Fabio Caressa nel finale di Money Road 2
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«Money Road 2», nella giungla l’egoismo impazza ma a vincere è il valore della scelta

Cala il sipario sull’esperimento sociale di Sky condotto da Fabio Caressa. Tra tentazioni da record e colpi di scena, nella giungla malese l’avidità corre veloce. Ma la rivincita appartiene a chi ha saputo restare umano.

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Cala il sipario sull’esperimento sociale di Sky condotto da Fabio Caressa. Tra tentazioni da record e colpi di scena, nella giungla malese l’avidità corre veloce. Ma la rivincita appartiene a chi ha saputo restare umano.


Titoli di coda sulla seconda, bollente edizione di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo. Il format è prodotto da Sky Italia in collaborazione con Blu Yazmine, condotto da Fabio Caressa e ambientato nella giungla malese. Quest’anno è ripartito con nuove regole e nuovi protagonisti, per chiudersi giovedì 25 giugno tra conferme e sorprese. Anche in questa stagione, tra polemiche e accuse accese, il finale di Money Road 2 non è stato privo di scossoni. Una seconda edizione partita lo scorso 21 maggio, che ha messo i dodici concorrenti di fronte a sfide fisiche e psicologiche. Trekking estenuanti, foreste spettrali, mangrovie, serpenti e ragni giganti: la cornice è stata da subito ostile. E al secondo capitolo l’asticella si è alzata parecchio. In primis con tentazioni capaci di farsi vere e proprie sirene di Ulisse, pronte a destabilizzare il gruppo di viaggiatori.

Fabio Caressa, conduttore di Money Road 2
Fabio Caressa, conduttore di Money Road 2

Money Road 2 : il catamarano gate

Il gruppo si è delineato in modo discontinuo e mai del tutto coeso. Alcune personalità facevano da collante, altre risultavano fisiologicamente destabilizzanti. Ma è stata la tentazione del catamarano, al giro di boa della quarta puntata, a sancire il momento più divisivo del programma. Il sogno era trascorrere alcune ore su una lussuosa imbarcazione, con ogni comfort, al largo delle acque della Malesia. Aggiudicata con un’asta al rialzo, quella sirena ha fatto cadere Chiara, fino a quel momento l’integerrima del gruppo. La sua motivazione? Essere, almeno per una volta, regina delle tentazioni. A ben vedere, non così deprecabile.

La sua offerta record di 20 mila euro superava di gran lunga quelle degli altri concorrenti. E ha alzato un muro d’indignazione che si è poi traghettato nelle puntate successive. Una sorta di diaspora umana, con un’unica eccezione: Meryem e la sempre comprensiva “mamma Adele”. Il resto della comitiva ha invece tirato fuori il lato più aggressivo e livoroso, accusando Chiara di ipocrisia e falsità. A capitanare il malcontento, paradossalmente, le più spendaccione del gruppo: Simona e Marilina. Due concorrenti spigolose che, in sei puntate, non hanno mai mostrato slancio o diplomazia verso gli altri.

La tentazione firmata Alessandro Borghese

E poi, a un passo dalla finale, nella quinta puntata, è arrivata una tentazione a dir poco irrinunciabile. Un mix di sfarzoso lusso e alta cucina. A sottrarsi furono soltanto in tre. Luana e Roberto, in quanto “guardiani del campo”, e Chiara, decisa a ricucire il suo profilo di coerenza dopo il catamarano gate.

La tentazione costava 3000 euro a testa e prevedeva un menù cucinato live da Alessandro Borghese. In tavola la sua immancabile cacio e pepe, l’agnello alla scottadito, patate, insalata e un goloso tiramisù. Intorno, una villa da sogno: suite regali, piscina a sfioro, tramonto su mare e monti, bagni di lusso e abiti su misura. Una seduzione che ha fatto capitolare anche i più integerrimi. E che ha riportato ancora una volta il discorso su Chiara e sui suoi 20.000 euro spesi per una sola esperienza. Di fatto, lo spartiacque del format. Da una parte la coerenza di gioco di Chiara, messa in dubbio; dall’altra l’individualismo estremo e ostinato di altri.


Il gruppo finale di Money Road, lo show di Sky condotto da Fabio Caressa

Edizione 2025

Money Road: il trionfo shock dell’avidità umana ha sconvolto tutti

La Giungla Umana di Money Road: Come tentazioni, doppi giochi e un finale spietato hanno messo a nudo la vera natura dei concorrenti. di Elena Pedoto


L’esperimento sociale dietro il format

Anche in questa stagione 2026 sono emerse le componenti più subdole del format. Un esperimento sociale mascherato da gioco, in cui l’interesse personale tende a prevalere su quello del gruppo. C’è chi gioca per godersi l’esperienza – pochi – e chi per portarsi a casa il gruzzolo – i più -. Quel montepremi è partito da 300 mila euro ed è salito a 350 mila dopo la prima prova. Poi si è eroso, puntata dopo puntata, fino ai 168.150 euro della spartizione finale. La giungla, intanto, non si è fatta mancare nulla. Oltre alle tentazioni più note, ha offerto fast food, ristori refrigeranti, supermarket fornitissimi, soste lavanderia e coiffeur. Lusinghe difficili da declinare, per chi affronta trekking durissimi, guada nel fango e suda per giornate intere.

A muovere i concorrenti, però, non è la filantropia. E la trasmissione non è una testimone inconsapevole, nonostante lo slogan “Non c’è giudizio, solo scelte e conseguenze”. Il giudizio, in ciò che si fa e si sceglie, c’è eccome. E spesso non è neppure troppo implicito. Lo confermano, a ogni puntata, le discussioni accese: per una tentazione accettata, o per un prelievo all’ATM fatto solo per ricaricare il conto personale. Ogni scelta nasce dal punto di vista individuale. Si giustifica con un “ne avevo bisogno, oggi mi serviva, a questo non posso resistere”. Poi passa al setaccio dei compagni, del pubblico e della grande giuria dei social. La stessa che, lo scorso anno, non risparmiò i due concorrenti che all’ultimo ATM avevano fatto le scarpe agli altri.

I colpi di scena del finale di Money Road 2

Alla vigilia della finale, sul conto comune restavano circa 200 mila euro. I concorrenti hanno affrontato un ultimo, estenuante trekking: sabbie mobili di fango, temperature altissime, umidità soffocante. La prova si è chiusa con un autentico miraggio, dalle sembianze di beauty farm. Relax paradisiaco, trattamenti, vasche profumate, prodotti di ogni tipo, al costo di 2000 euro a persona. A cedere sono state ovviamente le più spendaccione del gruppo: Marilina, Simona e Luana.

L’ultima puntata ha messo alla prova anche la generosità. Una colazione tentazione da 100 euro a testa, da pagare attingendo al montepremi personale. Con un dettaglio: la si poteva offrire anche a un compagno senza fondi. Qui la coesione del gruppo, complice forse la cifra contenuta, ha portato tutti al tavolo, grazie a un gioco di offerte incrociate. Il vero scoop, però, è arrivato con una proposta rivolta a ogni concorrente. Un gruzzolo da 25 mila euro, da sottrarre al montepremi finale, destinato a un solo giocatore. Quello senza scrupoli ad accettare e con la mano più veloce. Qualcuno ha poi ammesso di non aver avuto remore a “strucar el boton” pur di realizzare un sogno. Ma il dubbio sul vincitore è serpeggiato fino alla fine.

 finale di Money Road 2 nella giungla malese
Marilina, vincitrice di Money Road 2

Il colpo gobbo di Marilina e la rivincita morale di Chiara

Dopo l’ultimo trekking, i dodici si sono ritrovati davanti al campo base da cui tutto era partito. Ad attenderli, i consueti biscotti per la scelta dell’ultima guida, decisiva nel rush finale. A sorpresa, la nominata è stata Meryem. Proprio come lo scorso anno, ha aperto il gioco a cascata davanti all’ATM. La regola: prelevare solo la propria quota, pari a 14.012,50 euro, oppure il doppio. E poi scegliere il compagno da mandare al bancomat. Nella catena della “coalizione dei giusti” – Meryem, Chiara, Adele, Fabrizio, Camilla, Sebastiano, Daniele, Marco e Roberto – nessuno ha prelevato più del dovuto.

Restava da scoprire il vincitore della tentazione bonus da 25 mila euro. Doveva trovarsi per forza tra gli ultimi tre concorrenti. Ed è qui che è arrivata la sferzata finale, con il colpo gobbo di Marilina. A sorpresa ha prelevato il doppio della sua quota. Ha salvato la parte dell’amica Simona e lasciato a bocca asciutta Luana. La quale, però, si è rivelata la titolare proprio di quei 25 mila euro.

Il valore della scelta

E alla fine della fiera, in questa seconda stagione nessuno è tornato a casa a mani vuote. Gli aspetti più controversi si sono visti, in più di una puntata. Egoismo esasperato, derive di bullismo, mancanza di empatia, una certa sdoganata violenza verbale. Eppure il gioco si è chiuso con una sorta di giustizia circolare. C’è chi ha giocato meglio, o “da Dio”, come ha dichiarato entusiasta Marilina, prima per soldi con 31.125,00 euro. Chi ha giocato d’astuzia, come Luana: grande esclusa nelle dinamiche finali, eppure capace di rientrare con 26.800 euro. E c’è chi ha giocato sempre pulito, come Adele, che torna dai figli con la coscienza immacolata e 21.312,50 euro. E c’è chi si è preso la rivincita morale, come Chiara, anche grazie all’amica Meryem. Ha dimostrato di saper fare gruppo, sostenere il prossimo, costruire un legame. Un legame capace di andare, forse, oltre l’ATM, i soldi e le meschine dinamiche che il format mette in campo.

Money Road 2 ha giocato ancora più sporco. E qualcuno ne ha vestito al meglio il potenziale subdolo. Ma se lo scorso anno il finale aveva lasciato tutti sotto shock, questa edizione si chiude in modo più mite. Tra stupore e ammirazione. Da una parte chi continua a vedere gli altri come ostacoli e nemici da sfidare. Dall’altra chi cerca, fino in fondo, l’arricchimento che ogni nuova prospettiva può regalare. La vittoria, etica e morale, va così a chi ha saputo scegliere e costruire strategie senza perdere il contatto umano. Tornano a casa con un gruzzolo magari meno eclatante. Ma con una grande prova di umanità nel bagaglio, e la giusta risonanza al valore ultimo della scelta.

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Scritto da
Elena Pedoto

Da avida lettrice ad accanita consumatrice di cinema d’autore il passo è stato breve. Ha trascorso gli ultimi quindici anni a rincorrere a perdifiato film, autori e festival di cinema internazionale, e ha trovato il suo habitat ideale in quel della costa azzurra, nei meandri del Festival di Cannes. Attualmente si divide tra il lavoro di mamma e quello di freelance, cercando ostinatamente di non perdere di vista nessuna delle due “mission”.

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