Un vademecum ironico (ma non troppo) per sopravvivere a un’estate senza gli Azzurri
Tristemente, purtroppo, ci risiamo: Italia fuori dai Mondiali 2026. Lo scenario apocalittico che non avremmo voluto si verificasse si è realizzato. Per la terza volta di fila, l’Italia non sarà alla fase finale dei Mondiali di calcio. Quella che sta diventando un’autentica maledizione si è concretizzata a Zenica, nello spareggio definitivo contro la Bosnia, chiuso nella crudele lotteria dei rigori, dopo una serata di sofferenza pura – quasi tutta la partita giocata in dieci uomini – purtroppo non valsa a nulla. La delusione è cocente, l’incubo sta diventando la normalità.
Ci sarà tempo e modo per l’analisi delle effettive responsabilità, per provare a capire se mai l’Italia calcistica riuscirà a risalire da un baratro che appare senza fine. Per ora, c’è da prendere atto della conferma dell’essere diventati periferia, di un movimento di cui una volta eravamo forza trainante o quanto meno tra le rappresentanti più accreditate. E avere la consapevolezza che anche questa volta guarderemo le gesta altrui dal divano.

“Beppe fai la valigia andiamo a Berlino!”. Quando la Nazionale ci faceva sognare
Dagli anni ’90 ad oggi, il calcio come specchio di un’Italia che cambia, tra gioie, delusioni e la speranza di un ritorno al sogno. di Chiara Gargioli (Archivio)
Italia fuori dai Mondiali 2026: organizziamo l’estate senza Azzurri
Trentadue anni fa, negli Stati Uniti, tra mille peripezie l’Italia di Sacchi si era spinta fino alla finale persa ai rigori con il Brasile, trascinata da Roberto Baggio. Un ricordo stridente con il semplice essere spettatori che ci attende. Naturalmente, ci saranno tanti appassionati che seguiranno con interesse il Mondiale 2026 e le sue partite anche in assenza dell’Italia. Per tutti gli altri, che non ne vorranno sapere e vorranno distrarsi, facendo ricorso a una bella spruzzata di ironia – che in questo momento, decisamente, non guasta – un breve vademecum di possibili alternative:
- Accogliere, finalmente, le lamentele di vostra moglie o della vostra fidanzata e ritinteggiare le pareti di casa.
- Chiudersi in cantina o nel capanno degli attrezzi e darsi al bricolage compulsivo.
- Fare il giro del mondo in quaranta giorni (quelli della durata del Mondiale 2026, invece dei canonici ottanta).
- Andare in un’abbazia a fare la birra con i monaci trappisti.
- Ritirarsi in una baita sperduta di montagna senza tv e internet per meditare.
- Fare un corso di lingua e imparare il mandarino, lo swahili o qualsiasi altro idioma esotico: più è complicato e meglio è.
- Collassare in spiaggia sul lettino sotto l’ombrellone senza rivolgere la parola a nessuno, con musica hawaiana o tibetana nelle orecchie (de gustibus).
- Imbarcarsi su un cargo battente bandiera liberiana.
- Andare a fare una corsetta alla Forrest Gump.
- Sposarsi.
- Bere per dimenticare, a qualsiasi ora del giorno.
- Imparare a giocare a tennis o a curling (hai visto mai).
- Imparare a suonare l’ukulele o un qualsiasi altro strumento, a piacere.
- Creare un nuovo movimento politico.
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