“Tutti i posti sono già stati visti. Ma non da te”. Se è vero quanto scrive Italo Calvino lo è ancor di più per i registi italiani e internazionali che hanno visto e scoperto luoghi del Belpaese non affetti – o meno del solito – dal fenomeno dell’overtourism.
C’è un’Italia che si svela tra le inquadrature di un film e dalla mente sapiente di alcuni che, dietro la macchina da presa, tra un ciak e un altro, non visitano soltanto alcuni dei posti incantati nostrani ma li attraversano. L’invito è a viaggiare tra le pellicole, scegliendo magari la location più adatta per le vacanze estive.
Il Postino (1994)
A primeggiare non può che essere Il Postino, film diretto da Michael Radford e interpretato e sceneggiato da Massimo Troisi. L’attore scomparso prematuramente poche ore dopo la fine delle riprese, lasciando Napoli e l’Italia intera orfani di uno dei più grandi attori e registi del cinema nazionale. Troisi prima di morire però, volle lascire in eredità questa perla di poesia e tenerezza.
La pellicola è ambientata a Procida, ma diverse scene hanno come sfondo bellissimi paesaggi di Salina nelle isole Eolie, come Pollara di Salina e l’isola di Pantelleria. Quest’ultima perché grazie ai suoi paesaggi incontaminati sembrava di essere proprio negli anni Cinquanta, quando il protagonista percorre in bicicletta una strada assolata.

La Spiaggia del Pozzo Vecchio, dal film “La spiaggia del Postino”
L’indimenticabile Mario Ruoppolo, con il volto di Troisi, diventa il postino personale del poeta cileno Pablo Neruda, in esilio sull’isola del golfo partenopeo. In primo piano spicca l’amicizia che nasce tra lo scrittore, interpretato da Philippe Noiret, e colui che si innamora di Beatrice – una giovanissima Maria Grazia Cucinotta -, locandiera di un bar frequentato da pescatori. Tra i luoghi che ancora oggi vengono visitati da chi è rimasto affascinato dalla pellicola del 1994 c’è la Spiaggia del Pozzo Vecchio. Oggi si chiama spiaggia del postino: una striscia di sabbia a forma di ferro di cavallo la cui sabbia è scura perché di origine vulcanica. Qui Mario conquista Beatrice con questi versi:
“Il tuo sorriso si espande come una farfalla sul tuo volto; il tuo riso è come una rosa, una lancia che si sfila, un’acqua che prorompe; il tuo riso è un’onda d’argento repentina”.
Dalla veranda di Pablo Neruda si scorge il paesaggio dell’arcipelago delle isole Eolie. A Salina in particolare è stata scelta come location la spiaggia di Pollara, ribattezzata anche questa come spiaggia del postino, dove nasce l’amicizia tra il poeta e Mario.
Mine Vaganti (2010)
Un’altra pellicola dove il cinema e i paesaggi si intrecciano con il sole è senza dubbio Mine vaganti di Ferzan Özpetek. Tommaso, il protagonista interpretato da Riccardo Scamarcio, torna a Lecce da Roma dalla famiglia per fare coming out.
Gli interni della casa nel Salento sono quelli della costruzione neoclassica di Villa Materdomini nei dintorni del capoluogo pugliese, precisamente ad Arnesano. La dimora è completamente vuota ma per il film è stata appositamente arredata dagli scenografi. Gli esterni appartengono a Palazzo Marulli-Famularo in Via Paladini, nel centro storico di Lecce e alla sua terrazza con giardino pensile. Nella stessa strada vive Alba – Nicole Grimaudo – in un’ala disabitata della residenza aristocratica di Palazzo Tamborino-Cezzi.

Le pietre gialle e la luce che ti toglie il respiro
Rimanendo nella città fulcro del Salento possiamo scorgere Piazzetta Carducci in cui Tommaso e suo fratello Antonio vivono una discussione rivelatrice. Su Corso Vittorio Emanuele invece la madre Stefania, interpretata da una Lunetta Savino in stato di grazia, e zia Luciana, una altrettanto splendida Elena Sofia Ricci, passeggiano cercando di dissimulare i loro problemi. Quando giungono da Roma anche gli amici di Tommaso il finto equilibrio familiare rischia di saltare. I ragazzi trascorrono una giornata nel selvaggio e naturalistico scenario di Punta della Suina sulla litoranea di Gallipoli.
Alla fine del film il corteo funebre realizza l’ultimo desiderio della nonna – Ilaria Occhini – di camminare ancora una volta su quelle strade dove da giovane scorgeva “le pietre gialle e la luce che ti toglie il respiro”. Durante questa commovente scena si riconoscono il monumento barocco di Palazzo dei Celestini e la Basilica di Santa Croce.
Benvenuti al Sud (2010)
Remake italiano di Giù al Nord – Bienvenue chez les Ch’tis – del 2008 il film di Luca Miniero gioca sui contrasti, le differenze e i pregiudizi tra Nord e Sud. Alberto – Claudio Bisio – vive a Usmate Velate in Brianza dove fa il direttore delle Poste. Il desiderio sarebbe quello di trasferirsi a Milano ma, dopo aver ingannato tutti per realizzare il suo sogno, la destinazione forzata, con lo stesso ruolo, a Castellabate in provincia di Salerno, nel profondo Sud.
La paura di andare in una terra dominata dalla camorra e dal caldo e colma di rifiuti lo tormenta, ma ben presto però dovrà ricredersi. Infatti nel piccolo paesino troverà persone ospitali pronte ad accoglierlo e lo scenario non sarà come quello che aveva previsto. Infatti spesso tornerà in tempo dal Nord per godersi gli spettacoli del tramonto Cilentano.
La sede delle Poste, in realtà un bar, sorge in Piazza 10 ottobre 1123, nel centro medievale. Mattia, il personaggio di Alessandro Siani, insieme ad Alberto si ritroveranno, dopo le consegne in motorino della posta agli abitanti del posto e dopo numerosi caffè e bicchierini di limoncello, al Porto Turistico nella frazione di San Marco. Nel Belvedere di San Costabile è ambientata la scena del concerto della banda del paese: si trova nella panoramica piazzetta a picco sul mare di fronte al Castello dell’Abate, da cui il nome Castellabate.

The Bear: i ristoranti possono aiutarci a capire la vita?
Con la potenza di un film, ma i tempi di un serial, questo titolo amatissimo è ricco di filosofiai ed emozioni. di Valentina Ariete
Un luogo romantico: Marina Piccola a Santa Maria di Castellabate
Nel film Mattia porta Alberto a pescare nel tratto denominato Mare del Pozzillo tra San Marco e Santa Maria di Castellabate. La stazione dei treni che accoglie Silvia, la moglie di Alberto interpretata da Angela Maria Finocchiaro, è quella di Capranica-Sutri in provincia di Viterbo. Il finto rapimento è organizzato alla Torretta, masseria del ‘600 nella base militare di Persano e alle porte di San Marco di Castellabate. La festa del paese infine, dove Alberto chiarisce con Silvia e Mattia si dichiara finalmente a Maria – Valentina Lodovini -, ha luogo nella Marina Piccola a Santa Maria di Castellabate.
Quando Alberto e famiglia dovranno andar via con il trasferimento a Milano (non più tanto desiderato) capirà che: “Quando un forestiero viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte”.
La Pazza Gioia (2016)
Una commedia drammatica che mescola ironia, fragilità, bisogno di libertà e riscatto. Di Paolo Virzì vede come protagoniste Beatrice – Valeria Tedeschi – e Donatella – Micaela Ramazzotti -. Le due, diverse per estrazione sociale, carattere e trauma vissuto si incontrano in una comunità psichiatrica a Villa Biondi nei pressi di Pistoia. Ma che in realtà è una villa liberty sulla via Tiberina.
Dopo una rocambolesca fuga le protagoniste si ritrovano in un hotel di lusso di Montecatini Terme che in realtà è un ristorante alle Terme Tettuccio: scappano poi su Viale Verdi. Arrivano dove sono iniziati i problemi di Donatella, nella discoteca Seven Apples sul lungomare di Marina di Pietrasanta in provincia di Lucca. Quando le due protagoniste, per un momento, si separano Donatella viene ricoverata ancora. Beatrice invece approda nella lussuosa villa dell’ex marito: una villa privata ad Ansedonia, frazione di Orbetello.
Al rincontro partono per raggiungere la famiglia di Beatrice a Villa Mansi di Segromigno in Monte a Capannori. Percorrendo il bellissimo panorama della Versilia. Le due donne si confidano su un muretto del lungomare di Viareggio. Luogo molto presente nelle ambientazioni con piazza Mazzini, piazza Puccini, la pineta, l’ospedale e l’incantevole spiaggia della toccante scena finale del bagno a mare.

Luoghi da film, in viaggio con il cuore
Queste gemme del cinema italiano ci ricordano che la bellezza non è solo un’immagine su schermo. Ma un invito a esplorare, con occhi nuovi e animo rispettoso, i luoghi che hanno ispirato storie indimenticabili. Camminare sulle spiagge di Procida, perdersi nei vicoli di Lecce, ammirare i tramonti del Cilento o riscoprire la Versilia di Virzì. Un viaggio non solo per rivivere le emozioni dei film, ma anche contribuire a preservare l’incanto autentico di un’Italia che continua a emozionare.
Che sia un sorriso che si espande come una farfalla o una luce che toglie il respiro, ogni angolo di queste terre ci aspetta per raccontare la sua storia. A patto di ascoltarla con il cuore e di viverla con delicatezza.
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