Il capolavoro di cappa e spada rivisitato in chiave comico-gastronomica da Sergio Badino e Alessandro Perina: un appuntamento imperdibile per gli amanti del fumetto e della buona cucina.
Il numero 3665 di Topolino, disponibile in edicola, fumetteria e su Panini.it a partire da oggi, mercoledì 18 febbraio, celebra ancora una volta la grande letteratura d’avventura con una nuovissima e irresistibile parodia. In linea con la sua tradizione di omaggiare i capolavori classici con genio e umorismo, questa settimana il settimanale Panini Comics presenta I Tre Forchettieri, una storia in due puntate che attinge a piene mani dal celebre romanzo di Alexandre Dumas, I tre Moschettieri.
I Tre Forchettieri, una rocambolesca avventura tra cappa, spada e forchetta
L’irresistibile avventura è frutto della penna di Sergio Badino – ai testi – e del talento grafico di Alessandro Perina – ai disegni -, due maestri nel fondere azione e trovate comiche. I lettori saranno catapultati nella Quacktogna del XVII secolo, un regno in cui la lealtà e… la gola vanno di pari passo.
Protagonista indiscusso è Ciccio D’Artagnam, un giovane maiale (e inguaribile buongustaio) con un sogno ambizioso: unirsi al corpo scelto dei Forchettieri del Re. Al suo fianco, inseparabile, la capretta Billaume e il trio di eroi del corpo: i valorosi e pittoreschi Sfortunathos, Nontisopporthos e Archimedemis.
La loro missione, a colpi di spada e soprattutto di forchetta, è difendere l’onore di Re Paperigi XIV e della regina Anatreux dalle oscure macchinazioni ordite nell’ombra. Il temibile Commensale Rockelieu e la perfida Milady De Spell sono pronti a tramare complotti che i nostri eroi dovranno sventare tra inseguimenti mozzafiato e, ovviamente, grandi abbuffate. Una miscela esplosiva di cappa e spada, gastronomia e comicità che promette risate e suspense. La copertina, che celebra degnamente I tre Forchettieri, è stata realizzata appositamente da Francesco D’Ippolito e Andrea Cagol.

Le origini della parodia Disney
Questa eccezionale uscita si inserisce nella prestigiosa galleria delle grandi parodie disneyane. Quelle che hanno regalato ai lettori perle indimenticabili come le celeberrime rivisitazioni del classico manzoniano come – I Promessi Paperi – o le riletture spaziali di Guerre Stellari – Guerre Pippee -. L’ispirazione alle opere classiche affonda le radici nelle prime storie a strisce americane di Floyd Gottfredson. Il primo fu Topolino sosia di re Sorcio (1937-1938), ispirato a Il prigioniero di Zenda. Poi arrivarono Topolino all’età della pietra (1940-1941), che richiamava Il mondo perduto, Topolino buffone del re (1950), basato su La maschera di ferro. E ancora Topolino e il deserto del nulla (1953), che prendeva spunto da Il Mago di Oz.

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In Italia invece, il fenomeno delle parodie dei classici letterari in chiave Topolino inizio a consolidarsi tra il 1949 e il 1950 con L’inferno di Topolino, pubblicata sui numeri dal 7 al 12. Questa fu la prima parodia realizzata da autori italiani: scritta da Guido Martina e disegnata da Angelo Bioletto.
Il secondo esempio di parodia Disney italiana risale al 1956 con Paperino Don Chisciotte. Seguirono, nell’anno successivo Paperin di Tarascona e Paperino e il conte di Montecristo, tutte storie scritte ancora da Guido Martina, con i disegni di Pierlorenzo De Vita e Luciano Bottaro.
Nel 1958, Carlo Chendi e Luciano Bottaro realizzarono Il Dottor Paperus, parodia del Dr. Faust, che anticipò il successivo ciclo paperingio degli anni sessanta. Contemporaneamente, sempre Guido Martina continuò a produrre parodie in collaborazione con De Vita e Bottaro, tra queste Paperin Meschino (1958), che spiegava l’origine della sfortuna di Paperino, Paperiade e Paperino Girandola.
Non è solo avventura, è amore per il fumetto
In ogni duello, in ogni portata prelibata, in ogni battuta si cela la magia che solo Topolino sa offrire. Questo numero 3665 è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che credono che l’avventura e la passione possano superare ogni ostacolo. Se la vita è un banchetto, l’amore è il piatto forte. E l’avventura è servita.
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