Nutella 2026: la collezione Buongiorno racconta in simboli 10 città d'Italia
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Dieci città italiane, una collezione, Nutella va in viaggio

Dieci città, pochi segni, un oggetto quotidiano. Nutella Buongiorno 2026 trasforma l’Italia in una piccola collezione da tenere in cucina.

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Dieci città, pochi segni, un oggetto quotidiano. Nutella Buongiorno 2026 trasforma l’Italia in una piccola collezione da tenere in cucina.

Quando patrimoni dell’umanità e cultura pop si ritrovano nello stesso spazio, di solito la convivenza è complicata. Da una parte l’idea di Italia a cui siamo più abituati— storia, stratificazioni, immagini già viste mille volte — dall’altra un oggetto quotidiano, domestico, quasi banale. E invece, nella nuova collezione “Nutella Buongiorno” 2026, sviluppata insieme a ENIT, questo incontro funziona proprio perché non prova a diventare qualcos’altro. Ma vuole raccontare la bellezza con la gioia.

Nutella Buongiorno 2026: un viaggio in 10 tappe

Dieci città, nessuna ambizione enciclopedica. Piuttosto una piccola serie da collezionare, da mettere in fila, da scegliere anche solo per affezione. Non le si devono avere necessariamente tutte, sul proprio scaffale, a volte ci si diverte a scegliere la propria città del cuore o utilizzarle come memoire dei viaggi preferiti. Le illustrazioni, secondo la direzione artistica di questa stagione, giocano sui dettagli. Rapiscono simboli e atmosfere dalle varie città e lo fissano su vetro quel tanto che basta perché scatti il riconoscimento — o magari il desiderio di averle tutte.


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Da Torino a Napoli, le città sono un inno alla dolcezza

Torino si lascia riconoscere quasi senza sforzo: la Mole Antonelliana che buca lo sguardo, il Po che taglia la città con calma, i toret che compaiono qua e là come piccoli segni familiari, e dietro le Alpi, sempre presenti anche quando non le guardi davvero. Milano, invece, tiene insieme due immagini che ormai non fanno più attrito: il Duomo e lo skyline. La pietra e il vetro, uno accanto all’altro, come se fosse sempre stato così.
Venezia resta dentro la sua immagine più inevitabile — gondole, ponti, acqua — e forse è proprio questo il punto: alcune città non hanno bisogno di reinventarsi per funzionare. Bologna, al contrario, si stringe e si semplifica, si affida a Piazza Maggiore e alle Due Torri, quasi a voler dire che il centro basta a raccontare tutto il resto.

Firenze si muove in modo diverso, più continuo: Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio, il Lungarno. Non tanto icone isolate, quanto una sequenza che scorre, come una passeggiata che tiene insieme tutto. Perugia rompe leggermente il ritmo: alla Fontana Maggiore affianca il jazz, e in quel dettaglio c’è già un cambio di prospettiva, qualcosa che porta la città fuori dalla sola dimensione monumentale.

Nutella Buongiorno 2026: Napoli è una delle città selezionate
Napoli per la Collezione Buongiorno 2026 di Nutella

I monumenti di Roma, la luce del Sud

Roma resta fedele a se stessa, con il Colosseo e le colonne che bastano da soli a evocarla. Napoli, invece, apre e mescola com’è nel suo carattere da millenni: il Maschio Angioino, il Golfo con il Vesuvio, i Quartieri Spagnoli. Non solo immagine, ma anche densità, stratificazione, vita che si infila tra le cose. Bari tiene insieme registri diversi senza farli pesare: il Teatro Margherita, N’derr la lanze, il lungomare. Palermo, infine, lavora su un contrasto che è già racconto: il Teatro Massimo e la Vucciria, l’eleganza e il rumore, l’ordine e il disordine che convivono senza bisogno di essere spiegati.

Sul retro dei vasetti, il racconto cambia tono ma non direzione: le città diventano gusto. Sfogliatella, maritozzo, torta al testo, buccellato, baci di dama, veneziana. Un altro livello, più immediato, più istintivo.
Non è una guida, non è una mappa, non è nemmeno un racconto compiuto. È qualcosa di più leggero: un gioco visivo, una piccola collezione domestica, un modo per portarsi a casa un frammento di città senza la pretesa di trattenerla davvero. E forse è proprio questa leggerezza, più che l’ambizione, a far funzionare l’insieme.

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