Roland Garros 2026: Jannik Sinner parte favorito
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Roland Garros: storia, curiosità e italiani da seguire aspettando Sinner

Il Roland Garros 2026 arriva nel momento d’oro del tennis italiano: Sinner è il favorito, gli azzurri in tabellone sono tanti e Parigi torna a essere molto più di uno Slam per appassionati. Storia, curiosità e nomi da seguire sulla terra rossa.

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Il Roland Garros 2026 arriva nel momento d’oro del tennis italiano: Sinner è il favorito, gli azzurri in tabellone sono tanti e Parigi torna a essere molto più di uno Slam per appassionati. Storia, curiosità e nomi da seguire sulla terra rossa.

Sarebbe stato difficile, fino a pochi anni fa, immaginare che buona parte degli italiani si sarebbero ritrovati in attesa febbrile del Roland Garros. Uno dei tornei tennistici più importanti e suggestivi del mondo, certo, con un suo seguito anche alle nostre latitudini. Fino a non molto tempo fa, però, restava appannaggio soprattutto degli appassionati veri e irriducibili. Il tennis è tornato invece a sollevare con forza la curiosità e l’entusiasmo nazional popolare, come negli anni Settanta. Merito delle disgrazie della Nazionale calcistica, che per la terza volta di fila resterà a guardare ai Mondiali, e della contemporanea ascesa di nuovi eroi azzurri della racchetta. Con le attenzioni di tutti a convergere su colui che al momento sembra imbattibile, Jannik Sinner.

Dopo Roma un altro Panatta-Sinner?

È un’inversione di tendenza che abbiamo già raccontato sulle nostre pagine. E che adesso sembra arrivata al suo zenit. Non per caso, visto che Sinner ha trionfato agli Internazionali di Roma, nel cinquantennale della vittoria di Adriano Panatta. Che spera ovviamente, dopo quello del Foro Italico, di poter procedere a un altro passaggio di consegne, quello sul suolo del Philippe Chatrier. Con tutto ciò che ne conseguirebbe e di cui parleremo approfonditamente più avanti.

Dunque, a beneficio di chi si appresta a seguire lo Slam parigino con una emozione del tutto nuova, ma anche dei “neofiti” del tennis che si approcciano per la prima volta a un appuntamento simile, un breve vademecum su significati, curiosità, pronostici, di ciò che il Roland Garros rappresenta.


Panata consegna la coppa del vincitore a Jannik Sinner
Sinner e Panatta, la coppa che passa di mano. E il silenzio che li divide

Cinquant’anni dopo, Jannik Sinner vince gli Internazionali d’Italia battendo il norvegese Ruud 6-4, 6-4. Adriano Panatta consegna la sua Coppa. Due campioni opposti in tutto, tranne che nel coraggio di essere se stessi. E ora Parigi aspetta. di Francesco Bruno Fadda


Roland Garros, la nascita di un “nuovo” tennis

Quella di quest’anno sarà la 125esima edizione di un torneo nato come campionato internazionale di tennis francese, inizialmente aperto soltanto ai transalpini e agli stranieri iscritti in un club francese. La prima edizione si svolse nel 1891. Da principio, non si disputava sulla superficie che conosciamo attualmente, ma su erba. Questo, fino al 1911, quando venne applicata un’idea rivoluzionaria e gli organizzatori passarono dall’erba alla terra battuta, un mix di argilla e calcare sbriciolati che da “copertura” per la superficie erbosa divenne il nuovo tappeto da competizione. La terra rossa così ottenuta era più economica e cambiò profondamente il modo di intendere il tennis, rallentando e rendendo più alti i rimbalzi della pallina e modificando tante dinamiche di gioco.

Così nasce il tennis di fatica, epico, che abbiamo imparato a conoscere. E la cui sublimazione si è vista spesso proprio sui campi parigini. Incarnata dalle imprese di Rafa Nadal, il cui record di 14 trionfi appare difficilmente battibile anche in futuro. Ma anche dalle nuove leggende di questo sport. Non è un caso, forse, che lo scorso anno Alcaraz e Sinner abbiano dato vita alla più lunga finale di sempre sul Philippe Chatrier, dalla durata di 5 ore e 29 minuti. Inferiore, come durata di una finale Slam, solamente alla Djokovic-Nadal negli Australian Open 2012 (5 ore e 53 minuti).

Chi era Roland Garros?

Il nome con cui identifichiamo il torneo non fa riferimento, come qualcuno potrebbe pensare, a uno sportivo francese, ma a un aviatore. Roland Garros era un pilota di aerei che si distinse per le sue imprese nel corso della Prima Guerra Mondiale e che poco prima, nel 1913, aveva effettuato il primo volo sul Mediterraneo senza scalo dalla Francia alla Tunisia (da Frejus a Biserta). L’intitolazione del torneo e del complesso che lo ospita fu decisa da Emile Lesieur, presidente dello Stade Français che ospitava originariamente la manifestazione, e che era stato un compagno di studi di Garros. A Garros è oltretutto attribuita una frase che ben riassume lo spirito del torneo e di tutto ciò che lo pervade: “La vittoria appartiene al più tenace”.

Rafael Nadal è l'uomo che ha vinto più Roland Garros nella storia: ben 14
Rafael Nadal nel 2005 alla vittoria del suo primo Roland Garros

Dal 1927, al vincitore del singolare maschile viene consegnato il trofeo detto “La coppa dei quattro moschettieri”: si tratta di Jean Borotra, Jacques Brugnon, Henri Cochet e René Lacoste (sì, quel Lacoste), commemorati per le loro gesta negli anni Venti del tennis francese. Mentre le intitolazioni dei campi principali – il Philippe Chatrier, il Suzanne Lenglen e il Simonne Mathieu – omaggiano altre grandi figure del tennis transalpino (la Lenglen vinse il torneo, tra singolare femminile, doppio e doppio misto in ben 19 occasioni tra il 1914 e il 1926). In tutto, nel complesso ci sono almeno 20 campi di gara.

Sinner e la caccia ad altri primati: una grande occasione

Non ci sarà, purtroppo per lo spettacolo, il detentore delle ultime due edizioni, Carlos Alcaraz, fuori per infortunio e destinato a rimanere ai box anche a Wimbledon. Il tutto contribuisce a rendere Jannik Sinner il favorito d’obbligo. Del resto, l’azzurro viene da una striscia di imbattibilità che copre gli ultimi cinque tornei disputati (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma).

Sinner si presenta a Parigi da numero uno del mondo e da testa di serie numero uno. Una posizione che sarà certo di mantenere, nella peggiore delle ipotesi, almeno fino a metà settembre, ma probabilmente anche più a lungo. L’intenzione è quella di ottenere l’ultimo Slam che in carriera gli manca. A 25 anni ancora da compiere, in caso di successo completerebbe il Career Grand Slam; per il Career Golden Slam gli mancherebbe soltanto la medaglia d’oro olimpica.

Sinner e Alcaraz alla premiazione del Roland Garros 2025
Sinner e Alcaraz alla premiazione del Roland Garros 2025

Che tabellone si prospetta?

Dopo che Alcaraz gli ha sbarrato la strada in semifinale del 2024 e in finale lo scorso anno – con il rimpianto di tre match point falliti, anche se sul servizio dello spagnolo – Jannik è certamente l’uomo da battere. L’esordio avverrà contro il francese Clement Tabur, wild card. Lungo il percorso, il secondo turno lo vedrebbe di fronte a uno tra Fearnley e Juan Manuel Cerundolo; nel terzo turno potrebbe affrontare il padrone di casa Moutet, il ceco Kopriva oppure il giovane spagnolo emergente Landaluce. Agli ottavi, possibile un derby con l’altro azzurro Luciano Darderi. Quarti di finale con possibili incroci con Bublik o Shelton, quindi eventuale semifinale con Medvedev o Auger-Aliassime. Dall’altro lato, i pericoli rappresentati da Zverev, Djokovic (sempre a caccia del suo 25esimo slam), Ruud, appena battuto a Roma, e i giovani emergenti Fonseca e Jodar.

Gli altri italiani: non solo Jannik pensa in grande

Se l’attenzione di tutti è focalizzata su Sinner, non vanno dimenticati tutti gli altri italiani in tabellone. È particolarmente nutrita la truppa del singolare maschile, dove non ci sarà purtroppo per infortunio Musetti, semifinalista l’anno scorso. Possono però coltivare ambizioni di medio raggio Luciano Darderi, fresco semifinalista a Roma, e Flavio Cobolli, che se in condizione potrebbe rappresentare una delle sorprese del torneo e puntare ad avvicinare sensibilmente la top ten. Per il romano, che debutterà nel derby con Andrea Pellegrino, lo spartiacque potrebbero essere gli ottavi di finale, dove ritroverebbe probabilmente Medvedev, battuto recentemente a Madrid.

Altri azzurri in gara Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, a caccia di rilancio dopo le delusioni degli ultimi tempi, ma anche Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci e soprattutto il giovane Federico Cinà, arrivato in tabellone dalle qualificazioni e atteso dal debutto con l’americano Opelka. Ma ci sono motivi di interesse anche negli altri tornei.

Lucia Bronzetti è entrata in cartellone con le qualificazioni
Lucia Bronzetti durante le qualificazioni

Roland Garros tricolare anche al femminile e in doppio

Nel singolare femminile, dopo il passo falso di Roma, si spera di ritrovare una Jasmine Paolini in formato 2024, quando si spinse fino alla finale. A farle compagnia in tabellone, Elisabetta Cocciaretto, reduce da un buon inizio di stagione, e Lucia Bronzetti, ultima azzurra qualificata, riuscita nell’impresa dopo un match rocambolesco con l’ucraina Katarina Zavatska, cui ha annullato tre match point.

E poi, i tabelloni di doppio. Nel maschile, la coppia Bolelli-Vavassori, dopo il trionfo a Roma, punta a ripetere la cavalcata del 2024, magari stavolta con esito vittorioso finale. Mentre nel femminile, Paolini-Errani vanno a caccia di un epico tris parigino, dopo la medaglia d’oro olimpica del 2024 e il trionfo dell’anno scorso. Insomma, ci sarà di che divertirsi.

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Scritto da
Nicola Lo Conte

Classe 1985, giornalista professionista dal 2016, redattore per Calciomercato.it e per altri portali a carattere sportivo e generalista, da sempre appassionato di calcio più di qualsiasi altra cosa al mondo. Volevo che raccontarlo diventasse la mia vita, ci sono riuscito.

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