Dopo la grandiosa tappa torinese, la mostra Movie Icons Roma diventa realtà. La mostra dedicata ai memorabilia della settima arte sarà stabilmente nella Capitale fino al 3 maggio 2026. A ospitare la mostra, promossa dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Theatrum Mundi, è il WeGil (Largo Ascianghi, 5). L’ampio e accogliente hub culturale di Trastevere si trasforma così in un vero e proprio passaggio interdimensionale, dove la magia del cinema emerge ed esplode, portando il pubblico a vivere un’esperienza indimenticabile.
Quattro piani per oltre cento oggetti originali, decalcomanie sulle pareti che fungono da indicatori e indizi, un collage di colonne sonore che gioca a un livello più profondo. Tutto contribuisce a restituire una combo di meraviglia, mistero e, soprattutto, grande mestiere per una esposizione di cimeli del cinema tra le più belle di sempre.
La storia del cinema raccontata dai cimeli
Appena varcata la soglia della prima sala, dove sono custoditi alcuni memorabili costumi di scena originali, ci si rende subito conto di quanta passione ci sia dietro una simile operazione. Il modo in cui ogni manufatto è esposto, illuminato e descritto rende l’idea di ciò che ha guidato menti e mani dei curatori Luca Cableri (direttore della galleria Theatrum Mundi di Arezzo) e Domenico De Gaetano (direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino).
Come un sogno a occhi aperti, la mostra Movie Icons Roma permette di dare uno sguardo ravvicinato a ciò che abbiamo amato sul grande schermo, a chi ci ha divertito ma anche spaventato, chi ha abitato e colorato il nostro immaginario, entrandovi una volta e per sempre.

Mostra Movie Icons Roma: un mondo infinito
La carrellata di personaggi, maschere e dettagli lasciano a bocca aperta, riportando a galla emozioni mai sopite e pronte a riemergere. Non esistono barriere anagrafiche o geografiche, a guidare la visita di ciascuno sono i gusti e la memoria. C’è chi proverà un brivido dietro la schiena davanti alla creatura xenomorfa di Alien e chi avrà l’impressione di assaporare la cioccolata di Willy Wonka, chi immaginerà di cavalcare la Nimbus 2001 di Draco Malfoy e chi avrà voglia di abbracciare il leader delle Tartarughe Ninja, Leonardo.
Questa esposizione di cimeli del cinema è unica. Regala un percorso straordinario tra i meandri di un firmamento che ha lasciato il segno: la storia del cinema contemporaneo rivive attraverso oggetti di qualsivoglia dimensione, raccontando l’evoluzione di un mezzo sempre sorprendente, dal più puro (e preziosissimo) artigianato all’utilizzo della CGI. Le descrizioni che corredano i vari oggetti hanno, infatti, lo scopo di illustrare cosa si nasconde davvero dietro l’apparenza.
Non solo resina, plastica o lattice, dentro ogni teca c’è qualcosa di più. C’è il lavoro di persone capaci di creare un universo, popolato di personaggi con un preciso vissuto. La bellezza viene fuori dalla dedizione, dall’estro, dall’amore, dalla fiducia nei confronti di un’opera che prende forma gradualmente e che avrà poi un ruolo fondamentale, nei secoli a venire, per il mondo intero.
Costumi di scena originali e non solo
Ma cosa aspetta i visitatori? Vi accompagniamo nel viaggio e vi invitiamo caldamente a prendervi il proprio tempo, per poter godere appieno di un momento unico e irripetibile. E, per chi lo volesse, è disponibile anche un servizio di audioguida in italiano e in inglese per affrontare la mostra Movie Icons Roma in modo ancora più immersivo. Si parte dal piano terra, dove è possibile ammirare il costume di uno degli spartani di 300 o la tuta da astronauta di Armageddon, al cui interno Ben Affleck rischiò quasi l’asfissia, uno dei costumi di scena originali più interessanti. Il tutto insieme al protagonista di Io, Robot. E al modello a grandezza naturale de La Cosa de I Fantastici 4.
Si salgono le scale e il primo sguardo viene attirato dalle immagini di Star Wars, come un casco da stormtrooper da battaglia. Entrando nella sala, i fan di George Lucas troveranno pane per i loro denti, tra spade laser e persino un ciuffo di Chewbecca. Subito dietro l’angolo – ed è questo il bello di Movie Icons Roma, ciò che può spuntare da un momento all’altro – ecco i guantoni di Rocky e la piuma di Forrest Gump, il caschetto di Jurassic Park e l’artiglio del mitico velociraptor.

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Mostra Movie Icons Roma: tra Matrix e il mondo della Paura
Un’ala del primo piano è tutta dedicata a Matrix, vero e proprio cult la cui eredità gioca un ruolo cruciale ancora oggi, che si tratti di fantascienza o meno. Tra le chicche imperdibili, la testa di automa di Hugo Cabret firmata niente meno che da Martin Scorsese. Superando gli oggetti di scena de I Pirati dei Caraibi, si arriva direttamente nella parte più scary della mostra: Pennywise, Freddie Krueger e Ghostface fanno la loro comparsa da dietro i vetri delle rispettive postazioni, con le spaventose espressioni esaltate dal gioco di luce dei faretti. Accanto a loro, impossibile non emozionarsi dinanzi alla miniatura de Lo squalo e agli artigli di Wolverine.
Gli X-Men anticipano di poco la sezione cinecomic, tra Marvel e DC. Prima però tocca a Harry Potter, della cui saga sono esposti numerosi e indimenticabili cimeli, corredati di gustosissimi aneddoti su episodi avvenuti durante le riprese dei film. Il terzo piano è quindi tutto a tema fumetti, con Hellboy e Groot de I Guardiani della Galassia a catturare gran parte dell’attenzione: l’estrema cura dei dettagli – soprattutto degli occhi – li fa sembrare non solo veri ma addirittura umani.
Completano l’esposizione del terzo piano il martello di Thor, lo scudo di Capitan America e i vari elementi dell’armatura di Iron Man, una punta di diamante nel settore dei costumi di scena originali. Ovviamente spazio viene riservato anche a Spider-Man e ai suoi acerrimi nemici; mentre della DC Comics non poteva di certo mancare Batman con il suo storico equipaggiamento.

L’importanza di una mostra come questa
Al di là delle emozioni provate nel corso della visita, una mostra come Movie Icons sembra invitare anche a una riflessione sull’importanza di mestieri e di professionalità che si stanno un po’ perdendo. L’evoluzione del cinema ha fatto sì che la tecnologia entrasse a pieno diritto e regime all’interno delle produzioni, ma a ben vedere un certo tipo di lavoro manuale è ciò che ha reso la Settima Arte quella che è oggi. La bellezza e la meraviglia provengono da chi è sempre stato mosso dalla passione, dalle idee, dal desiderio di veder realizzato qualcosa con le proprie mani.
Si pensi agli albori della carriera di Steven Spielberg e a uno dei suoi capolavori come Lo squalo. Vista con gli occhi di oggi, la pellicola del 1975 potrebbe apparire datata, ma se si considerano i mezzi dell’epoca ha dello sbaloriditivo. Per E.T. L’Extraterrestre, il cineasta sfruttò il talento portentoso di Carlo Rambaldi. Per chi non lo conoscesse, quest’ultimo ha vinto due Oscar per i Migliori effetti speciali, divenendo uno dei massimi rappresentanti dell’artigianato cinematografico. Alla luce di simili personaggi, appare ancora più prezioso e fondamentale trovare il modo di far conoscere, diffondere e rendere omaggio al loro lavoro, nella speranza che il testimone possa essere raccolto dai professionisti del presente e del futuro.
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