Dal 25 al 28 giugno il Foro Italico diventa il Vespa Village per «Vespa Roma 2026». È il più grande raduno nella storia dello scooter che, da Vacanze Romane a Caro Diario, ha messo il mondo in sella all’Italia.
Uno dei simboli dell’Italia nel mondo sta per compiere 80 anni, e se li porta benissimo. La Vespa festeggia infatti i suoi primi 80 anni. E lo fa nel modo più scenografico possibile: con una grande festa a Roma, dal 25 al 28 giugno.
Da Vacanze Romane a Caro Diario, la Vespa del cinema
Ma facciamo un passo indietro. La Vespa è il veicolo Piaggio più iconico al mondo, brevettato il 23 aprile del 1946. Non è uno scooter qualsiasi. È quello che ha portato a spasso la bellissima Audrey Hepburn in Vacanze Romane. Ed è lo stesso che, in un celebre scatto sul set di Ben-Hur, si è fatto immortalare persino da Charlton Heston in costume. Le due ruote Piaggio sono protagoniste di tante scene memorabili. In The Interpreter, ad esempio, Nicole Kidman sfreccia nel traffico su una Vespa Special gialla. In Alfie, invece, Jude Law guida una Vespa GS 160 bianca e blu. E poi c’è il ritratto, se possibile ancora più iconico, firmato da Nanni Moretti in Caro Diario, dove con la sua Vespa 125 blu gira in una Roma deserta.

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Un cono da 6,60 euro, una pizza da 7, acqua a prezzi moltiplicati: il caro prezzi nei luoghi di passaggio è un sistema. Dove il costo smette di avere proporzione e il consumatore smette di avere scelta. di Terry Nesti
Perché la Vespa dura da 80 anni
Ma perché, dopo 80 anni, la Vespa è ancora qui? La risposta, forse, sta in una piccola eresia. La Vespa non ha mai venduto un mezzo di trasporto: ha venduto un modo di stare al mondo. È una promessa di libertà e leggerezza, in un’epoca che corre sempre più in fretta. Lei, invece, resta volutamente lenta. Si è evoluta in oltre 150 versioni diverse, eppure ha sempre conservato la stessa anima. Dallo Specialino alla Primavera, fino alla Gran Turismo, ha accompagnato i gusti degli italiani senza mai tradire se stessa. E così, piano piano…«con le sue ruote piccole e il suo borbottio da vecchio zio scorbutico, si è presa tutto il mondo».

Vespa 80 anni: la festa è a Roma
Non è un caso che a ospitare la festa sia proprio Roma. Ogni anno i Vespa World Days cambiano città. Nel 2025 si erano tenuti a Gijón, in Spagna. Per gli 80 anni, però, il raduno mondiale arriva per la prima volta nella Capitale. La scelta premia il legame tra lo scooter e la città, nato nel 1953 sulle strade di Vacanze Romane. Il cerchio tra cinema ed evento, insomma, si chiude qui.
Gli organizzatori l’hanno già definita la più grande festa che la Vespa abbia mai organizzato. Dal 25 al 28 giugno, infatti, il Foro Italico ospiterà quattro giorni di celebrazioni. La città e gli appassionati sono in fermento da mesi. In via Fortebraccio 19, intanto, è apparso un nuovo murale monumentale dell’illustratore Federico Epis: ritrae una coppia in Vespa con Roma sullo sfondo, in pieno stile Dolce Vita. Il calendario completo è sul sito ufficiale Vespa. Di sicuro si parte giovedì 25 giugno alle 21:00 con Ditonellapiaga, che aprirà le celebrazioni sul palco di Radio Deejay.

La Vespa Primavera 80th e la Vespa GTS 80th tornano in Verde Pastello
A celebrare l’anniversario sono anche le istituzioni. Il Gruppo Piaggio, per voce del presidente esecutivo Matteo Colaninno, l’ha definita «la più grande celebrazione nella storia di Vespa». E ha spiegato di aver scelto non a caso la Capitale. Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di «una grande festa popolare per Roma», dedicata a un’icona amata in tutto il mondo. Per l’anniversario, intanto, Piaggio ha vestito di nuovo due modelli con il loro primo colore. La Vespa Primavera 80th e la Vespa GTS 80th tornano in Verde Pastello, la tonalità della Primavera del 1946. Il codice colore arriva dagli archivi storici delle primissime produzioni.
Anche i dettagli, dai profili dello scudo agli specchietti, citano gli anni Quaranta. Sul retroscudo, infine, compare il badge «80 years of Vespa, Est. 1946». Quel verde, del resto, è un omaggio. Un richiamo all’evento del 1948, quando i Vespa Club organizzarono un rally alla Fiera Campionaria di Milano. Lo chiamarono «sciame d’argento», proprio per il colore verde argentato della prima Vespa. Fu il primo grande raduno della storia. Ottant’anni dopo, lo sciame torna a Roma.
1946: l’idea di un ingegnere che odiava le moto
Per capire la Vespa, bisogna partire da chi l’ha disegnata. Il merito è di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico e progettista di elicotteri. Un dettaglio lo rende speciale: D’Ascanio detestava le motociclette. Proprio per questo le ripensò da zero. Niente catena, niente fango sui vestiti, una scocca che protegge il guidatore e una sella comoda. Nacque così un veicolo che le moto, fino ad allora, non erano mai state. La Vespa prende vita ufficialmente il 23 aprile 1946. Quel giorno la Piaggio & C. S.p.A. deposita il brevetto a Firenze. La descrizione è quasi poetica, nel sua burocratese: «motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica».
Enrico Piaggio avvia subito la produzione in serie. I primi esemplari della Vespa 98 cc sono duemila. All’inizio, però, non tutti credono in lei. Alla Fiera di Milano del 1946 persino il cardinale Schuster si ferma incuriosito davanti a quell’invenzione mai vista. Lo scooter arriva nei negozi in due versioni: 55.000 lire il modello «normale», 61.000 quello «lusso». E divide subito. C’è chi lo trova geniale e chi non scommette un soldo sul suo successo. Chi avrà avuto ragione, secondo voi?

Oggi Piaggio produce la Vespa in tre stabilimenti
La storia, in fretta, dà la risposta. Nel 1946 Piaggio vende 2.484 Vespa. L’anno dopo salgono a 10.535. Nel 1948 sfiorano le ventimila. All’inizio degli anni Cinquanta la produzione supera già i 170.000 esemplari. Persino la stampa estera si arrende. Il Times la definisce «un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli, dopo la biga romana». Oggi Piaggio produce la Vespa in tre stabilimenti, in due continenti. C’è Pontedera, la fabbrica delle origini, che rifornisce l’Europa e le Americhe. C’è Vinh Phuc, in Vietnam, per il mercato locale e per il Far East. E c’è Baramati, in India, aperto nel 2012. In totale, oggi, si parla di quasi 20 milioni di esemplari.

VESPA ROMA 2026 – Ottant’anni di un mito
L’edizione speciale dei Vespa World Days dedicata agli 80 anni del marchio è organizzata dal Gruppo Piaggio e il Vespa World Club, con il patrocinio di Roma Capitale.
Giovedì 25 si comincia con il taglio del nastro, a seguire la mostra fotografica «80 Anni di Vespa» a cura di Giacomo Bretzel e la presentazione della moneta celebrativa e l’annullo filatelico. La sera è previsto il concerto di Ditonellapiaga e il dj set di Molella. Venerdì 26 in programma il Campionato Europeo Vespa Rally e il Mondiale di Gimkana. Sabato 27 la Grande Parata per le vie della Capitale. Domenica 28 il Concorso di Eleganza con i modelli più rari.
Dove: Foro Italico e Stadio dei Marmi, trasformati per l’occasione nel Vespa Village. Quando: dal 25 al 28 giugno 2026.
Ingresso: gratuito e aperto a tutti, non solo ai vespisti. Per accedere serve un pass digitale gratuito, da richiedere online (Clicca Qui).
Da Dior a Justin Bieber, la Vespa che cambia abito
La Vespa, come sappiamo, ama cambiare e combinare i colori. Lo dimostrano alcune edizioni limitate degli ultimi anni. La Vespa Disney Mickey Mouse Edition (2023) rende omaggio a Disney. La Vespa 946 Christian Dior (2021), disegnata da Maria Grazia Chiuri, celebra l’anno di nascita comune allo scooter e alla Maison: il 1946. Proprio quella disegnata in collaborazione con Dior, oggi è una delle limited edition più richieste. C’è poi la Vespa x Justin Bieber (2022), completamente bianca, nata dalla collaborazione con il cantante che le ha ceduto il nome.
La Vespa, infine, è anche una grande famiglia. I primi Vespa Club nacquero già nel 1946, prima in Italia e poi all’estero. È una passione che si tramanda di padre in figlio, e che spinge molti a restaurare i modelli più vecchi come cimeli da custodire in garage. Oggi quella rete è coordinata dal Vespa World Club, che dal 2006 riunisce gli appassionati di 66 Paesi, per oltre 120.000 soci. Ed è proprio questa comunità che, dal 25 al 28 giugno, arriverà a Roma come uno sciame di mille forme e mille colori, sulle note di «50 Special». Il brano del 1999 dei Lùnapop, la band del giovane Cesare Cremonini, fece proprio della Vespa Special l’inno di una generazione.
In 80 anni il mondo è cambiato quasi del tutto. La Vespa, invece, quasi no. E forse è questo il segreto del suo mito: continua a promettere libertà e leggerezza, proprio quando tutto intorno sembra un problema. Resta, semplicemente, un inno alla vita. In alto i calici, e tanti auguri a te!
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