I Puffi - Il Film, nelle sale dal 27 agosto 2025, incoraggia la crescita persoale, il credere i sé stessi, il volersi bene
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I Puffi: il grande ritorno al cinema. Il film 2025 fa sognare bambini e adulti

Un reboot colorato e contemporaneo, che trasforma i celebri omini blu in supereroi della solidariet e dell'autostima tra Parigi, multiversi e musica pop

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Un reboot colorato e contemporaneo, che trasforma i celebri omini blu in supereroi della solidarietà e dell’autostima tra Parigi, multiversi e musica pop


Adattamento per il cinema targato Paramount degli omonimi personaggi nati nel lontano 1958 dal genio del fumettista franco-belga Peyo, I Puffi – Il film diretto da Chris Miller (ex DreamWorks), è il terzo reboot cinematografico della serie animata più blu di sempre. Un immaginario antico, sviluppato in origine all’interno di un villaggio dalle fattezze medioevali, che è stato rivisitato e reinventato più volte, e che ha dato vita a un merchandising davvero proficuo, in virtù del quale gran parte delle generazioni a cavallo tra anni ’70 e ’80 possedevano fior di scaffali impreziositi dalle collezioni al completo.

Nel decennio scorso abbiamo avuto modo di assistere a un vero e proprio rilancio del brand, con I Puffi (2011) e i Puffi 2 (2013), ovvero due live action basati sulla celebre serie animata proiettata verso il successo a partire da fine anni ‘50. Seguì il film d’animazione I puffi – Viaggio nella foresta segreta (2017)

I nuovi puffi tra unione, solidarietà, e autostima

I puffi- Il film (Smurfs in originale), è stato presentato in anteprima a Luglio in occasione del Giffoni Film Festival, ricchissimo e importante festival di cinema per bambini e ragazzi, alla presenza di Paolo Bonolis e Luca Laurenti – rispettivamente le voci italiane di Grande Puffo e Gargamella/Razamella -. Al cinema dal 27 agosto 2025, e in linea con il suo anno di appartenenza è un film d’animazione “discotecaro”. Ovvero sfrutta il successo di un’icona transgenerazionale per trasformarla in un prodotto moderno, compiendo non un’operazione nostalgia ma piuttosto un esperimento di rinnovo. Siamo infatti lontani anni luce dall’immaginario naïve e iper minimalista che riecheggia alla mente con la voce di Cristina D’Avena che intonava “Chi siano non lo so, gli strani ometti blu, son alti su per giù due mele e poco più…”.

Il villaggio dei Puffi, rivistato con le nuove computer grafiche per poter avvicinare l'immaginario delle nuove generazioni. Il film è nelle sale dal 27 agosto 2025

Il tentativo del film è proprio quello di ammodernare un concept di altri gusti e altri tempi, noto alle nuove generazioni perlopiù per qualche esemplare di puffo che ancora vaga tra le mensole genitoriali, con tecniche e messaggi contemporanei. Anche se poi a farla da padrone sul grande schermo sono sempre la fisionomia simpatica di questi buffi personaggi antropomorfi e il loro particolare linguaggio tutto declinato al verbo “puffare”. Un’opera di puro intrattenimento estemporaneo che tra musica pop (Rihanna in primis, voce di Puffetta nella versione originale), mix di tecniche e idee (musical, CGI, animazione 2D, tecnica mista, fotorealismo), si concentra poi sulle ramificazioni di una parabola buonista. E lo fa parlando al piccolo pubblico di oggi rilanciando importanti messaggi di unione, solidarietà e, soprattutto, autostima.

Un film che incoraggia la ricerca del proprio talento

L’escamotage narrativo parte, infatti, dal profilo di un nuovo e simpatico Puffo, Senza Nome, che circondato da tantissimi puffi tutti con un loro tratto distintivo o una loro abilità (si passa dai tradizionali quattrocchi, brontolone, vanitoso o inventore per arrivare poi all’esilarante puffo effetti speciali in grado di “bippare” le parolacce, e perfino puffo-liste che stila compulsivamente elenchi di colleghi e annesse qualifiche), soffre di una sua mancata identità. Di un suo inespresso talento vocazionale. E così, spronato a cercarne uno, grazie a un piccolo aiutino, si ritroverà d’un tratto a incarnare il puffo magico.

Tutto questo mentre la comitiva di piccoli omini blu, capeggiati da Puffetta, coadiuvati a distanza da Grande Puffo che nel frattempo è stato rapito, e scortati dai suoi due fratelli alter ego (Ken e Ron) dovrà andare in missione per salvaguardare il bene del pianeta. E tenere in salvo l’ultimo libro magico. Un tomo che, se finito nelle mani dei malvagi, minaccia di diventare un pericoloso strumento di distruzione.

Gargamella è ovviamente il cattivo di I Puffi - Il Film al cinema dal 28 agosto 2025. Con lui l'ancor più cattivo Razamella
Gargamella e Razamella

Gargamella e…Razamella

Ovviamente, sul fronte nemico, Gargamella con il fidato Birba ma anche il controverso e malefico fratello Razamella, cercheranno in tutti i modi di osteggiare la missione dei puffi. Nella loro piccola grande avventura, i minuti protagonisti si ritroveranno ad attraversare la romantica Parigi, facendo perfino l’incontro con gli organizzatissimi Puffi parigini di città – vigilanti internazionali, Monaco di Baviera, affollate discoteche danzanti e variegati multiversi (quello effetto nostalgia in 8 bit che richiama alla mente Inside Out, ma anche quello affollato da un controverso mix di loro sogni e incubi). Conosceranno anche la comunità dei Nasoput guidata da Mamma Put, e affronteranno una ricca serie di sfide che potranno esser superate solo facendo leva sulla loro unione, e dunque forza.

In soldoni, una sorta di moderni supereroi in veste blu. Guardiangeli del Bene, così come li definirà poi il loro mentore Grande Puffo, e destinati a salvare il mondo dalle trame dei cattivi, i Puffi hanno qui tutta la coesione di personaggi votati al bene. E si muovono attraverso un caleidoscopio di colori, musiche ed emozioni che fonde il tratto più melanconico della ricerca d’identità a una sua profondità concettuale, nutrendosi della magia e dell’illusionismo che da sempre ben si legano a questi personaggi di fantasia.

Olivia Coleman e Benedict Cumberbatch in una delle scene promozionali de I Roses, al cinema dal 27 agosto 2025. Il film è ispirato all'omonimo libro degli anni '80, che aveva già dato vita al film del 1989 con Michael Douglas

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“Teniamoci stretti il bambino che è in noi!”

Insomma, tanta la carne al fuoco. A tratti anche troppa. Perché in effetti sia dal punto di vista prettamente visivo sia da quello dei contenuti, questo nuovo capitolo a tinte blu risulta essere molto ricco ed estemporaneo. Tantissime le idee (alcune molto valide, altre meno) che convergono in un calderone narrativo vivace, ma non sempre omogeneo. Un qualcosa che può divertire, ma che tende anche a farsi dimenticare abbastanza velocemente proprio per la sua caratteristica di puro instant entertainment. E anche qui viene da pensare come non sia affatto facile ammodernare, in termini tanto narrativi quanto estetici e pedagogici, creazioni della fantasia che hanno preso vita in mondi così lontani, analogici e concettualmente distanti. 

I puffi come ispirazione per i piccoli spettatori – e non solo –

Eppure, il film cerca e in qualche modo trova una chiave di universalizzazione. E non si tratta di un multiverso parallelo o di una speciale tecnica di animazione, ma bensì della capacità di unificare la voce di un prodotto d’intrattenimento verso il bene, verso l’unione, nell’immagine vitale di un gruppo dove ciascuno è importante e ha un suo ruolo, e dove “quello che noi siamo è la summa di tutte le parti”.

Anche Puffetta vive, in questo film, una crisi d'identità che verrà poi risolta all'interno del calembour narrativo
Puffetta

Ed è proprio in base a questo concept narrativo, che I Puffi – Il Film trascende un po’ quelli che sono i difetti dell’opera sic et simpliciter per trasformarsi in accattivante contenitore e veicolo di messaggi positivi, dove anche un’eventuale crisi di identità e coscienza (quella di Puffetta, legata per genesi al mondo dei malvagi) può offrire animo e carattere per crescere. E così questa moltitudine di omini blu – che in fondo rappresenta la società tutta fatta di tante professioni e infiniti modelli con annessi tic caratteriali -, si pone dunque come ispirazione per i piccoli spettatori, offrendo loro un mondo magico dove alla fine il bene vince sempre su tutto.

Qualcosa di irrealistico dal punto di vista adulto, ma fortemente pedagogico se osservato ad altezza bambino. Uno di quei casi in cui forse val la pena “tenersi stretto il bambino che è in noi!”, e apprezzare quel po’ di magia che ancora anima e avvolge il cuore di prodotti come questo. Una riflessione semplice ma mai banale rilanciata anche dallo stesso Luca Laurenti all’anteprima ufficiale del film.

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Scritto da
Elena Pedoto

Da avida lettrice ad accanita consumatrice di cinema d’autore il passo è stato breve. Ha trascorso gli ultimi quindici anni a rincorrere a perdifiato film, autori e festival di cinema internazionale, e ha trovato il suo habitat ideale in quel della costa azzurra, nei meandri del Festival di Cannes. Attualmente si divide tra il lavoro di mamma e quello di freelance, cercando ostinatamente di non perdere di vista nessuna delle due “mission”.

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