La serie Netflix è arrivata – purtroppo – alla fine: ecco tutte le risposte su Vecna. La guida più completa al villain che ha dato filo da torcere ai ragazzi di Hawkins.
“Vecna potrebbe essere amico di Pennywise: sicuramente ammirano l’uno il lavoro dell’altro”. Ci ha risposto così Jamie Campbell Bower, l’attore che interpreta Henry Creel, ovvero Vecna, durante la nostra intervista. Si parlava di quanto sia stata importante l’influenza di Stephen King sul lavoro dei fratelli Duffer, creatori di Stranger Things. E in effetti la serie Netflix, conclusa il primo gennaio con un episodio di 2 ore e 8 minuti che continua a ossessionare milioni di fan in tutto il mondo, deve molto a quell’immaginario. Così come a quello dei film di avventura anni ’80, in particolare quelli di Steven Spielberg: se c’è una cosa che i Duffer sono riusciti a fare è proprio portare sul piccolo schermo quel senso di meraviglia, mistero e paura che c’è in pellicole come E.T. l’extra-terrestre.
Tra Vecna e Pennywise: l’influenza degli anni ’80
Perché Matt e Ross Duffer lo hanno sempre detto: Stranger Things, nonostante i mostri, il sovrannaturale e gli enigmi, alla base è un racconto di formazione. È la storia di quattro amici, Mike, Will, Dustin e Lucas, la cui giovane vita, fino a quel momento scandita da scuola e partite di Dungeons & Dragons, viene sconvolta dall’arrivo di Eleven (Undici nella versione italiana, interpretata da Millie Bobby Brown), coetanea dotata di poteri da supereroe, e dalla scomparsa di Will (Noah Schnapp), rapito e portato nel Sottosopra, dimensione speculare a quella della fittizia città di Hawkins, in Indiana, dove la serie è ambientata. E cos’è questo improvviso arrivo di creature strane se non una grande metafora dell’adolescenza?
Ecco: tutte le angosce, i cambiamenti, i pensieri intrusivi e le paure che questo passaggio inevitabile della vita umana porta con sé sono incarnati proprio da Vecna. Andiamo quindi a scoprire tutto ciò che abbiamo imparato su questo personaggio, diventato per molti il simbolo della serie Netflix.

Chi è Vecna: tra D&D e Stranger Things
Vecna è il grande antagonista di Stranger Things. Viene introdotto nella quarta stagione e presentato come un essere potentissimo, che comanda il Sottosopra a proprio piacimento. È anche in grado di controllare mentalmente i Demogorgoni. Incarnazione della paura, nel corso degli episodi ha moltissimi nomi e identità: Vecna, appunto, ma anche Uno, Peter Ballard e Signor Cosè (Mr. Whatsit in originale). In realtà in passato era un bambino come tanti, Henry Creel, arrivato a Hawkins negli anni ’50.
Il nome Vecna non è stato scelto a caso: nel gioco Dungeons & Dragons è infatti presente un personaggio che si chiama proprio così. Si tratta di un potentissimo lich (creatura non-morta con poteri magici) di cui restano soltanto una mano e un occhio. Creato nel 1975 da Brian Blume, che ha scritto l’espansione Eldritch Wizardry, il nome del personaggio è l’anagramma del cognome di Jack Vance, scrittore che ha ispirato i creatori di D&D Gary Gygax e Dave Arneson.
Nel 1990 David Cook ha scritto poi l’avventura Vecna Lives!, in cui viene raccontato il suo passato (operazione simile alla creazione dello spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow, che mostra proprio l’infanzia e la genesi di Vecna). Da allora il personaggio D&D è morto e resuscitato diverse volte, grazie alla fede di chi lo venera. Chissà che questo non sia indizio del fatto che in futuro potrebbe tornare anche in una nuova stagione della serie. Intanto, nel 2000, con la terza edizione di D&D, Vecna è diventato il Dio degli intrighi e dei segreti.
Henry Creel/Vecna nella serie Netflix
In Stranger Things abbiamo conosciuto Vecna prima come Peter Ballard, infermiere nel laboratorio del Dr. Brenner (Matthew Modine), che ha tenuto esperimenti su bambini (il progetto progetto MK-Ultra), tra cui Eleven/Undici. In un plot twist sorprendente abbiamo invece scoperto che il suo vero nome è Henry Creel e soprattutto che è One/Uno, il primo bambino il cui sangue ha permesso di sviluppare i poteri psichici che ha anche la protagonista. L’aspetto mostruoso di Vecna è invece dovuto proprio a El: una volta scoperta la sua identità, la bambina lo ha scaraventato nella Dimensione X, dove ha acquisito i poteri del Mind Flayer ed è rimasto sfigurato durante il passaggio tra i diversi mondi.
Nel corso delle cinque stagioni della serie abbiamo scoperto che è sempre stato lui la causa di tutti gli avvenimenti inquietanti avvenuti a Hawkins: è lui ad aver portato Will nel Sottosopra; è lui ad aver ucciso gli altri bambini con i poteri; è lui ad aver causato la morte di Billy Hargrove (Dacre Montgomery), fratellastro di Max (Sadie Sink). Nell’ultima stagione di Stranger Things riappare anche come Signor Cosè, figura misteriosa con cappello e occhiali che rapisce 12 bambini, tra cui Holly Wheeler (Nell Fisher), sorella minore di Mike, e Derek Turnbow (Jake Connelly).

Le origini nello spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow
Esattamente come in D&D, le espansioni in Stranger Things si sono rivelate fondamentali. E lo spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow è l’espansione più importante di tutte. Scritto da Kate Trefry insieme ai Duffer e a Jack Thorne (che ha realizzato anche lo show Harry Potter e la maledizione dell’erede), lo spettacolo ha debuttato il 14 dicembre 2023 al Phoenix Theatre di Londra. Si tratta di un vero e proprio prequel, che racconta l’infanzia di Henry Creel.
L’opera teatrale si apre nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. Gli USA stanno conducendo esperimenti sulla USS Eldridge: vogliono sviluppare un campo di forza che riesca a rendere invisibile la nave ai Tedeschi. L’esperimento però sfugge di mano: la USS Eldridge viene catapultata in un’altra dimensione, la Dimensione X, dove l’equipaggio è decimato da creature mostruose (sì, i Demogorgoni). Solo il capitano della nave sopravvive. Il suo nome? Capitano Brenner. Già, proprio il padre di Martin Brenner, che in seguito condurrà esperimenti su Eleven e altri bambini.
L’arrivo di Henry Creel a Hawkins
Nel 1959 la famiglia Creel si trasferisce dal Nevada in Indiana, a Hawkins. Il più piccolo di casa, Henry, è un bambino introverso e mentalmente instabile, dotato di poteri psichici. Non riesce a inserirsi a scuola, la Hawkins High School (dove ci sono anche i giovanissimi Joyce, Hopper e Al Munson, padre di Eddie). La madre, Virginia, spaventata, contatta il dottor Brenner per chiedergli aiuto. Nel frattempo Henry conosce Patty Newby, figlia adottiva del preside del liceo (e sorella di Bob, personaggio interpretato da Sean Astin nella serie). È l’unica a mostrargli amicizia.
Lei gli confida che un giorno vorrebbe conoscere la sua vera madre, che fa la cantante allo Stardust Casino di Las Vegas. Ed è sempre lei a convincerlo a partecipare allo spettacolo teatrale di fine anno, fissato per il 6 novembre 1959 (una data che ritorna in Stranger Things). Tutto però precipita: Henry, istigato dal dottor Brenner, diventa sempre più cattivo, usando i suoi poteri per il peggio. Per colpa sua Patty cade dalle scale dietro lo quinte del teatro e da quel momento non si vedono più. Da lì il ragazzo abbraccia completamente il lato oscuro: uccide la sorella Alice e la madre, facendo in modo che il padre Victor venga accusato degli omicidi. Diventa quindi l’assistente di Brenner.

Stranger Things 5: l’inizio della fine è arrivato. Ed è emozionante
Il ritorno, per l’ultima volta, ad Hawkins è mozzafiato. Tutto quello che c’è da sapere sulla serie, anche se non l’avete ancora vista. di V. Ariete
La caverna nel Nevada e la fusione con il Mind Flayer
Unendo le informazioni avute nella serie e in The First Shadow abbiamo capito che Henry era un bambino come gli altri. Si è trovato però nel posto sbagliato al momento sbagliato: durante un’escursione in una caverna nel Nevada, ha incontrato uno scienziato russo con una valigetta. L’uomo, sconvolto, gli ha sparato. Sotto shock, il bambino l’ha ucciso. Una volta aperta la valigetta ha trovato una specie di sasso pulsante: è da qui che è stato contagiato dalla “presenza oscura”. Il suo sangue è mutato e ha sviluppato i suoi poteri. I Duffer hanno dichiarato in diverse interviste che realizzeranno uno spin-off basato proprio sul contenuto della valigetta.
La scelta di essere malvagio è stata però consapevole: nell’episodio finale di Stranger Things Will, che è sempre stato manipolato da Vecna, vede il suo passato. E scopre che anche lui una volta era un bambino che è stato ingannato. Ma Henry non ha nessuna intenzione di redimersi: si è volutamente fuso con il Mind Flayer, diventando un tutt’uno con la presenza oscura. “We are one”, dice.
Gli amici e la famiglia ti salvano
Attaccato contemporaneamente da El, Will e i suoi amici, Vecna viene brutalmente decapitato con un’accetta da Joyce (Winona Ryder, che si prende il suo momento epico e se lo gode tutto). La donna, come tutti i genitori di Hawkins, se l’è vista brutta per colpa del mostro. E gli dice: “You messed with the wrong family” (tradotto nella versione italiana con: “Fanculo, hai sbagliato famiglia!”). Ecco, la grande differenza tra Henry e Will sta tutta qui. Henry ha rinnegato la propria, che, spaventata, non è riuscita a stargli accanto e sostenerlo. Will invece, nonostante il padre violento, ha sempre potuto contare sul fratello Jonathan e soprattutto su sua madre Joyce.

E sui suoi amici, ovviamente: il loro supporto lo ha salvato. Ecco perché la scena del coming out nell’episodio 7 è fondamentale: Vecna ha sempre sfruttato la paura dei bambini per manipolarli. Essendosi liberato del peso della paura di essere diverso e quindi non accettato, Will ha potuto ribellarsi a Vecna, assumendone i poteri.
“I veri mostri sono le persone e ciò che possono fare”
Nella nostra intervista l’attore Noah Schnapp ce l’ha anticipato: “La serie parla soprattutto dei nostri mostri interiori. Dei nostri veri demoni. Anche Vecna lo è: gran parte della sua storia riguarda il fatto che ti entra nella mente. La serie mostra proprio come combattere quel demone interiore con una grande forza di volontà”.
D’accordo Shawn Levy, regista di diversi episodi di Stranger Things: “Forse è proprio da qui che il personaggio prende il nome. Will (volontà). Alla fine la stagione 5 parla di una forte volontà. I Duffer hanno preso una cosa fondamentale del lavoro di Stephen King: i veri mostri non sono le creature. I veri mostri possono essere le persone. La serie ci ha mostrato individui, come Billy, che si comportano in modo crudele e mostruoso con gli altri. Senza empatia. Stranger Things parla proprio di come molti personaggi, tra cui Will, riescano a mantenere la propria identità di fronte ai bulli e di fronte alla crudeltà umana”.
Inserisci commento