Veduta aerea del Ritual Club di Baja Sardinia fondato 55 anni fa da Andres Flore - Credit Ritual,
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Ritual Club: cinquantacinque anni di magia e fascino

Cinquantacinque anni di magia, musica e natura incontaminata nella roccia Smeralda, tra eredità visionaria e rinascita al femminile con Francesca Fiore.

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In un angolo di Sardegna dove il granito millenario si specchia nell’azzurro più intenso del mare, sorge un luogo che è più di un club, più di una leggenda: il Ritual. Da cinquantacinque anni, le sue notti pulsano al ritmo della musica, avvolte dal mistero delle grotte scavate nella roccia, testimoni silenziose di un sogno audace. Oggi, quel sogno trova nuova linfa, nuove energie, nelle mani delicate ma ferme di Francesca Fiore.

È lei, con la passione ardente di chi custodisce un’eredità preziosa, la protagonista di questa rinascita. Dopo la prematura scomparsa del padre Andres, fondatore visionario, Francesca ha raccolto il testimone con coraggio, trasformando una discoteca storica in un tempio senza tempo, dove il passato e il futuro danzano insieme, incantando generazioni. Questo anniversario non è solo un traguardo, ma la celebrazione di una storia unica, tessuta di roccia, musica e infinita magia.

La visione originaria: Andres Fiore e la nascita del “Tempio della Musica”

La storia del Ritual affonda le radici nei vibranti anni ’70, quando Andres Fiore, un architetto eclettico reduce da avventure in Venezuela, giunse in Sardegna. Fu incantato da una collina di granito a Baja Sardinia, costellata di grotte naturali modellate dal vento e dal tempo. La leggenda narra che Andres trascorse sette giorni e sette notti nella grotta ancora grezza, quella che oggi è il cuore pulsante del Ritual, finché non ebbe la visione completa della sua “creatura”. 

Non la definì mai un’opera architettonica, ma una “scenografia”, un luogo dove paesaggio e intervento umano si fondono in un tutt’uno inscindibile. Il Ritual sembra nascere spontaneamente dalla roccia e dalla fitta vegetazione circostante, con il suo schema di costruzione a spirale che si carica di significati e simbologie esoteriche. Andres fu un vero precursore in un territorio all’epoca selvaggio e quasi sconosciuto, trasformando un’idea ardita in un punto di riferimento per l’élite internazionale e non solo, facendone la discoteca più longeva e iconica dell’isola.

Il Ritual attraverso le epoche: storie, personalità e innovazioni

Dalle sue origini, il Ritual ha saputo evolvere, trasformandosi da luogo di ritrovo per artisti e intellettuali in una discoteca di fama mondiale, pur mantenendo la sua anima più autentica. Con le sue “tre anime” – il giardino, la grotta e le terrazze – il locale offre un’esperienza sensoriale unica. Andres Fiore fu un innovatore anche nella gestione dell’intrattenimento: fu lui il primo a spostare il DJ dalla sua “reclusione” in una sorta di armadio, rendendolo protagonista assoluto al centro della scena, un personaggio chiave della notte.

Il Ritual ha ospitato una lista impressionante di personalità celebri, diventando un rifugio prediletto per chi cercava un luogo riservato dove trascorrere le sere d’estate. Da Margaret d’Inghilterra ad Aristotele Onassis con Jacqueline Kennedy, da Carolina di Monaco a personaggi del panorama italiano. Questi nomi, insieme a quelli di innumerevoli persone comuni, testimoniano il fascino intramontabile del Ritual, un luogo dove ogni notte ha scritto un pezzo di storia.

Un interno del Ritual Club di Baja Sardina, il locale fondato da Andres Flore, costruito nella roccia a Baja Sardinia
il salotto interno del Ritual Club di Baja Sardinia – credit Ritual Club

Il cambio generazionale: Francesca Fiore, eredità e innovazione al Ritual

Nata a Parma nel 1982, Francesca Fiore ha la musica e l’intrattenimento nel sangue. Figlia di Andres e di Jaqueline, una delle prime DJ donne in Italia, è cresciuta respirando l’atmosfera vibrante del club, dormendo da bambina nello studio del padre ricavato tra i muri di granito. Il suo vero debutto alla guida del Ritual arriva in un momento difficile: nel 2003, a soli vent’anni e con un figlio piccolo, Andres Fiore scompare prematuramente. Francesca, con una determinazione ammirevole, assume le redini nell’estate del 2004. In questi oltre vent’anni, ha trasformato il Ritual da una ditta individuale a conduzione familiare in una società strutturata, una SRL con una ventina di dipendenti stabili che in alta stagione raggiungono circa 150 unità.

La sua intraprendenza e la sua visione sono state cruciali. In un settore all’epoca ancora prevalentemente maschile, Francesca ha saputo imporsi con naturalezza, forte della stima che i fornitori nutrivano per suo padre e della sua immediata capacità di intraprendere. La sua è una famiglia di “precursori”: se Andres ha rivoluzionato il ruolo del DJ, Jaqueline è stata una delle prime DJ donne in Italia. Francesca ha proseguito su questa scia, portando quasi vent’anni fa la musica elettronica in Costa Smeralda e spettacolarizzando le nottate con attori, artisti, ballerine professioniste e DJ di fama mondiale.

Il sorriso di Andres, risplende nel viso di Francesca

Oggi, con lo stesso spirito innovatore, Francesca si spinge oltre. Affiancata da un team di manager, punta a un ritorno al “vero clubbing”, alla ricerca di una proposta musicale che sia identificabile con il luogo e alla cura del cliente, che deve sentirsi parte integrante del “progetto Ritual”, quasi “a casa”, protagonista e non solo spettatore. 

La sua visione si estende anche all’offerta, che si distingue dalle consuetudini del settore. Nel 2019, per intuizione e scelta di Francesca, è nato il ristorante “Le Terrazze del Ritual“, ospitato sui terrazzamenti rotondi che si arrampicano sulla collina. Un luogo che in origine il padre aveva immaginato come un giardino pensile e che, aprendosi al pubblico, rende omaggio a Andres, rendendolo partecipe di questo nuovo progetto. 

La filosofia culinaria di Francesca per Le Terrazze è chiara: una cucina “leggera, colorata, appetitosa” che lasci un’emozione e un invito a celebrare la vita. Nonostante la stagione più lunga della costa (da metà giugno a metà settembre) e i ritmi serrati, Francesca gestisce con passione e dedizione ogni aspetto, assicurando un’esperienza indimenticabile.

La nuova area panoramica del ristorante Le Terrazze, appartenente allo stesso comprensorio del Ritual Club

Le Terrazze: gusto e sapori mediterranei sotto le stelle

Rooftop restaurant e mixology bar, a Baja Sardinia un’esperienza sensoriale tra cielo, mare e sapori indimenticabili. di Francesco Bruno Fadda


Il design, la natura e l’unicità della roccia sarda

Il Ritual è un “castello costruito con piombo, granito e ferro“, fatto per esistere per sempre. La sua bellezza risiede nell’integrazione armonica con la natura: scavato nella roccia granitica, sembra nascere spontaneamente dalla terra. Le sue forme sinuose si intrecciano con la fitta vegetazione mediterranea, creando un’atmosfera magica. La roccia granitica, una roccia “viva, energetica”, assorbe e rilascia calore e freddo, contribuendo all’esperienza unica del locale. La sua conformazione regala un’atmosfera “mistica, rituale, fuori dal tempo e dallo spazio“, un vero santuario dove la musica e la natura si fondono in un’unica, potente energia. Il rispetto per il territorio e la sua ineguagliabile energia sono alla base di ogni scelta e ogni dettaglio.

Oggi il Ritual Club è un’icona riconosciuta in tutto il mondo, un luogo dove l’armonia di intrattenimento, musica, mixology e ristorazione di alto livello si fonde magicamente con una natura a tratti ineffabile. Al centro delle notti estive della Costa Smeralda, il Ritual continua a offrire un programma di serate uniche, ospitando DJ e artisti internazionali che si lasciano ispirare dall’energia unica di questo luogo incantato.

Il Ritual di Baja Sardinia, fondato da Andres Fiore e oggi diretto dalla figlia Francesca Fiore, è un luogo icona dell'accoglienza in Sardergna
La pista da ballo all’interno della grotta del Ritual – credit Ritual

Il Ritual oggi: un mito che continua a brillare

Francesca Fiore, madre di due figli – Samuele, che dall’estate 2024 è al suo fianco nel team del Ritual, e Matilda – porta avanti con passione e lungimiranza non solo un’attività, ma un vero e proprio sogno. Il suo impegno è quello di preservare un simbolo, un luogo dove la storia e la bellezza della Sardegna si fondono in un’esperienza che va oltre la semplice serata, toccando l’anima. Il Ritual non è solo un club. È un mito che continua a brillare, un testamento alla visione audace di un padre e alla dedizione incondizionata di una figlia che ne ha raccolto il testimone con amore e profondo rispetto.

Come diceva Andres Fiore, il Ritual è un “tempio senza tempo” per la musica, un luogo dove le emozioni vibrano nell’aria e le stelle sembrano danzare più vicine. Sotto la guida illuminata di Francesca, le sue magiche notti nella roccia continueranno a incantare, promettendo di svelare nuove albe di bellezza e di passione per le generazioni a venire, un battito eterno nel cuore di Baja Sardinia.

Autore

  • Francesco Bruno Fadda

    Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno!
    Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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