14 aprile, al Musical Box, a soli 300 metri dall’ingresso Re Teodorico di Vinitaly.

Nato da un gruppo di amici produttori, DWL è uno speak-easy enoico che sceglie consapevolmente un altro ritmo: meno stand, più conversazione. Meno folla, più ascolto. L’informalità non è un espediente estetico. È il metodo. Per tre giorni si degusta, si mangia bene, si ascolta musica, si gioca a biliardino. Ogni calice ha una storia, ogni produttore ha un nome e un volto. L’atmosfera è quella di una festa tra persone che si rispettano. DWL non è la fiera alternativa. È ciò che manca alla fiera: il tempo per fermarsi.

La selezione 2026 attraversa l’Italia da nord a sud – e supera i confini – con un unico filo conduttore: artigianalità, identità, visione. Tra i protagonisti: Agricola Foradori (Trentino), Arteteke (Basilicata), Cerminara (Calabria, Cirò), Le Formiche (Maremma), Fratelli Rosso e Valfaccenda (Piemonte), Mongarda (Valdobbiadene), Kabaj (Slovenia), La Collina del Tesoro (Romagna), Monti della Moma (Lazio), Tenuta La Novella (Chianti Classico) e Sfuso Buono, la selezione bag-in-box d’autore per il bere quotidiano fatto bene. Ad animare le serate, la musica di DJ Margiotta; a raccontare il vino con lo sguardo obliquo che gli appartiene, BROMIO, il magazine cartaceo che indaga vino, simboli e periferie. Ingresso su invito e previa registrazione.

Prima di andare

Il Vinitaly è uno di quegli eventi che si vive meglio quando ci si arriva preparati. Avere la cena prenotata, sapere quale serata non perdere, conoscere le piazze dove il vino scorre meglio: tutto questo fa la differenza tra una settimana qualunque a Verona e un’esperienza che si ricorda. La fiera è lì, con i suoi padiglioni e le sue cantine. Ma Verona, quella fuori dai cancelli, è la cornice che la rende unica. E questa cornice, dal 10 al 15 aprile, vale quanto il quadro.

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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