Ha trasformato il dramma in risata, l’amore in sceneggiatura e la vita in cinema: ritratto di Nora Ephron, la penna che ha scritto le nostre commedie preferite.
Siete sdraiati comodamente sotto l’ombrellone godendovi quella impercettibile brezza che arriva dal mare mentre guardate il telefono? Bene, è il vostro scroll fortunato! Stiamo per raccontarvi la storia di una donna che ha scritto un pezzo di storia del cinema, quello meno blasonato, che non è d’autore, ma piuttosto d’amore!
Cosa dite? Ah, giusto. Non siete sotto l’ombrellone visto che, a quanto pare, noi italiani al momento stiamo disertando gli stabilimenti. Non è un problema. L’ombra e la brezza marina avrebbero reso solo più romantica la lettura, che comunque sarà interessante lo stesso, anche sotto il sole. O sotto l’ombra dell’ombrellone che maldestramente avete piantato voi!
Lettore ti presento Nora Ephron!
Avete pensato a Harry ti presento Sally? Bene. Era proprio quello che volevamo, perchè parleremo di Nora Ephron, la donna che ne ha scritto la sceneggiatura. Creando un film entrato di diritto nel club di quelli da vedere almeno tre volte nella vita. Nora Ephron è la donna che ha dato peso alla leggerezza e che, con disinvoltura e una buona dose di emancipazione, ha anticipato discorsi e argomenti che solo anni dopo sarebbero stati sdoganati ufficialmente. Ci ha insegnato a sdrammatizzare, a commuoverci senza particolari “drammoni” e a ridere di una battuta anche se ha un sapore un po’ amaro.

Non mi ricordo niente e altre riflessioni.
È il titolo del libro di Nora Ephron, recentemente ripubblicato da Feltrinelli, che raccoglie suoi pensieri e racconti o, almeno, le parti che ricorda. Nora (1941 – 2012) era, infatti, una di noi. Una di quelle che il nome del film lo hai sulla punta della lingua. Sai che è formato da tre parole, che quella centrale è “of”, ma quali sono le altre due? Buio totale. E allora? Allora Google.
Certo non molti di noi tra le cose che ricordano (poco) possono annoverare i Beatles all’Ed Sullivan Show (“il giorno in cui sono iniziati gli anni ’60”), l’incontro con Eleanor Roosvelt (“non so cosa disse… però mi ricordo di essermi persa sulla Taconic State Parkway per arrivare all’incontro”) e la notte delle dimissioni di Nixon passata davanti alla Casa Bianca (“l’unica cosa che ho da raccontare è che mi hanno rubato il portafoglio”).
O la marcia su Washington per protestare contro la guerra in Vietnam. Quest’ultima, nel libro, la racconta così, con brio e noncuranza:“Ci andai con un avvocato con cui uscivo. Passammo quasi tutta la giornata in una stanza d’albergo a fare sesso. Non ne vado fiera, lo racconto per spiegare perché in tutta onestà non ricordo niente della protesta e neanche se sono riuscita ad arrivare al Pentagono… Norman Mailer ha addirittura scritto un libro su quella marcia, Le armate della notte, che ha vinto il Pulitzer. Se conosceste me e Normam Mailer e qualcuno vi chiedesse chi di noi era più fissato con il sesso di sicuro rispondereste Norman Mailer. E vi sbaglierete di grosso“.

Ponti di Madison County: 30 anni di amore e magia
Nel 1995 Clint Eastwood firmava un film che ha riscritto il romanticismo sul grande schermo. Trent’anni dopo, quell’amore breve e infinito ci parla ancora. di Elena Pedoto
Gli inizi di una carriera epica
Nora Ephron è nata a New York e, anche se è cresciuta in California, è sempre stata una vera newyorkese, una di quelle che amava i ponti, ma non quelli di Madison County, quelli per tornare a Manhattan. I suoi genitori erano entrambi sceneggiatori e drammaturghi, genitori d’arte che ebbero fortuna alterna e problemi di alcolismo (di cui la madre morì).
Cresciuta nel mito di Dorothy Parker, scrittrice satirica americana, dopo la laurea l’obiettivo era di tornare a New York per seguirne le orme. Prima però c’è stata una parentesi alla Casa Bianca, dove fece la stagista durante l’amministrazione Kennedy. “Sono l’unica giovane donna che abbia mai lavorato alla Casa Bianca di Kennedy e a cui il Presidente non ha fatto caso”, dirà poi commentando quella esperienza. Arrivata a New York, si distacca quasi subito dal suo mito giovanile che comincia a considerare “troppo ordinaria” una volta studiati meglio i suoi scritti.
Nora, la rivolta delle brave ragazze e la serie tv
La rivolta delle brave ragazze: come le donne di Newsweek fecero causa ai loro capi e cambiarono il posto di lavoro. Evocativo il titolo del libro di Lynn Povich, che racconta la storia sua e di 46 delle sue colleghe che, con lei, si ribellarono alla politica del Newsweek per cui alle donne erano riservati solo ruoli di ricercatrici. Gli articoli potevano essere firmati solamente dagli uomini. Tra le ragazze ribelli del Newsweek c’era anche la giovane Nora Ephron appena arrivata a New York. Faceva la postina in redazione e appena si rese conto che non le sarebbe mai stato permesso di scrivere, lasciò il giornale, partecipando comunque alla protesta.
Dal libro è stata tratta una serie tv di dieci episodi con lo stesso titolo. La trovate su Prime Video e vorremmo consigliarvi entusiasticamente di guardarla, ma non possiamo farlo, almeno non con entusiasmo. Sebbene a tratti sia molto interessante, dobbiamo riconoscere che la serie è una Mad Men che non ce l’ha fatta. È stata, infatti, chiusa dopo la prima stagione.
Da giornalista a sceneggiatrice. E poi regista
Una volta lasciata la redazione di Newsweek, Norah inizia a scrivere le parodie di una rubrica del New York Post. Il direttore le nota e decide di assumerla. Comincia così la sua carriera da giornalista. Dopo il New York Post passa all’Esquire, in cui si fa subito notare per la pubblicazione di un saggio umoristico dal titolo “A few words about breasts”, considerazioni sulla vita di una donna con il seno piccolo.
A questo punto della sua vita, Nora ha già affrontato il primo divorzio e in questo momento è sposata con Carl Bernstein. Vi è familiare questo nome? Si, è proprio lui, il giornalista che, insieme a Bob Woodward, svelò lo scandalo del Watergate sulle pagine del Washington Post. Insieme a lui, Nora scrisse una sceneggiatura di “Tutti gli Uomini del Presidente” che però non venne utilizzata. È il primo punto di svolta, qui comincia la sua carriera di sceneggiatrice. E poi anche di regista.
Nora e la strana fortuna di un marito fedigrafo
In un modo o nell’altro, il merito è comunque di Brenstein, che la tradì mentre lei era incinta del loro secondo figlio. Evento testimoniato da una foto della coppia presente a un evento di Amnesty International: marito e moglie son seduti vicini, Nora però gli gira le spalle perché sulle di lui gambe è seduta un’altra donna.
Quindi, Brenstein è colpevole almeno quanto Nixon tanto per fare un paragone in tema, però il suo merito è quello di aver permesso a Nora di mettere in pratica un insegnamento di sua madre: le nostre tragedie di oggi possono diventare le commedie di domani.
“Credo che mia madre intendesse dire – ha spiegato in più occasioni la Ephron -, che quando scivoli su una buccia di banana, la gente ride di te, ma quando sei tu a raccontare di essere scivolato su una buccia di banana, la risata è la tua quindi diventi un eroe piuttosto che la vittima”. E lei del suo divorzio ne ha scritto. Per fortuna.

Heartburn – Affari di cuore: il romanzo e poi il film
Dopo aver divorziato (per la seconda volta, precedentemente era stata sposata con il collega Dan Greenburg, ndr), Nora Ephron tornò a New York con un neonato, un bambino piccolo e la necessità di riprenderti la sua vita. E così, ricordando la madre, al motto di “everything is copy” (letteralmente: tutto è materiale da scrivere, ndr) scrive il romanzo in cui racconta la storia del suo matrimonio e quella del suo divorzio.
Heartburn fu un successo e nel 1986 – tre anni dopo – diventerà il famoso, omonimo, film a cui in Italia al titolo originale è stato aggiunto “Affari di Cuore”. Non sia mai non capissimo bene! La pellicola è stata interpretata da Jack Nicholson e Meryl Streep. Scelta che la Ephron adorò: “Meryl Streep – amava dire – interpreta me meglio di me”. Nota di colore. Anche a Carl Brenstein non andò tanto male! Tra i suoi vari libri vi consigliamo, oltre ai due già citati, anche “Il collo mi fa impazzire. Tormenti e beatitudini dell’essere donna“, del 2007.
Il successo e il terzo marito
Nel 1987, Nora sposa lo scrittore e sceneggiatore Nicholas Pileggi con cui resterà fino alla morte per leucemia nel 2012. Pensate alla sceneggiatrice di Harry ti presento Sally insieme allo sceneggiatore di Quei bravi ragazzi. Già così potremmo affermare che fossero una bellissima coppia. Lo erano davvero (la terza fu la volta giusta evidentemente) ed è stato confermato negli anni non solo da Meryl Streep, che durante le riprese di Julie & Julia dichiarò che l’amore tra Julia e Paul era in realtà quello tra Nora e Nick, ma anche da Jacob, uno dei due figli che Nora aveva avuto con Brenstein. Brenstein Junior ha raccontato di quanto fosse vanitosa la madre, che era carina ma non bella, e di come molti uomini l’avessero ferita per questa cosa. Non Nick, “uomo dall’animo nobile, che le aveva fatto sentire che guardarla era favoloso quanto ascoltarla”.

Meg Ryan e Meryl Streep: le attrici di Nora Ephron
Ogni regista ha un attore-tipo. Anche detto attore-feticcio. Meg Ryan e Meryl Streep sono state le due attrici che più di ogni altra hanno incarnato il prototipo di donna creato da Nora Ephron. E sono state sempre donne normali, senza ambizioni da wonder woman e senza la deriva femminista eccessiva in cui sarebbero potute facilmente cadere. La donna di Nora Ephron è libera, indipendente, ha carattere ma nello stesso tempo cerca un uomo e spesso non si vergogna di ammettere di averne bisogno.
Nora Ephron ha lavorato con Meryl Streep in Silkwood (1983), nel già citato Heartburn (1986) e infine in Julie & Julia (2009) di cui è stata anche regista. Per Silkwood e Julie & Julia, Meryl Streep ha ricevuto la nomination per il premio Oscar. È una bella coincidenza (lo è davvero?) che per la serie La rivolta delle brave ragazze, per interpretare Nora sia stata scelta Grace Gummer, figlia minore di Meryl Streep.
È però con Meg Ryan che Nora Ephron ha conquistato il cuore di tutte le donne romantiche. Di Harry ti Presento Sally (1989), Insonnia d’Amore (1993) e C’è posta per te (1998) ricordiamo tutti almeno una battuta a memoria, se non delle intere scene! In fondo come dimentare il “È tradimento se si hanno rapporti con qualcuno tramite e-mail?” di C’è Posta per Te oppure il monologo di Capodanno che Billy Cristal dedicata all’indimenticabile Sally interpretata da Meg Ryan?
Vita da strega e altri film (più fortunati)
La sua è stata una carriera lunga e fortunata. Insieme alla sorella minore Delia, autrice del soggetto, Nora scrisse la sceneggiatura di Avviso di Chiamata, diretto e interpretato da Diane Keaton. Ha poi firmato anche la sceneggiatura de Il Testimone più pazzo del Mondo, film con Steve Martin ispirato al libro Il Delitto paga bene di suo marito Nicholas Pileggi. Dallo stesso libro è stato tratto Quei Bravi Ragazzi.
Unica macchia nera nella sua carriera (che le ha portato le candidature all’Oscar per le sceneggiature di Silkwood, Harry ti presento Sally e Insonnia d’Amore, ndr) sono la regia e la sceneggiatura di Vita da Strega con Nicole Kidman. Quel film valse a Nora la candidatura ai Razzie Awards.

Dal Bataclàn al Live Aid: 8 libri da leggere adesso per capire il mondo
Un percorso che spazia dalla cronaca più dura di Carrère all’ironia della Lucarelli, dal mistero della Regina alle passioni della Generazione Z. Per chi crede che leggere sia l’avventura più completa. di F. Massari e T. Nesti
Everything is copy, il documentario
Non è solo la frase di ispirazione per eccellenza di Nora Ephron, ma anche il titolo del documentario che il figlio Jacob ha girato sulla madre. Chi lo volesse guardare dovrebbe acquistare l’anacronistico dvd: in Italia non è disponibile su nessuna piattaforma. Il documentario è ricco e vivace, pieno di testimonianze di suoi amici e forte del racconto di fatti e aneddoti sulla una in cui tutto è stato “copy”. Tutto tranne la leucemia che l’ha colpita.
Della sua malattia non ha mai voluto parlare, tanto che molti dei suoi più cari amici non ne sono stati mai informati finché era in vita. Finendo per essere totalmente colti di sorpresa – Meryl Streep compresa, come afferma in una scena del documentario – dalla sua morte a 71 anni, il 26 giugno 2012. Da quel giorno Nora “non ha dovuto più pensare ai capelli”, cosa che riteneva uno dei vantaggi della morte.
Inserisci commento