Paolini-Errani: l'oramai storico duo del Tennis dopo la vittoria agli Internazionali di Roma (Foto: FITP)
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Tennis Mania: il gioco che diventa (finalmente) popolare

Dagli olé per Jasmine ai “Daje Roscio!” per Jannik, l’edizione 2025 degli Internazionali BNL d’Italia si trasforma in uno stadio. Più che un torneo, un fenomeno culturale.

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Gli Internazionali BNL d’Italia 2025 sono finiti da meno di 72 ore, il Roland Garros non è ancora arrivato e allora lo si può dire con certezza: questa edizione resterà negli annali. Non solo per i risultati, quanto per il tifo entusiasta e ironico -e l’atmosfera un po’ da bolgia – che ha trasformato il Foro Italico nel teatro più popolare della capitale. E no, non parliamo solo di tennis. Parliamo di cultura, costume e un entusiasmo collettivo che ha travolto anche chi del tie-break conosce solo il nome. Il Tennis potrebbe aver trasformato Roma – e l’Italia – per sempre.

Paolini – Errani: leggenda del Tennis

Applausi e commozione per il trionfo di Jasmine Paolini vincitrice nel singolare, dove affrontava Coco Gauff, e nel doppio con Sara Errani. La prima italiana a tornare in finale a Roma dopo decenni e ça va sans dire, la prima a realizzare, da allora, questa doppietta. Solo Monica Sales aveva raggiunto questo risultato nella stessa competizione nel lontano 1990. Ma oltre l’amore per questa tennista – anzi per queste tenniste, Sara Errani è già da tempo nell’Olimpo di questo sport – ciò che ha fatto la differenza in questa edizione del torneo è stata l’indignazione. Quella del pubblico, per il fatto che la Rai non avesse acquistato i diritti per le partite delle due italiane (la Paolini è la numero 4 al mondo per la classifica WTA, ndr) al pari di quanto fatto per Sinner.

Snobismo? Si, ma non verso Jasmine Paolini, quanto – storicamente ed endemicamente – verso lo sport femminile. Ma quello che è cambiato, questa volta, è stato il pubblico. Che fa ben sperare.

Papa Leone XIV riceve Jannik Sinner nei primi giorni di papato: foto storica che ben disegna il fenomeno Sinner.
Papa Leone XIV e Jannik Sinner (foto: Vaticano)

Sinner, a Roma Campione nonostante tutto

Delusione e qualche risata, nonostante tutto, per la mancata vittoria di Jannik Sinner, il numero 1 battuto dall’unico che avrebbe potuto superarlo, soprattutto sulla terra battuta: lo spagnolo Carlos Alcaraz. Jannik che, tornato sui campi da gioco dopo 3 mesi di squalifica, è artefice inconsapevole di come il tennis stia diventando uno sport di massa. Le foto con il Pontefice ne sono un esempio, ma ancora non tratteggiano il fenomeno per intero.

Oggi tutti s’interessano del tennis “anche quelli che non conoscono le regole” per dirla alla Paolo Bertolucci, che aggiunge “se mi fermo a prendere un caffè al bar, ora tutti mi chiedono di Sinner e della Paolini. Magari nemmeno lo seguono il tennis però mi fa piacere questo interesse”. Il Braccio d’Oro del tennis anni ’70 e commentatore dell’evento si compiace per questo interesse di massa a uno sport che non è mai stato del popolo. Adriano Panatta, ancora detentore del titolo italiano singolare maschile (correva l’anno 1978), preferisce commentare il tennis al tifo. E ammette che avrebbe voluto cedere volentieri lo scettro, ma si dice certo “che presto accadrà”. Mai banale, non risparmia stoccate al tennis femminile contemporaneo: “Poca tecnica e tanta potenza”.

Tennis femminile: fama e vittorie, ma i soldi?

Che ci siano problemi di finezza tecnica o meno, lo snobismo verso lo sport femminile continua. E non è perpetuato solo dai media. A tal proposito una notizia è parsa essere molto interessante e deprimente insieme: sapete che Jasmine Paolini, nonostante la sua incredibile prestazione, ha guadagnato molto meno di quanto avrebbe potuto se solo fosse stata un uomo? Eh si perché Sinner in caso di vittoria si sarebbe intascato 985mila euro mentre la Paolini ne ha guadagnati 877mila. Oltre 100mila euro in più (fonte
Adnkronos) nonostante la Paolini abbia vinto due finali.

Errani e Paolini esultano, sono le campionesse in doppio agli IBI25 di Tennis (foto FITP)
Errani e Paolini esultano, sono le campionesse in doppio agli IBI25 (foto FITP)

Un problema, quello del pay gap negli Slam, che la Federazione Italiana – Fitp ha già preso a cuore e sta risolvendo con un piano triennale volto alla cancellazione di questo gap nei prossimi anni. Gap dovuto a molteplici fattori come sponsorizzazioni, target e visibilità. Eppure sul campo il tifo per la Paolini non è parso meno forte di quello per Sinner.

Tifo made in…romanesco

Dai Carota Boys a quelli de il “Roscio”, termine romano per indicare una persona dai capelli rossi, c’è voluto molto poco. Così mentre dagli spalti qualcuno avvertiva lo statunitense Tommy Paul con un “Daje Paul er Roscio te c’ha fatto crede!” diventato virale, qualcuno passava a esclamazioni decisamente più colorite. Tipo “Dajee che c’ho fame”.

Il tifo è contagioso, si sa. Così per osmosi passerà alla storia anche il commento dell’arbitro Manuel Messina che, durante il match Zverev-Fils, ha apostrofato un tifoso alla Alberto Sordi: “Ma che te strilli? Prima del servizio non strillare no?”. Neanche a dirlo il video è diventato virale. Come il ballo di Jasmine Paolini sulle note di Tutta L’Italia di Gabry Ponte e i cori, veramente da stadio, che le sono stati rivolti a successo arrivato:
“Olè olè olè olè Jasmine, Jasmine!”.

Sarà la vicinanza con lo Stadio Olimpico o il fatto che molti tennisti abbiano confessato la loro passione calcistica. Paolini e Jannik per il Milan, Alcaraz che, due anni fa per l’amico Villar, aveva scritto sulla telecamera “Forza Roma” e Paul che invece è un “aquilotto fracico” come ha più volte dichiarato. Testimonianza rilasciata anche nel suo arrivo al torneo con un post su Instagram e la scritta “Back in Lazio Land”. Non è un caso quindi che Jannik fosse in tribuna stampa alla finale di Coppa Italia (alzata però dal Bologna) e Paul ha avuto un seguito di supporters della Lazio a fare un tifo “da stadio” per lui al Centrale.

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Quella strada verso il pop…

Tennis e Calcio non sono mai stati così vicini. E se Piero Valesio, firma storica del tennis italiano, nel suo pezzo su Domani del 15 maggio 2025 scrive così: “Gianni Clerici chiamava italopitechi i frequentatori del Foro Italico quando si lasciavano andare a pulsioni primitive contro gli avversari dei tennisti italiani. Ora si sono aggiunti i betters, quelli che cercano di condizionare rumorosamente l’andamento della partita perché stanno puntando live da bordo campo. Nel torneo che si vanta di essere il quinto Slam…” beh allora un fenomeno di costume è sicuramente in atto.

E con ogni probabilità è condizionato anche dai protagonisti di oggi e dai mezzi di comunicazione a loro disposizione. Jannik ha detto: “Grazie a tutti coloro che hanno fatto il tifo, sia sugli spalti che a casa, il vostro sostegno è tutto il mondo”. E la Paolini non è stata da meno ricordando l’importanza del tifo in entrambe i discorsi delle sue vittorie romane.

Il tennis vuole essere più popolare, soprattutto ora che gli italiani scalano le classifiche e vincono tornei? C’è da credere che deve sperarlo perché certe battute dalle tribune sono più forti di quelle di Alcaraz.

Autore

  • Chiara Maria Gargioli

    Giornalista per passione, nata in tv (La7) e passata alla radio (Slash Radio Web, radio dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti). Collaboro con quotidiani, periodici e siti web e mi appassiona l’enogastronomia, la cultura, lo sport, i viaggi, i diritti e le questioni di genere. Punto debole amo tutto ciò che è bello e fatto con amore. Di sogni ne ho tanti quanti sono i cassetti di un comò: scrivere un romanzo; girare il mondo; incontrare JKRowling e veder vincere la Champions League dalla mia AsRoma. Ah, dimenticavo, mi muovo solo in Vespa!

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Chiara Maria Gargioli

Giornalista per passione, nata in tv (La7) e passata alla radio (Slash Radio Web, radio dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti). Collaboro con quotidiani, periodici e siti web e mi appassiona l’enogastronomia, la cultura, lo sport, i viaggi, i diritti e le questioni di genere. Punto debole amo tutto ciò che è bello e fatto con amore. Di sogni ne ho tanti quanti sono i cassetti di un comò: scrivere un romanzo; girare il mondo; incontrare JKRowling e veder vincere la Champions League dalla mia AsRoma. Ah, dimenticavo, mi muovo solo in Vespa!

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