Josko Gravner celebra i 20 anni di vinificazione in anfora con un edizione speciale della Ribolla 2017
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Joško Gravner: 20 anni che hanno riscritto la storia

Un viaggio nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, dove un visionario vignaiolo e filosofo, celebra due decenni di rivoluzione in anfora con la sua esclusiva Ribolla 2017 in formato magnum.

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Nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, su una terra di confine intrisa di storia tra il Collio goriziano e la Brda slovena, vive un uomo che non è solo un vignaiolo, ma un vero e proprio filosofo, un “Cercatore” che ha avuto il coraggio di andare controcorrente per riscoprire l’anima più autentica del vino. Il suo nome è Joško Gravner, e la sua storia è un inno alla pazienza, al rispetto per la natura e alla ricerca incessante dell’autenticità.

Dai successi convenzionali alla rivoluzione in anfora

Gli anni ’90 videro Gravner raggiungere un notevole successo con vitigni internazionali e tecniche convenzionali, ma qualcosa dentro di lui non trovava pace. Una delusione da un viaggio in California nel 1987, segnato dal contatto con l’eccessiva industrializzazione, fu un primo campanello d’allarme. La vera svolta, tuttavia, arrivò con un evento drammatico nel 1996: due grandinate che distrussero il 95% della sua produzione. Questo disastro lo spinse a una profonda riflessione e alla riscoperta degli insegnamenti paterni, che lo portarono ad abbandonare l’acciaio in favore della macerazione.

La Cantina Gravner è stata pioniera nella produzioni di vini biodinamici, l'attenzione all'etica ambientale è una delle attenzioni
Vista dei vigneti Gravner – ph credit Alvise Barsanti


Gravner inizia a sperimentare la vinificazione in anfora con la vendemmia del 1997, poi un viaggio nel Caucaso nel 2000 gli offre la certezza che il nuovo cammino era quello giusto. Lì infatti Joško approfondì e fece sue le conoscenze dell’uso millenario delle anfore in terracotta per la vinificazione: i “qvevrigeorgiani. Un viaggio illuminante, un ritorno alle radici della viticoltura, già nei suoi convincimenti, che trasformò definitivamente la sua “strada vecchia” in una “strada nuova“. Un percorso radicale che lo condusse a dedicarsi totalmente alla vinificazione in anfore interrate. La sua prima annata fermentata in anfora fu il 2001, e da quel momento i suoi “vini ambra“, come lui preferisce chiamarli, in sostituzione del più comune “orange wine“, divennero un simbolo di autenticità e innovazione.

La filosofia di Josko Gravner: tempo, natura e biodinamica

Oggi, la cantina Gravner è un santuario dove 47 anfore riposano cullate dalla terra, testimoni silenti di un processo che segue la regola del 7: sette anni di invecchiamento complessivo per i suoi vini, di cui uno in anfora e i successivi sei in grandi botti di rovere di Slavonia. Un processo lento, quasi radicale, che eleva il tempo a ingrediente fondamentale, capace di restituire vini di profonda struttura, equilibrio e complessità.

Nel 2012, Joško compì un’altra scelta coraggiosa: espiantò tutte le varietà a bacca bianca non autoctone per dedicarsi esclusivamente alla Ribolla Gialla e al Pignolo. “Se si possiede qualcosa di eccezionale, vale la pena di concentrarsi solo su quello” afferma.

La sua ricerca di armonia con la natura si è ulteriormente concretizzata nel 2015 con l’adozione della viticoltura biodinamica. Ogni fase del lavoro in vigna e in cantina è scandita dal calendario lunare di Maria Thun. I vigneti Gravner sono veri e propri microcosmi: stagni che fungono da ecosistemi, nidi artificiali per gli uccelli, alberi da frutto selvatici. Un’agricoltura semplice, priva di forzature, dove il rispetto per la vite è massimo e reciproco.

L'edizione speciale della Ribolla 2017 per festeggiare i 20 anni di anfora di Gravner
Gravner XX G Ribolla 2017 – ph credit Alvise Barsanti

La XX G: vent’anni di rivoluzione in un magnum

Per celebrare vent’anni dai suoi primi vini macerati, Gravner ha lanciato l’esclusiva XX G, un magnum di Ribolla Gialla del 2017. Non è solo un vino, ma un manifesto della sua filosofia, un’ode a una tradizione millenaria riscoperta con coraggio. La XX G incarna questo spirito: la Ribolla Gialla 2017, autoctona del Friuli-Venezia Giulia, eleva la sua essenza attraverso lunghe macerazioni in anfore georgiane e affinamenti in grandi botti di rovere. Il formato magnum favorisce una sublime evoluzione, donando al vino una complessità e un equilibrio unici.

La Ribolla 2017, protagonista indiscussa di questa edizione speciale, è un vino dal carattere prezioso, forgiato da un’annata meteorologicamente complessa. Le intense piogge di settembre hanno sfidato la maturazione delle uve, ma grazie al lavoro instancabile e alla muffa nobile è stato possibile salvare circa il 20% della produzione, dando vita a una Ribolla di grande concentrazione e personalità. Nel calice, si rivela con un colore dorato intenso e brillante, note complesse di frutta matura e secca, miele, agrumi canditi, arricchite da richiami di sottobosco ed erbe aromatiche. Al palato è avvolgente, con tannini ben integrati, sorprendente freschezza e una lunga persistenza sapida che riflette fedelmente il terroir di Oslavia.

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Un’eredità familiare proiettata nel futuro

Gravner è una piccola realtà familiare dove tre generazioni lavorano in armonia. Mateja, la figlia di Joško, gestisce la parte commerciale e la comunicazione. Gregor, il nipote, affianca il nonno in vigna e in cantina, portando avanti gli insegnamenti con entusiasmo e tenacia giovanile. La ricerca di innovazione non si arresta: nel 2024, Joško e Gregor hanno iniziato a esplorare nuove frontiere per l’affinamento, approfondendo l’utilizzo del vetro per le sue proprietà.

La storia di Joško Gravner è un inno alla pazienza, al rispetto per la natura e alla ricerca incessante dell’autenticità. Un viaggio che, attraverso ogni bottiglia, ci invita a riscoprire il valore del tempo e la magia di un vino che è espressione pura di un terroir e di un uomo straordinari. I vini di Gravner non sono solo bevande, ma testimonianze di una filosofia di vita, un tributo alla terra e al tempo, un’arte liquida che affascina e commuove.

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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