Il “Thanks to” dimenticato: lo scontro social tra Laura Pausini e Gianluca Grignani rivela le crepe nel galateo musicale. E con l’avvento di Matteo Bocelli promette di tenere banco a lungo
Destinazione dissing. Sul treno delle 7:30,l ovviamente. L’andata e il ritorno del dissing incredibile. Era una calda sera di luglio, quando Gianluca Grignani ha pubblicato una storia che in poche ore è diventata la destinazione Paradiso per gli amanti delle polemiche.
Abbiamo un nuovo dissing che, diciamolo, arriva provvidenzialmente sui social a spezzare la monopolizzazione di Wimbledon, che, vi ricordiamo è stato vinto da Jannik Sinner (qui). Magari vi fosse sfuggito. Protagonisti dello scontro avvenuto sul terreno delle storie di Instagram sono Laura Pausini e Gianluca Grignani. La cantante di fama mondiale che vuole fare quella della porta accanto e il cantautore ribelle e maledetto. Sembrava tutto destinato a finire ancora prima dello scoccare delle 24 ore di durata delle storie, quando Grignani ha fatto un colpo gobbo. Tutto con la complicità di Matteo Bocelli, figlio di quell’Andrea che poche settimane fa ha fatto uscire un pezzo con il feat di Jannik Sinner. Si, sempre lui, quello che ha vinto Wimbledon.
Che confusione, sarà perché ti amo. No, tranquilli. I Ricchi e Poveri – almeno loro – non c’entrano nulla. Andiamo con ordine e partiamo dal principio.
Nella calda sera di luglio di cui parlavamo più su, quelli che non hanno mai particolarmente apprezzato Laura Pausini avranno intonato “sai penso che non sia stato inutile”… non essere mai stati suoi fan. Altrimenti adesso dovrebbero trovare il modo di giustificare la caduta del tortellino dalla testa della cantante di Solarolo, che ha perso lo stato di regina di bontà e altruismo.
Quando Laura Pausini non ha cantato Bella Ciao
Certo, anche quando si è rifiutata di cantare Bella Ciao perché lei non canta canzoni politiche sarebbe stata indifendibile. Nella sua miope ansia da “sono buona e giusta” ha pensato che fosse una presa di principio sana ergersi ad artista che non politicizza la musica. Peccato che Bella Ciao sia una canzone partigiana che al massimo la avrebbe identificata come antifascista. Ma nemmeno, perché nel contesto in cui volevano fargliela cantare al massimo avrebbe dimostrato di essere fan de La Casa di Carta. Per quanto anche essere fan di una banda criminale sarebbe potuto essere lesivo della sua immagine di brava ragazza.
Il dissing tra Laura Pausini e Gianluca Grignani
Ma, comunque, torniamo al “caso” che ha coinvolto Grignani. Su Instagram, Laura Pausini ha lanciato il suo nuovo singolo in uscita il 12 settembre. E già potremmo sottolineare la megalomania di pubblicare un pre-save con due mesi di anticipo, manco avesse scritto il pezzo erede di Volare.
Due mesi di anticipo e che fa? Annuncia un nuovo singolo che però in realtà è una cover e più precisamente quella de “La mia storia tra le dita”, in italiano, spagnolo e portoghese.
Forse i due mesi di anticipo servono a far arrivare preparati i nostri condotti uditivi all’ascolto “intortellato” panna, prosciutto e piselli di un pezzo che andrebbe cantato a crudo. Come ha fatto, ai tempi, Gianluca Grignani, autore e interprete del brano.
L’annuncio del “nuovo singolo” su Instagram
Nell’annuncio che presenta il nuovo brano, una sorta di pubblicità di un mondo post-apocalittico, nel quale ovviamente Laura “Croft” Pausini sembra aver salvato tutto senza rovinarsi il trucco, non fa nemmeno un accenno a Gianluca Grignani. Nel post di annuncio nemmeno un semplice “grazie” alla fine.

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I diritti si pagano, ma la cortesia è gratis.
Certo, non era tenuta a farlo. È scontato ci sia stato un accordo con Grignani circa i diritti per l’utilizzo della canzone, ma un comportamento del genere poteva essere evitato. In particolare da un’artista che predica in continuazione il rispetto tra colleghi, la solidarietà e il peace and love come stile di vita. Uno scivolone rilevante non citare l’artista milanese, lo stesso che le ha ceduto un pezzo pazzesco. Un testo, che nel suo repertorio, forse, non non avrebbe potuto neanche sognare.
È stato un modo di fare che possiamo iscrivere nel registro delle cadute di stile. Roba un po’ da “la regina è nuda”. Esattamente come quando le si è malauguratamente aperto l’accappatoio in scena durante un concerto in Perù.

Non svegliare mai un Grignani che dorme
Fare una cosa del genere con Gianluca Grignani, non famoso per la sua diplomazia, è stato un po’ come accendere una miccia. E infatti lui ha pubblicato come storia un commento che dice più volte essergli stato cancellato dalla bacheca di Laura. Nel testo, scritto in maniera educata, per farla breve, le rinfaccia un po’ di ingratitudine, seppure premettendo che le vuole bene.
I fan hanno dovuto aspettare una notte per leggere la risposta della cantante, sul cui contenuto però non si sono nemmeno aperte le scommesse. Tanto era scontato. Ma, diamine, Grignani usando parole dolci le ha praticamente detto che è una str… ehm, un’ingrata e lei gli risponde “spero di averti reso felice” con l’annuncio postato sul suo profilo. Come doveva rispondere Grignani per farle capire che non è stato per niente felice? Con il disegnino di Marcellino pane e vino morto?
Poi è ovvio che tutti sanno che “La mia storia tra le dita” è un pezzo di Gianluca Grignani, nominarlo sarebbe stato solamente un gesto di cortesia che Laura Pausini non ha avuto.
“Decisione discutibile”, Laura. Pure quella di dire che il post era solo l’inizio di uno storytelling che Grignani apprezzerà. Adesso a lavorare con il suo team ha probabilmente chiamato pure dei sarti che magari troveranno il modo di mettere una pezza sulla macchia. Intanto le hanno fatto aggiungere una riga tra parentesi nel suo post: 1994 – Gianluca Grignani. Senza tag, però. Della serie ammettere l’errore, ma non troppo.

La svolta inaspettata del dissing!
In realtà Grignani non dormiva. Fra una storia e l’altra è arrivata un’altra sera, di quelle calde di luglio e Gianluca Grignani a osrpresa fissa nel suo feed di Instagram l’annuncio che “Mi historia entre tus dedos”, la versione spagnola de “La mia storia tra le dita” uscirà l’8 di agosto prossimo.
Ma come, vi starete chiedendo? Non usciva il 12 settembre? Si, quella di Laura Pausini si. Ad agosto la versione spagnola uscirà cantata da Matteo Bocelli e dallo stesso Gianluca Grignani. Lo vedete pure voi Grignani che fa il segno dell’ombrello alla Pausini da tutte le angolazioni? Quello che è successo non lo sappiamo, ma per arrivare a fare una cosa del genere o Grignani è completamente fuori di testa o qualcosa è andato storto…
In ogni caso, qui iniziamo ad avere seri dubbi sulle dichiarazioni congiunte del gran bene che si vogliono i due cantanti!
La mia storia -e tutte le nostre – tra le dita, viaggio in una canzone bellissima
È la canzone che almeno una volta nella vita quelli che erano adolescenti negli anni ’90 hanno cantato singhiozzando. In realtà, anche quelli che lo sono stati dopo, perché piangere per chi se ne va con la “storia tra le dita” non passa mai di moda.
La canzone è stata pubblicata nel 1994 ed era il primo singolo dell’album “Destinazione Paradiso”. Grignani la presentò in forma ridotta a Sanremo Giovani, ottenendo la possibilità di partecipare al Festival di Sanremo l’anno successivo, tra le nuove proposte. Si posizionò sesto con Destinazione Paradiso.
E così, tra una “Destinazione Paradiso“, mancate citazioni e una “Mia storia tra le dita“, ci ritroviamo qui, a constatare che anche le stelle più brillanti, a volte, inciampano sui tasti del telefono. Ma forse, proprio in questo piccolo dissing da social, si cela la vera magia: la dimostrazione che l’amore, anche quello per una canzone, è così potente da scatenare tempeste – e storie Instagram – indomabili. Perché in fondo, che siano note intonate o silenzi assordanti, l’importante è che la musica continui a farci battere il cuore, e magari, un po’ meno i polpastrelli.
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