A 102 dalla loro fondazione, i Giochi Olimpici Invernali tornano in Italia per la terza volta. Anticipate da qualche polemica, si preannuncia un’edizione ricca, con grandi ambizioni per gli Azzurri. Tutto ciò che bisogna sapere sulle Olimpiadi Invernali 2026.
La lunga attesa è finita. È finalmente tutto pronto per la 25esima edizione dei Giochi Olimpici invernali, targati Italia, tra Milano e Cortina d’Ampezzo. Una kermesse che promette ovviamente grande spettacolo e per la quale c’è tanta curiosità.
Ovviamente, come da poco edificante tradizione nostrana, non ci siamo fatti mancare proprio niente, nella marcia di avvicinamento, quanto a polemiche e discussioni varie. Dal dibattito sui tedofori, alla tragedia della morte di Pietro Zantonini, operaio addetto alla vigilanza del Palaghiaccio di Cortina, fino alle schermaglie diplomatiche tra Italia e Svizzera successive alla strage di Crans Montana e all’allarme per la presenza nei nostri confini dei membri dell’ICE. La speranza, ad ogni modo, è che nei giorni di gara si parli di sport e soltanto di quello.
Gli investimenti tra le due sedi designate, che danno il nome a questa rassegna, e le altre dove si svolgeranno le varie discipline sono stati considerevoli. Le location sono sicuramente suggestive e il panel degli atleti in lizza fa supporre lotta di altissimo livello per le medaglie. Con l’Italia che ha ambizioni fondate di poter raccogliere un buon bottino, come avvenne quattro anni fa a Pechino (furono 18 in tutto i podi). Presentiamo, dunque, lo scenario di uno degli eventi sportivi più prestigiosi di tutto il 2026.

Olimpiadi invernali, una storia tormentata e poi sempre più avvincente
C’è voluto un po’, perché gli sport invernali trovassero riconoscimento e dignità all’interno del panorama olimpico. La prima proposta di istituire una rassegna apposita, nel 1911, porta la firma di un italiano, il conte Eugenio Brunetta d’Usseaux, ma inizialmente ci furono resistenze da parte delle federazioni del Nord Europa, che volevano tutelare i propri Giochi Nordici. Successivamente, nel 1921, il CIO diede il via libera a una “Settimana internazionale degli sport invernali”, che si svolse nel 1924 a Chamonix, in Francia. Visto il successo della manifestazione, nel 1926 nacquero i Giochi olimpici invernali, con la designazione retroattiva di Chamonix come rassegna a cinque cerchi.
Il numero delle discipline e delle federazioni coinvolte è andato progressivamente aumentando, anche se con lentezza. Fino al 1980, il massimo delle nazioni partecipanti fu di 37, le discipline con il rango di sport olimpico furono inizialmente 5 e rimasero a un massimo di 8 fino al 1988. La vera svolta, nel 1986, quando si decise che i Giochi invernali si sarebbero svolti non più nello stesso anno di quelli estivi, per dare loro maggiore visibilità e impatto. L’ultimo anno in cui Giochi estivi e invernali andarono in parallelo fu il 1992 (Albertville e Barcellona). Dal 1994 in poi, il format così come lo conosciamo attualmente, con un aumento delle discipline in vigore, fino alle 16 attuali: alle 15 delle edizioni precedenti, si aggiungerà lo sci-alpinismo. Con ben 92 nazioni coinvolte: ci sarà il debutto di Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea Bissau.

Dalle Olimpiadi Invernali ai Mondiali: il 2026 a tutto sport
Dal Tennis alle Olimpiadi, dalla Formula 1 ai Mondiali: il 2026 sarà un anno denso per lo sport italiano. Non solo per la quantità di eventi, ma per ciò che diranno del momento che stiamo vivendo. di Nicola Lo Conte
Milano-Cortina, la terza volta dell’Italia tra battibecchi e polemiche
Il 24 giugno 2019, l’Italia ottenne l’assegnazione delle Olimpiadi invernali all’interno dei propri confini per la terza volta nella sua storia, dopo i Giochi di Cortina d’Ampezzo 1956 e quelli di Torino 2006. Un percorso che era iniziato due anni prima, nel 2017, con l’idea prima di una candidatura di Milano con i comuni della Valtellina e quindi di un asse Milano-Torino. A cui fu estesa Cortina d’Ampezzo, per poter sfruttare le strutture esistenti. L’idea del CONI di una triplice candidatura, però, naufragò, viste le tensioni emergenti tra Milano e Torino: la città piemontese rifiutò di avere un ruolo di semplice supporto. Il governo fece sapere che avrebbe appoggiato una candidatura delle sole Milano e Cortina, come in effetti fu. Annunciando inizialmente che non avrebbe effettuato investimenti in merito, che sarebbero stati a carico delle regioni Lombardia e Veneto, salvo poi cambiare idea ad aprile 2019, informandone il CIO.
Olimpiadi Invernali 2026: i 7 appuntamenti imperdibili
Dal 6 al 22 febbraio, ci attendono emozioni fortissime, a livello sportivo e non solo. Non si può non partire dalla cerimonia d’apertura, che si terrà allo stadio Giuseppe Meazza di San Siro, come avvenne nel 1990 per i Mondiali di calcio. Un appuntamento speciale, dato che servirà anche per celebrare i 100 anni della costruzione dell’impianto. Si prevede una cerimonia all’insegna dell’esaltazione delle eccellenze italiane in termini di eleganza, design, cultura, con inevitabile omaggio a Giorgio Armani e a Valentino, da poco scomparsi. Il cast sarà d’eccezione: saranno presenti artisti del calibro di Laura Pausini, Andrea Bocelli, Matilda De Angelis, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore e non solo. Il tema principale sarà quello dell’Armonia, come concetto universale per racchiudere la bellezza in tutti i suoi aspetti.

Sventoleranno il nostro tricolore, insieme ad Arianna Fontana e Federico Pellegrino, anche Amos Mosaner e Federica Brignone, due atleti che allo sport nostrano hanno dato molto. Il primo si presenta da campione in carica nel curling insieme a Stefania Constantini, inseguendo uno storico bis. L’avventura dei due, nell’impianto di Cortina, inizierà già il 5 febbraio alle 10:05 di mattina, sperando di giungere, ancora una volta, fino alla finalissima, prevista per martedì 10 febbraio alle 18.
E poi c’è la Brignone, tornata in pista in extremis dopo il grave infortunio dello scorso anno, ma intenzionata a fare di tutto per rimpinguare il suo palmares. E magari aggiudicarsi quell’oro in slalom gigante che le manca per concludere una carriera favolosa: appuntamento domenica 15 febbraio per la storia. Per le speranze di medaglia di Sofia Goggia, invece, le date da evidenziare sono l’8 febbraio (discesa libera) e il 12 febbraio (SuperG), in entrambi i casi a partire dalle 11.30.
Arianna Fontana 20 anni dopo
A proposito di successi da inseguire, chi vuole fare la voce grossa a propria volta è sicuramente Arianna Fontana, autentica leggenda dello short track e azzurra più medagliata di sempre ai Giochi invernali (11 in totale: 2 ori, 4 argenti, 5 bronzi). Vent’anni dopo l’inizio di una carriera folgorante, a Torino, sogna di chiudere un cerchio più che simbolico, andando a caccia di una storica “doppietta”: oltre alle discipline tradizionali per lei, Arianna scenderà in pista anche per il pattinaggio velocità su pista lunga, nella partenza in linea e nell’inseguimento a squadre. A Milano, tutti gli occhi saranno puntati su di lei, come minimo.
Lo Sci Alpinismo debutta alle Olimpiadi
Spostiamoci allo Stelvio Ski Center di Bormio, dove il 19 febbraio ci sarà una giornata molto intensa: quella del debutto come disciplina olimpica dello sci alpinismo. Per i profani, una specialità che combina lo sci di fondo con una parte in ripida salita e quindi lo sci alpino, con una discesa a tutta velocità. I tre eventi previsti saranno lo sprint maschile, quello femminile e la staffetta mista, che si disputerà invece il 21 febbraio, due giorni dopo. Il 22 febbraio, giornata conclusiva, si assegneranno le ultime medaglie (bob maschile, combinata classica femminile per lo sci di fondo, curling femminile, hockey su ghiaccio maschile), prima della cerimonia di chiusura.

Quest’ultima avverrà a Verona, con una prima volta storica, all’interno di un monumento Patrimonio dell’Umanità come l’Arena. Stella designata, il ballerino Roberto Bolle, che sarà tra i protagonisti di uno spettacolo all’insegna della festa condivisa, in cui palco e platea non saranno nettamente separati e dove al centro di luci e trasformazioni scenografiche ci saranno gli atleti, cui rendere omaggio dopo giorni di fatiche, sconfitte e trionfi.
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