I numeri di questa torrida estate ci dicono che, ancora una volta, il turismo del nostro Bel Paese muove grandi masse – e ingenti somme di denaro – verso il mare. E come potrebbe essere altrimenti? Le nostre coste per questa estate 2025 hanno registrato un incremento di bandiere blu rispetto all’anno precedente.
Sono infatti 10 le nuove spiagge insignite della bandiera per un totale di 246 comuni italiani, un numero complessivo che porta la nostra nazione ad un interessante primato: quello di detenere l’11,5% delle Bandiere Blu globali. Ok, questa è la bella notizia. Passiamo alla brutta notizia: andare al mare in Italia costa sempre di più, soprattutto nei mesi centrali di luglio e agosto. Pare infatti che rispetto allo scorso anno, gli italiani spenderanno il 2.5% in più – fonte Il Sole 24 Ore -.
Tra le destinazioni più quotate, e anche più costose, c’è la Puglia con il suo Salento che da almeno 15 anni è letteralmente preso d’assalto. Ma siccome a noi piace andare in direzione ostinata e contraria – che il maestro ci perdoni per questa citazione! -, vogliamo tendere una mano ai tantissimi turisti che hanno scelto il tacco d’Italia per le agognate ferie d’agosto. Ecco allora una selezione di ristoranti in cui mangiare più che bene a prezzi assolutamente onesti.
Smaré a Santa Maria di Leuca (LE)
Partiamo dal punto più a sud d’Italia, il tacco vero del nostro stivale che è Leuca. Un paesino di marinai nel cuore del Salento che conta circa 1300 residenti, ma da giugno a settembre registra la stessa densità sociale di un suk arabo. Costa merlata e acque cristalline per farsi lunghi bagni – sempre con un occhio attento ai venti…! – ma quando arrivano i morsi della fame, che fare? Si lascia la costa e ci s’incammina verso il centro del paese in direzione Smaré. È un bar che a pranzo e cena diventa trattoria di mare, di quelle senza fronzoli in cui fermarsi a mangiare col costume bagnato e il sale tra i capelli.

L’atmosfera è autentica e rilassata, perfetta per chi cerca un’esperienza culinaria semplice ma genuina. Il menu lo scrive il mare in base al pescato del giorno, garantendo freschezza e stagionalità. Noi comunque vi consigliamo le loro alici fritte, dorate e croccanti, l’insalata di ceci e cozze, un connubio sorprendente di sapori mediterranei, e gli spaghetti con gamberi e limone, un primo piatto profumato e delicato.
Il conto a persona si aggira intorno ai 35 euro per un pasto completo, un prezzo davvero onesto considerando la qualità del pesce e l’ambiente caratteristico. Sul bere, o vi accontentate di una carta fatta alla buona con proposte locali, oppure scegliete una bella minerale ghiacciata e il nettare degli dei lo rimandate al prossimo pasto, concentrandovi sulla bontà del cibo.
La Taverna del Porto a Tricase (LE)
Risalendo verso nord, ma restando sempre in Salento, vi potete fermare a Tricase. Qui, per onor di trasparenza, vi diciamo che il “setting” rispetto al posto precedente cambia. Ben inteso, nulla d’ingessato eh, ma questo posto lo consigliamo più per una cena che per un pranzo tra un bagno e l’altro. È la Taverna del Porto, che sta proprio nella marina di Tricase. La sua forza è il pesce, freschissimo che troneggia nel grande banco pescheria che ruba la scena appena si supera l’ingresso.

La vista sul porto e l’atmosfera più ricercata la rendono ideale per una serata piacevole. Il nostro consiglio: prendete un paio degli antipasti in carta – la zuppa di cozze, ricca e saporita, e la pizzetta del marinaio, una delizia unica – in primis! Poi recatevi al banco e scegliete un pesce da farvi fare come più vi piace tra pasta, al forno, in zuppa o sfilettato e servito crudo. La varietà è garantita e la preparazione è a regola d’arte. Siamo sui 55 euro a persona, sempre vino escluso. Spoiler: hanno una carta interamente naturale, con etichette selezionate per valorizzare i sapori del mare e del territorio.
Friggitoria Porto Russo a Porto Badisco (LE)
A due passi dalla bellissima spiaggia di Porto Badisco si trova la Friggitoria Porto Russo di mare perfetta per chi ama i posti essenziali, un poco spartani… insomma, per farla breve: si mangia con la tovaglia di carta, piatti e posate mono uso. Ma forse il mare merita di essere vissuto anche così, almeno quando ci si siede a tavola, puntando quindi alle priorità come la freschezza del pescato. L’ambiente rustico e informale è parte del suo fascino, permettendo di godere appieno dei sapori autentici.
Al tavolo arriva un foglietto con i piatti del giorno, accanto si indica il numero delle porzioni gradite e al resto ci pensa la cucina che è a vista quindi senza trucco e senza inganno, garantendo trasparenza e qualità. Consigliamo la frittura, fatta in maniera ecumenica, leggera e croccante, una buona grigliata di gamberi locali – viola di Gallipoli of course, dal sapore inconfondibile – e i crudi secondo disponibilità, per assaporare il mare in tutta la sua purezza. Con 35 euro circa si mangia in abbondanza, quindi per appetiti meno sostenuti la spesa può pure scendere, rendendolo un’opzione accessibile e gustosa. SP87, n°19
Le Macare a Alezio (LE)
Se vi trovate in Salento, sulla costa ionica, magari a Gallipoli e dintorni, sappiate che a 10 minuti di macchina potrete godere di una delle migliori trattorie salentine, anzi pugliesi. Parliamo de Le Macare e della cucina schietta e sincera della macara madre Daniela Montinaro; col suo occhiale alla Edna Mode dei Fantastici 4, Daniela veste fieramente i panni di una ostessa contemporanea. Accoglie e saluta gli ospiti, facendo avanti e indietro tra cucina e sala proprio come farebbe una padrona di casa in una cena tra amici.

L’atmosfera è calda e accogliente, un vero e proprio abbraccio del Salento. Il menu è bello corposo, ma non vi fate intimidire e scegliete la girandola di antipasti. Vi arriveranno dei bocconi buonissimi come le polpette, succulente e saporite, i crostoni con la cipolla, una delizia agrodolce, la pitta salentina, un classico della cucina locale, la vellutata di cozze e patate, cremosa e avvolgente, la melanzana appassita in forno con burrata e pomodorini, un trionfo di sapori mediterranei.
A seguire, ci sarebbe la pasta mista con le cozze ma anche il riso con gamberi e agrumi, due piatti signature del locale che non deludono mai, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Tenetevi uno spazietto per il dolce, perché le proposte sono irresistibili! Il conto: restiamo sui 45/50 euro, ovviamente vino escluso che è da scegliere da una bella carta che rende omaggio alle etichette del territorio, valorizzando i produttori locali.
Al Quartino a Nardò (LE)
Restiamo ancora sul lato ionico del Salento e andiamo a Nardò, comune salentino tra i più popolosi con un centro storico pieno di cose da vedere come la bellissima cattedrale di Santa Maria Assunta e Piazza Salandra, tripudio di barocco leccese. Nel cuore della città ci sono diverse trattorie, osterie e ristoranti che propongono una buona cucina del territorio.
Ma noi – anche per tenere fede all’incipit della direzione ostinata e contraria – vi consigliamo un locale che sta fuori dal centro storico. Si chiama Al Quartino ed è perfetto se avete voglia di una cena informale, magari se siete in vacanza con un gruppo di amici e volete scegliere un po’ di cose buone da mettere al centro tavola. Ecco, questo è il posto che cercavate!

L’ambiente è rustico e conviviale, ideale per una serata in compagnia. Prendete i panzerotti di patate, morbidi e saporiti, le bruschette con le cozze, un classico intramontabile, e quelle con la cipolla caramellata, un tocco di dolcezza inaspettato, e poi la melanzana ripiena e le polpette fritte, veri capolavori della cucina povera salentina. Se avete ancora appetito, buttate un occhio alla lavagna dove ci soni i piatti del giorno, spesso primi col sugo di pesce fresco o qualche classicone come le polpette al sugo. Conto tra i più onesti: sui 35 euro a persona. Il bere si sceglie da una carta ben fatta che accoglie i gusti di tutti.

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Il bracellaio matto – Vernole (LE)
Continuiamo a risalire verso nord e facciamo tappa a Vernole, un comune di neanche 2 mila abitanti a una manciata di chilometri da Lecce. Qua c’è un inaspettato tempio della carne, dal nome piuttosto evocativo: Il bracellaio matto. Il locale gode della bellezza delle costruzioni tipiche del Salento con le volte a botte e la pietra leccese a fare da cornice. Ma qui la grande protagonista è la carne e lo dimostra la vetrina di frollatura nella quale ci si reca al momento dell’ordine.
Ad indirizzare gli ospiti nella scelta del taglio ci pensa lui, il bracellaio matto che è l’appassionato titolare che seleziona e frolla personalmente tutti i tagli disponibili. Per ogni taglio è indicata la provenienza ed anche la data d’inizio frollatura, in alcuni casi si superano anche i 6 mesi. Prima della carne, fatevi un giro di antipasti made in Salento: polpette fritte, panzerotti e pittule. Conto finale: ovviamente dipende dal taglio scelto, ma difficilmente si superano i 40 euro a persona.

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Osteria da Giuseppe a Ceglie Messapica (BR)
Si sale ancora abbandonando la provincia di Lecce, siamo infatti nel brindisino a Ceglie Messapica bellissimo borgo situato nella parte meridionale dell’altopiano delle Murge. Qua fermatevi all’Osteria da Giuseppe, altro posto che fa della semplicità il suo punto di forza insieme alla simpatia e gentilezza di Giuseppe. Sarà lui che vi accompagnerà al tavolo e come benvenuto troverete dei pomodorini locali, una crema di ricotta forte e qualche fettina del cetriolo barattiere tipico del Salento.

Partite con l’antipasto della casa di salumi e formaggi del territorio, verdure, un assaggio di fave e cicoria. Continuate con le orecchiette condite col sugo di brasciole e poi assaggiate lo stracotto di asino, specialità della casa. Si chiude in dolcezza con tiramisù e dolcetti cegliesi.
Il conto? Neanche 30 euro a persona.
Antica Osteria la Sciabica a Brindisi
L’ultima tappa nell’alto Salento, è in questa bella osteria sul lungomare di Brindisi. All’antica Osteria la Sciabica si sta bene e si mangia meglio, grazie anche ad una carta che non esagera con elenchi infiniti di piatti, si concentra infatti su una manciata di portate ma fatte come si deve. Tra gli antipasti vi consigliamo di ordinare la tiella patate, riso e cozze ed anche la loro parmigiana.
Tra i primi ci sono i tubetti al sugo di pescatrice – o di altro, in base alla disponibilità – che fungono da piatto unico – 26 euro a porzione -, altrimenti c’è il pesce fresco da farsi fare al forno, alla griglia ed ovviamente la frittura d’ordinanza. Mettete a budget circa 40/45 euro a persona, vini ovviamente esclusi.
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