Il periodo natalizio, lo sappiamo, si caratterizza per una serie di tradizioni immancabili e irrinunciabili. Ci sono quelle condivise, che accomunano tutta l’Italia. Dai dolci e cibi classici che troviamo su tutte le nostre tavole, all’albero, il presepe e gli addobbi più comuni, di cui si fa sfoggio in praticamente ogni abitazione. Ma Natale non significa solamente questo. All’interno dei nostri confini, su base regionale, ci sono tradizioni natalizie specifiche. Note e meno note. In questa sede andiamo alla scoperta di alcune di esse, piuttosto particolari e di cui forse non avete mai sentito parlare.
Trentino, la parata del Krampuslauf come i Mamuthones sardi
Il periodo natalizio si apre con una celebrazione insolita e particolarmente evocativa in Trentino Alto-Adige, ma anche in alcune zone della provincia di Belluno, in Veneto, e in Friuli Venezia-Giulia. Si tratta della parata del Krampuslauf, che ricorda la sfilata dei Mamuthones in Sardegna, decisamente più conosciuta.

In questo caso, parliamo di un festeggiamento che avviene tradizionalmente la sera del 5 dicembre, alla vigilia di San Nicola. Le maschere vanno a ritrarre figure demoniache, caratterizzate da denti aguzzi e lunghe corna, accompagnate da campanacci. I Krampus si scatenano spaventando grandi e piccini agitando grosse fruste e nella simbologia locale intendono scoraggiare i comportamenti dei bambini ‘cattivi’ nel periodo natalizio. Tra le tradizioni natalizie sicuramente una delle più fokloristiche e dark.
Friuli Venezia-Giulia, il falò purificatore del Pignarul
Un altro rito molto suggestivo delle regioni settentrionali è quello dei falò di inizio anno, tradizionalmente collocato nella notte che precede l’Epifania, dunque tra il 5 e il 6 gennaio. Chiamato Pignarul nelle zone centrali del Friuli e con altri nomi nelle altre province della regione, oltre che in Veneto, in Emilia-Romagna e in Lombardia, è una delle tante tradizioni natalizie nate con lo scopo di allontanare le energie negative del passato e purificare i presenti, traendo ispirazione dai culti celtici legati al dio Belanu. Tramite la direzione del fumo, si possono effettuare auspici per l’anno nuovo.

Tradizioni natalizie: panettone, la storia vera del re delle feste
La storia del Panettone dal Medioevo all’avvento delle produzioni industriali: il lungo viaggio del gusto del Re delle tavole di Natale. di Chiara Di Paola
Tradizioni natalizie: la ‘Squilla’ dell’antivigilia di Lanciano in Abruzzo
Nella cittadina di Lanciano, in provincia di Chieti, ormai da diversi secoli, precisamente dal 1607, prende vita la tradizione della Squilla. È la celebrazione che apre ufficialmente il periodo natalizio, a partire dal pomeriggio di antivigilia, il 23 dicembre. Dalle ore 18, la campana posta sulla torre civica inizia a suonare, dando il ‘segnale’ a tutte le altre chiese che da lì a poco inizieranno a far rintoccare le proprie.
In un’atmosfera gioiosa, in giro per la città, le persone sfilano in processione da piazza del Plebiscito alla chiesa dell’Iconicella. Poi, alle 19, il rito si trasferisce nelle abitazioni private. Ci si riunisce nella casa del più anziano, dove tutti i restanti membri della famiglia, dal più grande al più piccolo, entrano in una stanza al suono della campanella per rivolgergli un baciamano in segno di rispetto.
Calabria, la cena delle “tredici cose”
Il classico cenone della vigilia di Natale, in alcune zone della Calabria, diventa qualche cosa di più, con richiami diretti all’iconografia religiosa. Le portate diventano tredici, come Gesù a tavola con i dodici apostoli. Portate che possono rappresentare, a seconda delle usanze locali, cibi a base di pesce e verdure fritti, oppure diverse tipologie di dolci e frutta. In alcune cittadine, poi, la tradizione viene anticipata al 13 dicembre, vigilia di Santa Lucia.

Tradizioni natalizie insolite: il gioco del lancio del panforte
La fanno da padrone, come sappiamo, nei giorni delle festività molteplici giochi di carte. Se siete alla ricerca di novità da proporre ai vostri parenti e amici, questa è piuttosto divertente e mutua, per certi versi, il meccanismo delle partite a bocce. Il lancio del Panforte è un antico gioco popolare toscano, particolarmente in voga a Siena e a Pienza. I giocatori, muniti ovviamente di un pezzo di Panforte, dolce tipico della regione, si impegnano a lanciarlo su un tavolo e cercare di avvicinarsi il più possibile al bordo opposto alla direzione del lancio. Il tutto senza farlo cadere. Ci sono addirittura veri e propri tornei dedicati a questa usanza.
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