Coppia stellare per il remake di I Roses firmato da Jay Roach: Olivia Colman e Benedict Cumberbatch sono divertentissimi (e meno cattivi). In sala dal 27 agosto.
In principio furono Kathleen Turner e Michael Douglas (diretti da Danny DeVito). Oggi invece sono il premio Oscar Olivia Colman e Benedict Cumberbatch a massacrarsi senza esclusione di colpi, sia fisici che verbali. Dopo La guerra dei Roses, uscito nel 1989, arriva infatti nelle sale italiane I Roses, nuovo adattamento del romanzo di Warren Adler. Ma tutto è cambiato.

La trama è molto diversa
Intanto l’accento e il senso dell’umorismo dei protagonisti: il film di Jay Roach punta molto sul fatto che Ivy e Theo siano inglesi. Poi la dinamica di potere: mentre nella versione originale a essere ricco è il marito, in questo remake entrambi i coniugi hanno successo. Anzi: lei, chef sempre più lanciata, sta godendo di un momento particolarmente fortunato, mentre lui, architetto, deve affrontare un fallimento importante. E mentre Douglas e Turner si scannavano per accaparrarsi la casa comprata da lui ma ristrutturata da lei, qui è l’invidia per la fama a mettere in crisi il loro rapporto.
Si vede che questo film è figlio dei nostri tempi: oltre a dare alla donna un ruolo molto più importante, la tecnologia entra prepotentemente nella storia, fornendo spunti comici (e sadici) impossibili da immaginare quasi 40 anni fa. Non solo: a differenza di chi li ha preceduti, questi Roses non si affidano all’avvocato divorzista, ma allo psicologo, tentando di fare terapia di coppia. Anche se i risultati non sono esattamente incoraggianti.

Olivia Colman e Benedict Cumberbatch sono strepitosi
Se Michael Douglas e Kathleen Turner, vere icone di Hollywood anni ’80 (ve li ricordate in L’inseguimento della pietra verde?) erano perfetti, in questo decennio la coppia formata da Coleman e Cumberbatch è sorprendente. I loro tempi comici sono straordinari e insieme, anche quando dicono le cose più tremende, sono divertentissimi. Anche se, come ci ha detto, per l’attore di The Imitation Game non è stato un processo immediato: “Ho scoperto che la commedia è una cosa seria. Ho dovuto lavorare sodo. Anche perché desideravo davvero tanto lavorare con Olivia e volevo essere all’altezza. La sceneggiatura di Tony McNamara è notevole e su carta il film era divertentissimo. Quindi mi è venuta l’ansia: se il risultato finale non avesse fatto ridere voleva dire che era tutta colpa mia, che c’è qualcosa che non va in me come attore”.
La chimica tra i due invece per fortuna è stata trovata presto, come conferma Colman: “Ci conosciamo da anni, siamo amici e finalmente è arrivata l’occasione giusta. Abbiamo anche gusti molto simili in fatto di commedia: io adoro il dark humor”.

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Il finale è molto diverso
Non faremo spoiler, ma diciamo che il finale di I Roses è completamente diverso da quello di La guerra dei Roses. Ed è uno dei motivi che ha intrigato di più gli attori, come ammette Cumberbatch: “Questi personaggi sono molto differenti. Intanto perché sono due inglesi che vivono in America. L’umorismo cambia in modo evidente. Poi perché, invece che concentrarsi sul crollo del loro matrimonio, il film si interroga sul perché stia fallendo. Poi Michael Douglas e Kathleen Turner sono iconici: sarebbe stato assurdo cercare di imitarli. Spero che entrambe le versioni possano coesistere, senza dover necessariamente fare confronti”.
Insomma, se cercate qualcosa di veramente perfido, I Roses non è il vostro film, meglio rivedere la
versione anni ’80. C’è più speranza e meno cattiveria in questa versione moderna. Che sia un bene o no, giudicate voi. Se invece volete ridere, questo film è l’equivalente di un dolce. Proprio come quelli splendidi che cucina Ivy. Un avvertimento però: data la bravura dei protagonisti, sarebbe meglio, per non dire fondamentale, vederlo in lingua originale.
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