Giorgio Armani si spegne oggi 4 settembre 2025, a 91 anni
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Giorgio Armani: si spegne a 91 anni il Re

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È venuto a mancare oggi, giovedì 4 settembre, all’età di 91 anni, il leggendario Giorgio Armani, icona indiscussa della moda e vero e proprio condottiero di un’intera epoca. La sua genialità e la proverbiale sobrietà del suo tratto hanno reso epica ogni sua creazione, definendo un’estetica senza tempo che ha influenzato generazioni.

Lo stilista, che aveva compiuto 91 anni lo scorso 11 luglio, era malato da tempo. Le preoccupazioni riguardo alla sua salute si erano intensificate con la sua assenza alle due sfilate della maison previste per la Fashion Week milanese di giugno. Un’assenza che aveva destato allarme tra i suoi innumerevoli ammiratori e nell’intero settore, poiché Re Giorgio, in oltre 50 anni di haute couture, non aveva mai saltato un singolo evento. La sua dedizione e la sua presenza costante erano diventate un simbolo della sua ineguagliabile professionalità e del suo profondo amore per l’arte della moda.

A comunicare al mondo la notizia della scomparsa di Giorgio Armani, il Re della moda, come veniva chiamato, uno scarno comunicato stampa: “il Signor Armani si è spento nella giornata di oggi serenamente, circondato dai suoi cari”. Infatti, gli era vicino la famiglia e Leo Dell’Orco, suo compagno negli ultimi vent’anni.

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Il Signor Armani

Una notizia che ha colto tutti di sorpresa, un fulmine a ciel sereno che nessuno si aspettava. Solo pochi giorni fa, infatti, era giunta la comunicazione del suo inaspettato acquisto della storica Capannina di Forte dei Marmi. Un gesto che lui stesso aveva definito “Un ritorno alle origini, un gesto affettivo”, più che un mero investimento finanziario, volto a salvare il locale dove, nell’estate del lontano 1966, aveva incrociato per la prima volta lo sguardo di Sergio Galeotti, il suo compagno di vita e di lavoro, l’altra metà di un’esistenza dedicata alla moda e alla creazione.

Giorgio Armani, fondatore e instancabile motore di una delle aziende italiane più conosciute e amate del mondo, la famiglia e i suoi collaboratori. “Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire“.

50 anni della Maison

Attivo fino all’ultimo respiro, la sua dedizione al lavoro e alla sua Maison non è mai venuta meno. Proprio pochi giorni prima della triste notizia, aveva voluto supervisionare personalmente, con la meticolosità e la precisione che lo hanno sempre contraddistinto, gli abiti dell’attesissima collezione che avrebbe celebrato i 50 anni della Maison.

Una collezione destinata a sfilare domenica 28 settembre, in una cornice d’eccezione: il suggestivo cortile della Pinacoteca di Brera, a Milano, un luogo simbolo di arte e cultura, perfettamente in linea con l’eleganza e la raffinatezza che hanno sempre caratterizzato il suo impero. Questo gesto finale testimonia la sua passione inesauribile e il suo amore incondizionato per il mondo della moda, a cui ha dedicato un’intera vita, lasciando un’eredità indelebile.

Messaggi di cordoglio stanno inondando il web, testimoniando l’immenso impatto che Giorgio Armani ha avuto sul mondo della moda e non solo. Sui social media, celebrità e istituzioni esprimono il loro dolore e la loro ammirazione per il “Re Giorgio”. Nel suo profilo Instagram, la supermodella Cindy Crawford pubblica una sua foto con Armani, accompagnata dalla didascalia commossa: “Mi ha spezzato il cuore sentire della scomparsa di una leggenda”. La sua dichiarazione riflette il sentimento di molti nel settore, che vedevano in Armani non solo un designer, ma un vero e proprio mentore e un’icona.

Sullo stesso social, Donatella Versace, un’altra figura di spicco nel panorama della moda italiana, scrive: “Il mondo ha perso un gigante oggi. Ha fatto la storia e sarà ricordato per sempre”. Le parole della stilista sottolineano l’eredità indelebile che Armani lascia, un’eredità fatta di innovazione, rigore e una visione unica che ha ridefinito l’eleganza.

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Anche la Galleria degli uffizi ricorda Re Giorgio

Un omaggio particolarmente toccante arriva dalla pagina della Galleria degli Uffizi, a corredo della foto di un sontuoso abito da sera della collezione Privée. Il messaggio riportato è profondo e significativo: “La moda è arte quando è pensiero, eleganza, rigore. Niente di più vero se pensiamo al re della moda: Giorgio Armani. È stato un sovrano illuminato, globale, che, grazie ad uno stile inimitabile ed alla sua classe assoluta, ha reso la donna più protagonista e l’uomo più consapevole. Ciao, Re Giorgio: con la tua scomparsa si chiude un’epoca di stile e di gusto”.

Questo tributo dagli Uffizi non solo eleva la moda al rango di arte, ma riconosce ad Armani il merito di averla plasmata con intelletto e disciplina. La descrizione di un “sovrano illuminato, globale” cattura perfettamente la sua statura internazionale e la sua capacità di influenzare il gusto e le tendenze a livello mondiale. L’enfasi sul suo stile inimitabile e sulla sua “classe assoluta” evidenzia come Armani non abbia semplicemente vestito i corpi, ma abbia plasmato l’identità e la consapevolezza di uomini e donne, rendendoli più sicuri e raffinati.

Con scomparsa di Giorgio Armani si chiude un’epoca di stile e di gusto

La frase conclusiva, “con la tua scomparsa si chiude un’epoca di stile e di gusto”, racchiude l’idea che la sua dipartita non sia solo la perdita di un individuo, ma la fine di un’era caratterizzata dalla sua visione estetica distintiva. Armani ha rappresentato un punto di riferimento, un faro di eleganza sobria e potente che ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura e nell’immaginario collettivo.

La sua eredità continuerà a vivere attraverso le sue creazioni, la sua filosofia e l’influenza che ha esercitato su generazioni di designer e appassionati di moda. “Uno degli imperatori della moda italiana. Addio Giorgio Armani, non sarai dimenticato” sono le parole di Anne Hathaway. Russel CroweArmani ha dato un contributo profondo alla moda, al design e alla cultura popolare. La sua energia, la sua visione e la sua raffinatezza hanno lasciato un segno riconosciuto in tutto il mondo”.

Il presidente Camera Nazionale della Moda Italiana ha trasmesso una nota ufficiale che recita “Giorgio Armani ha plasmato la moda contemporanea ridefinendo i confini e creando un concetto di lifestyle riconosciuto e ammirato in tutto il mondo, affermando anche il Made in Italy come sinonimo di eccellenza. Tra i fondatori della Milano Fashion Week, ha contribuito con visione e generosità alla crescita del sistema della moda e dei suoi valori, con profonda attenzione e partecipazione ai grandi accadimenti della contemporaneità e le urgenti questioni sociali. Ha sostenuto i giovani designer, le manifestazioni culturali nella città di Milano e nel mondo, la commistione tra le espressioni artistiche. La sua storia rappresenta una fonte di ispirazione per tutti noi

Una foto d'archivio di Armani con un delle sue modelle. Pois, pailletes e ricami: un abito, quello al centro della scena, che riflette alcuni degli stilemi su cui ha riflettuto di più durante la sua carriera
Giorgio Armani con un delle sue modelle – credit Armani

Dalla Rinascente, a tutto il mondo

Nato a Piacenza l’11 luglio del 1934 Giorgio Armani arriva a Milano dopo la Guerra e nel 1957, al termine del servizio militare, inizia a lavorare in Rinascente come assistente vetrinista per poi essere promosso al reparto acquisti. Il suo estro e la sua creatività non passano inosservati tanto che, nel 1964, Nino Cerruti gli chiede di collaborare alla creazione della nuova linea del brand Hitman: il primo passo nella carriera di stilista.

Dopo aver progettato, nel 1974, la prima collezione a suo nome, Armani e Galeotti fondarono la Giorgio Armani S.p.A nel 1975, dando vita a un team formidabile e a un’etichetta di prêt-à-porter uomo e donna che ha segnato la storia della moda e del costume internazionale.

Precursore come nessun altro, negli anni ’80 sigla una serie di licenze redditizie con il Gruppo Finanziario Tessile (GFT), dando vita alla linea Giorgio Armani ed Emporio Armani, ma anche in altre categorie merceologiche come il beauty e le fragranze con L’Oréal. Stilista-imprenditore, come amava definirsi, firmò collezioni di arredi, accessori e tessili per la casa; progettò alberghi, grattacieli e barche; creò ristoranti, spazi culturali e una sua casa di produzione cinematografica.

L’impronta indelebile di Re Giorgio Armani

Il cinema è stato da sempre una sua passione, “Notorious” di Alfred Hitchcock era uno dei suoi film preferiti, tanto da spingerlo a vestire le star dello star system mondiale, tra cui Julia Roberts, Sophia Loren, Robert De Niro, Cate Blanchett, Tom Cruise, Glenn Close, George Clooney, Tina Turner e Jodie Foster, per citarne alcuni, dentro e fuori dal set. Indimenticabile pietra miliare della storia della filmografia è la scena in cui Richard Gere in American Gigolò si prepara a uscire di casa scegliendo il suo outfit fra gli innumerevoli Giorgio Armani presenti nel suo armadio.

Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano.

Giorgio Armani lascia un’impronta indelebile, non solo nel mondo dell’alta moda, ma anche nella cultura e nell’immaginario collettivo, elevando lo stile italiano a un sinonimo di eleganza e raffinatezza in tutto il mondo. La sua visione, basata su linee pulite, tessuti pregiati e una palette di colori sofisticata, ha ridefinito il concetto di lusso, rendendolo accessibile e allo stesso tempo esclusivo. La sua eredità vivrà attraverso le sue creazioni, il suo marchio e l’ispirazione che ha fornito a innumerevoli stilisti e amanti della moda. Il mondo piange la perdita di un gigante, ma celebra la vita e l’opera di un uomo che ha vestito il mondo con grazia e innovazione.

Una delle ultime apparizioni pubbliche dello stilista all'inaugurazione della mostra dedicata ai 20 anni della sua linea Privé
Giorgio Armani all’inaugurazione della mostra dedicata ai 20 anni della linea Armani Privé

Giorgio Armani: cinquant’anni di storia italiana

La Giorgio Armani è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire.

“In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore.” 

Stile inconfondibile ed eleganza senza tempo

La donna di Armani, al suo esordio, ha rotto ogni convenzione e si è presentata al mondo intero rivoluzionando tutto quello che era stato fino ad allora. Infatti, è una donna contemporanea, vive nel suo tempo, lavora e si destreggia fra i mille impegni della giornata. Così ha bisogno di abiti che la facciano sentire a suo agio in qualsiasi frangente. Indossa giacche dal taglio maschile ma dalla vestibilità fluida che accompagna con pantaloni e ballerine.

Vorrei che le donne – ha detto più volte – indossassero giacche come gli uomini senza perdere nulla del loro fascino femminile“. Anche i colori sono passe partout. Ha inventato il “greige” per descrivere la sua tavolozza di colori di sfumature tenui di grigi, tortora e beige.

Con la stessa filosofia aveva alleggerito i pantaloni e destrutturato le giacche degli uomini. A raccogliere la sua eredità stilistica sono la nipote Silvana Armani e il compagno Leo Dell’Orco che lo avevano accompagnato in passerella a chiusura delle ultime sfilate.

La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Per espressa volontà del signor Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata.

Autori

  • Francesco Bruno Fadda

    Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

  • Alessandra Iannello

    I siciliani si dividono fra siciliani di terra e siciliani di mare. Quelli di terra rimangono nell’Isola, quelli di mare viaggiano in giro per il mondo ma tornano sempre a casa. Io sono una siciliana di mare e le passioni conducono la mia vita. Ho fatto dell’amore per la scrittura la mia professione e per questo sono diventata giornalista. Racconto storie di vita, di territori, di viaggi e cibi attraverso la lente delle mie esperienze e del mio sentire. Esploro il territorio insieme alle persone che mi raccontano le loro emozioni e il loro saper fare, un sapere millenario frutto dell’unione di tradizioni e di tecnologie moderne.

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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