Un leggio, delle storie ribelli e un giardino segreto a Milano per Natale Campale
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Natale Campale: storie ribelli in un giardino segreto a Milano

A Milano esiste un giardino che invita a fermarsi quando tutto accelera. Qui il Natale perde la patina zuccherosa e diventa racconto, asilo, controcampo. Si chiama Natale Campale.

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A Milano esiste un giardino che invita a fermarsi quando tutto accelera. Qui il Natale perde la patina zuccherosa e diventa racconto, asilo, controcampo. Si chiama Natale Campale.


Quando l’inverno avvolge Milano in un velo di frenesia pre-natalizia, c’è un luogo in centro città che sussurra una pausa, un respiro profondo. Oltre un anonimo portone di Via Terraggio 5, si nasconde infatti un piccolo mondo: il Giardino Segreto Laura Peroni. È qui, in questa tasca di quiete e storia strappata all’oblio urbano, che ha preso vita l’iniziativa Natale Campale, un “viaggio letterario” mirato a infrangere la retorica zuccherosa delle feste, per offrire racconti di Natale più veri, più “irregolari e disfunzionali”. Un invito a staccare dal turbinio, a farsi trasportare dalla forza curativa delle storie e a riscoprire un prezioso esempio di ecologia civile.

Il Giardino Segreto: un ‘Asylum’ tra storia e natura

Il fascino di Natale Campale è indissolubilmente legato alla sua location. Il Giardino segreto Laura Peroni, un tempo frutteto e parte di un antico complesso monastico, è un luogo magico e inatteso. La sua storia affonda le radici fino al XV secolo, quando fu la residenza di Filippo Eustachi, castellano di Ludovico il Moro. In seguito passò alle monache di Sant’Agnese, il vicino Cinema Orchidea, ora in restauro, ne custodiva l’antico refettorio.

Il giardino, intitolato a Laura Peroni, paesaggista e staffetta partigiana, ha oggi un profondo valore sociale. Oltre vent’anni fa, infatti, la Peroni condusse una battaglia civile, insieme a un comitato di cittadini, per salvarlo e renderlo uno spazio pubblico accessibile a tutti. L’Associazione Nuovi Paesaggi Urbani, nata nel 2024 per accompagnare la sua rinascita, ha raccolto il testimone di questa lotta, trasformando il giardino in un “Asylum”

Natale Artificiale è il reading di Domenica 21 dicembre
Natale Artificiale è il reading di Domenica 21 dicembre

Natale campale: un labirinto di storie

L’ideatore del progetto Nicolò Bassetti, regista di film documentari ed esploratore urbano, ama sottolineare che: “Ogni storia ha diritto di cittadinanza. Natale Campale è un labirinto di storie dentro un giardino segreto da rigenerare, nel cuore di Milano. È una pausa, un respiro, un luogo dove trovano asilo racconti di Natali irregolari, diversi, disfunzionali, centrifughi e tangenziali. Poetici e inaspettati. Sicuramente reali. Il giardino è una grande stanza. Un frutteto che abbiamo riempito di leggii, come un’orchestra ospitata tra alberi e panchine”.

Il viaggio di Natale campale è durato e durerà per tutto l’ultimo mese dell’anno. “Ogni domenica – continua Bassetti – di dicembre le letture hanno avuto e avranno un tema: “Natale marginale”, “Natale fatale”, “Natale artificiale”. E chi vorrà potrà portare e leggere la storia del proprio Natale Campale. Ho preso il testimone della battaglia civile di Laura Peroni, mia madre, che ha contribuito a salvare questo luogo prezioso e straordinario. Provo a portare il mio sguardo di documentarista, la mia passione per il ‘controcampo’, per dare voce a chi non ce l’ha“. Il Giardino Laura Peroni quindi, non è solo un luogo di cultura, ma un simbolo di manutenzione dello sguardo e di cambiamento continuo.

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Voci dissonanti contro la retorica festiva

Sino al 24 dicembre, il giardino si trasforma in un vero e proprio accampamento letterario. L’installazione è suggestiva: ventiquattro leggii illuminati a led sono posizionati tra gli alberi, lungo i vialetti e vicino alle panchine, creando una “costellazione di racconti” sotto insegne luminose dal linguaggio contemporaneo.

L’idea, curata da Luisa Fizzarotti e Francesca Archinto con la direzione creativa di Leftloft, in collaborazione con la Scuola di Scrittura Belleville, è quella di proporre una ventina di racconti sul Natale che si discostino dalla tradizione. Si spazia da giganti della letteratura come David Sedaris, William Faulkner e Virginia Woolf a voci emergenti come Emanuela Anechoum. Tutti sono accomunati da un timbro dissacrante, irregolare, queer, disfunzionale e tangenziale rispetto alla narrazione canonica del Natale.

Una scena di lattura al Giardino Segreto per il progetto Natale Campale
Una delle letture di Nattale Campale

L’esperienza è doppia. È possibile accedere liberamente al giardino per la Lettura Autonoma di tutti i giorni, dalle 9:00 alle 17:00, per leggere i brani esposti sui leggii. Inoltre, l’attrice Allegra Gomiero, diplomatasi all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, offrirà l’ultimo Reading dal Vivo il21 dicembre, dalle 16:30 alle 17:30. Dopo “Natale marginale” e “Natale fatale” sarà la volta di “Natale artificiale”. Le letture autonome continueranno fino al giorno della vigilia di Natale.

Un progetto di valore culturale e civico

Sostenuto dal Comune di Milano, Assessorato Cultura, e con il contributo del Municipio 1, Natale Campale si configura come un progetto di grande spessore culturale e civico. Non si limita a offrire intrattenimento, ma mira a un triplice obiettivo: la Rigenerazione Urbana, riportando in vita un luogo storico e prezioso; l’offerta di uno Sguardo Critico sulla contemporaneità, utilizzando il Natale come lente per esplorare le contraddizioni; e infine la Partecipazione, offrendo la possibilità a chiunque di portare e leggere la storia del proprio “Natale Campale”, trasformando così l’evento in una piattaforma di dialogo e condivisione.

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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