Gomorra – Le Origini: il prequel diretto da Marco D’Amore racconta l’adolescenza di Pietro Savastano: la Napoli degli anni ’70 sembra uscita dai film western di Sergio Leone. Su Sky e NOW.
“Sul set sembrava di stare in un western: C’era una volta a Napoli”, ci ha detto sul red carpet uno dei giovani protagonisti di Gomorra – Le origini. Il prequel di Gomorra – La serie su Sky Atlantic e NOW dal 9 gennaio. In effetti la Napoli degli anni ’70 raccontata da Marco D’Amore ha il sapore dei film di Sergio Leone, grande fonte di ispirazione per l’attore, ormai sempre più lanciato anche come regista. Il logo della serie sembra fatto di terra e polvere, i bar della città ripresi come saloon. E la stessa colonna sonora propone un fischio ricorrente che fa immediatamente pensare al lavoro di Ennio Morricone.
Indietro fino al 1977
Dopo essere diventato un’icona proprio grazie al personaggio di Ciro di Marzio, D’Amore ha continuato a esplorare l’universo di Gomorra dietro la macchina da presa: prima con il film L’immortale (2019), ora con questo racconto in 6 episodi dell’adolescenza di Pietro Savastano. Siamo infatti nel quartiere Secondigliano, nel 1977: Pietro non ha mai conosciuto suo padre e con la madre ha un rapporto difficile. Senza guida né sogni, per lui tutto cambia quando conosce Angelo (Francesco Pellegrino), detto a’ Sirena: oltre che a introdurlo nel mondo della malavita, il ragazzo diventa quasi un fratello maggiore per Pietro.
Se ve lo state chiedendo: sì, ci sono anche altri personaggi diventati pilastri di Gomorra – La serie: Tullia Venezia interpreta la giovane Imma, mentre Fabiola Balestriere è Annalisa Magliocca, che poi diventerà Chanel. D’amore ha diretto le prime 4 puntate, mentre le ultime 2 sono di Francesco Ghiaccio. Nel cast anche Ciro Capano, ormai impresso per sempre nella memoria collettiva grazie al monologo affidatogli da Paolo Sorrentino in È stata la mano di Dio: è lui a pronunciare, nei panni di Antonio Capuano, la battuta: “Non ti disunire”. Nella serie è invece Don Antonio Villa, potente boss.

Luca Lubrano è il giovane Pietro Savastano
Come per la serie madre, è stato fatto un grande lavoro di casting per Gomorra – Le origini. A cominciare dal protagonista, Luca Lubrano. Nonostante la giovane età ha esordito nel film Napoli velata di Ferzan Özpetek e recitato in altre serie, come Diavoli e Generazione 56K. Questo è il primo ruolo da protagonista. Il suo Pietro, 16 anni, è molto diverso dalla versione adulta: non ha la sicurezza del boss, né lo sguardo duro. Questo è un ragazzino abbandonato da tutti, a cui è stato detto che non vale nulla e non potrà mai valere nulla. Un trattamento che ha generato una specie di buco nero dentro di lui: il desiderio di rivalsa è ciò che lo muove. E che in futuro riconoscerà anche in Ciro, molto più simile a lui di suo figlio Gennaro (Salvatore Esposito), cresciuto invece nella ricchezza e con genitori sempre presenti.
A un certo punto Imma, ragazza di buona famiglia, che studia musica e sogna di andare a cantare a New York, gli dice: “È il mio sogno. E i sogni vanno inseguiti, no? E tu ce l’hai qualcosa di simile?”. Pietro non risponde. Ma Marco D’Amore sulla questione sogni ha le idee molto chiare: “Vivere senza sogni che vita è? Quindi considerare che c’è qualcuno, a qualsiasi latitudine del mondo, che non produce più sogni, ma che con amarezza dice a se stesso che non c’è possibilità di sognare, è un fallimento per l’umanità”.

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‘O Paisano: Il potere logora chi non ce l’ha
Speculare a Pietro c’è un’altra figura cruciale in Gomorra – Le origini: ‘O Paisano. Carcerato a Poggioreale, cita i classici e immagina una rivoluzione tra i ceti bassi della malavita. Potremmo definirlo un “socialista della mala”. A interpretarlo Flavio Furno, che ha orbitato attorno alla serie per anni, da quando fece il provino proprio per il personaggio di Ciro. Più di 10 anni dopo ha avuto la sua rivincita: il suo villain è magnifico. Nei suoi occhi c’è una lucida follia e un obiettivo molto preciso. Forse non tutti i sogni sono da difendere?
Per l’attore: “Non possiamo impedire alle persone di avere un sogno. La cosa interessante è che anche all’origine del male e delle scelte sbagliate non c’è una cattiveria: ci sono delle contingenze che portano le persone in una determinata direzione. E questa è la parte più interessante da esplorare seguendo la serie. Certo, col senno del poi sarebbe meglio che certe persone non avessero sogni. Ma come si fa a impedirglielo?”.

Gomorra – Le Origini: un racconto di formazione oscuro
E quindi anche Gomorra – La serie è un racconto sul potere che logora chi non ce l’ha, che esplora il dramma di chi nasce svantaggiato in partenza, trovandosi presto a un bivio tra vita onesta e criminalità. Questa volta però ancora più inquietante perché visto attraverso gli occhi di chi ha ancora un pieno potenziale e una vita davanti a sé. Una realtà che però non si può ignorare. Come dice O’Paisano: “Napoli è una sola: è intera, è tutti quanti noi o non è niente”.
Gomorra – Le Origini è quindi un racconto di formazione nero. Può essere seguito anche da chi non ha mai visto l’originale e sarà ancora più apprezzato da chi invece sa già qual è il destino dei personaggi: i riferimenti e gli easter eggs legati a Gomorra – La serie sono infatti tanti (come la giovane Chanel appassionata di profumi, oppure Pietro che dice a Imma che sembra una leonessa).
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