Paolo Strippoli con La Valle dei sorrisi realizza il miglior horror italiano degli ultimi anni. Protagonista Michele Riondino. Abbiamo l’erede di Dario Argento e Lucio Fulci? In sala dal 17 settembre.
Che Paolo Strippoli avesse talento l’abbiamo capito subito. Tanti corti fin da giovanissimo (il primo, In un mondo violento, è del 2013, realizzato a 20 anni). E un esordio alla regia, A classic horror story, diretto insieme a Roberto De Feo, che nel 2021 ha conquistato gli utenti di Netflix: l’idea vincente è stata – allora- riprendere gli stilemi del folk horror americano riadattandoli però al nostro paese. Trasformando il folklore calabrese in un racconto macabro. E in particolare la leggenda di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, con tutte le implicazioni anche politiche che questo comporta. Il primo film in solitaria di Strippoli, Piove (2022), ci ha stupito. E ci ha anche fatto conoscere uno dei nuovi giovani talenti più promettenti del cinema italiano, Francesco Geghi.

Aspettavamo quindi con grande curiosità il terzo film del regista, La valle dei sorrisi, in sala dal 17 settembre dopo l’anteprima fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia 2025. Abbiamo avuto la nostra conferma: sì, Strippoli è il regista horror italiano più interessante degli ultimi anni. Riesce infatti a unire quanto fatto di rivoluzionario dai nostri maestri del genere, come Dario Argento e Lucio Fulci, alle atmosfere dei romanzi di Stephen King. E, contemporaneamente, pur usando il sovrannaturale, a parlare con grande lucidità dell’Italia contemporanea.
La Valle dei sorrisi: un ragazzo dagli abbracci magici e un professore triste
In La valle dei sorrisi siamo a Remis, un piccolo paesino di montagna. Lo scopriamo attraverso gli occhi sofferenti di Sergio Rossetti (Michele Riondino), ex stella del judo diventato professore di educazione fisica. È andato lì per insegnare nel liceo, ma confrontarsi ogni giorno con i ragazzi per lui è difficile, perché si porta dietro un bagaglio di dolore insostenibile. La sua condizione diventa in fretta ancora più straniante: si rende infatti conto che a Remis tutti sono sempre felici. Non c’è una persona che non sia perennemente sorridente. Qualcosa di innaturale. C’è un segreto: ogni settimana, tutti gli abitanti vanno a casa Corbin, per incontrare Matteo (Giulio Feltri), ragazzo di 15 anni il cui abbraccio sembra avere proprietà divine.

Nora Ephron è il motivo per cui adesso pensiamo che l’amore faccia ridere
Ha trasformato il dramma in risata, l’amore in sceneggiatura e la vita in cinema: ritratto di Nora Ephron, la penna che ha scritto le nostre commedie preferite. di Valeria Carola
Michele Riondino e il dolore rimosso
Il 2025 è l’anno dell’horror: molti dei film più interessanti e originali usciti negli ultimi mesi appartengono infatti a questo genere. Pensiamo a I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler, 28 anni dopo di Danny Boyle e Weapons di Zach Cregger. Tutti utilizzano il genere per raccontare qualcosa che gli autori sentono come molto urgente. Strippoli si unisce a questo coro di autori: da sempre molto interessato ai cambiamenti che avvengono durante l’adolescenza, qui ci parla di qualcosa di realmente mostruoso, in cui siamo immersi tutti ormai da anni. E ancora di più dalla pandemia: la rimozione del dolore.
Rimanere chiusi in casa ci ha spinto a rifugiarci ancora di più nei social e nella vita online, portandoci a uno stato mentale folle: dal nostro telefono possiamo vedere contemporaneamente immagini di star bellissime che sfilano sul red carpet, cagnolini che scodinzolano, guerre con morti dilaniati, omicidi in diretta. Tutto nello stesso calderone, tutto livellato. L’effetto è disorientante. Nella nostra mente si crea confusione, che sfocia in reazioni assolute: rabbia, indignazione, angoscia, senso di impotenza. E, proprio come gli abitanti di Remis, per reagire in moltissimi cerchiamo di rimuovere questa consapevolezza, ripulendo i nostri profili, condividendo solo immagini sorridenti e rassicuranti. Un cortocircuito che sta già avendo i suoi effetti sulla psiche di molti, in particolare i più giovani.

L’atmosfera cupa di una felicità obbligata
Strippoli l’ha capito e lo racconta in modo sottile. Lo fa costruendo un’atmosfera cupa e claustrofobica, in netto contrasto con la voglia di essere felici a tutti i costi. La fotografia di Cristiano Di Nicola, così come il trucco prostetico, sono notevolissimi e fondamentali per costruire questo universo che ricorda il fondo del mare. A sorreggere tutto però sono i due magnifici protagonisti: Michele Riondino è così profondamente umano da spezzare il cuore. Mentre Giulio Feltri (nipote di Vittorio) è una rivelazione: faccia angelica e personalità antica. Bravissimi anche tutti gli altri componenti del cast, da Romana Maggiora Vergano (che da C’è ancora domani di Paola Cortellesi non sta sbagliando un colpo), a Paolo Pierobon e Sergio Romano. Se amate l’horror correte in sala: questo cinema va sostenuto e incoraggiato.
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