In sala dal 25 giugno, F1 – Il Film sta facendo registrare incassi da record in tutto il mondo, sebbene non ci fossero troppi dubbi in merito. Dopo una campagna promozionale a dir poco eclatante, la pellicola firmata da Joseph Kosinski ha superato ogni più rosea aspettativa. Rivelandosi, nei fatti, uno dei migliori blockbuster di sempre.
Chi non ha mai desiderato provare l’ebbrezza di pilotare una macchina da Formula 1 mente. E non è solo questione di adrenalina, velocità o senso di onnipotenza. Si tratta piuttosto di un richiamo quasi atavico verso una libertà e una pace che vanno oltre i confini imposti dalla natura umana. Lo spiega bene il personaggio di Sonny Hayes (perfettamente reso da Brad Pitt), alla costante ricerca di un preciso istante di silenzio assoluto in cui, nel mezzo di una corsa, nessuno può toccarlo. “In quel momento io volo”. Così si spiega alla direttrice tecnica della sua scuderia, Kate McKenna (Kerry Condon), quando quest’ultima gli chiede cosa lo spinga a continuare a rischiare la vita dietro a un volante.

F1 Il Film, 155 minuti di puro spettacolo
F1 Il Film porta il suo pubblico a vivere una serie, pressoché infinita, di attimi simili. 155 minuti di puro spettacolo, durante il quale non viene concesso spazio a distrazioni, noia, malesseri. Tutto è incanalato in un’unica direzione, quella dell’intrattenimento. Non a caso, dietro al progetto spuntano i nomi di alcuni dei più grandi nell’ambiente. In cabina di regia, Kosinski è reduce dal successo stratosferico di Top Gun: Maverick. Tra i produttori, invece, Jerry Bruckheimer è una sorta di guru in ambito blockbuster. L’accoppiata è più che vincente, forte di anni di esperienza e di una passione sconfinata per un certo tipo di cinema e di narrazione.
Se a livello visivo e sonoro la pellicola – girata in IMAX – ha la facoltà di calamitare l’attenzione in maniera univoca e totalizzante, buona parte della sua riuscita la si deve a una scrittura composita, brillante e per nulla pretenziosa (a cura di Ehren Kruger). Giocando abilmente con le carte a disposizione, a partire dall’incredibile parterre attoriale sino ad arrivare a una colonna sonora che da sola vale il prezzo del biglietto, F1 Il Film solletica i sensi e stimola un’ampia gamma di emozioni.

La parabola di Sonny Hayes
La storia di Sonny Hayes, noto come “la più grande promessa mai realizzata” nel campo della Formula 1, racchiude in sé una parabola tanto semplice quanto universale. Dopo aver toccato la cima ed essere piombato improvvisamente agli inferi, il protagonista riceve una seconda occasione. Quando una vecchia conoscenza (con il volto e il fascino di Javier Bardem) gli offre la possibilità di tornare in pista per affiancare e guidare il più inesperto Joshua Pierce (il promettente Damson Idris), Sonny accetta. Ma non senza perplessità. Messi a confronto, i due piloti sembrano somigliarsi più di quanto vorrebbero. Talento, competenze e un pizzico di (in)sana follia li portano a sfidare i limiti ogni volta che entrano nelle rispettive monoposto.
Che si tratti della voglia di rivincita, dell’amore per la velocità o della ricerca di un’identità che appare strettamente connessa con la propria professione, il racconto parla di vita. E del significato profondo del fare squadra. Sebbene possa disorientare, la Formula 1 è uno sport collettivo, come molti altri. E la pellicola ci tiene a sottolineare questo aspetto, sin nei minimi dettagli. Condotto nei leggendari backstage, tra box e paddock, il pubblico si diletta nello scoprire così un universo e i suoi meandri, consapevole di trovarsi in un tempio sacro e spesso inavvicinabile, popolato da esseri umani fallibili ma pieni di sogni e speranze.

Automobili e Settima Arte, solo per buoni intenditori
Sogni e speranze sono il cuore di alcuni altri titoli ambientati nel mondo dell’automobilismo, imperdibili per chi è appassionato di cinema e motori. Dagli anni Sessanta a oggi, in tanti si sono cimentati nell’impresa di rendere giustizia a quelle emozioni e a chi ne è stato protagonista anche nella realtà. Diretto da John Frankenheimer, Grand Prix (1966) vanta riprese effettuate direttamente da camere installate sulle monoposto, oltre alla presenza di veri piloti di F1, come Phil Hill e Juan Manuel Fangio. James Garner interpreta Pete Aron, alle prese con un cruciale cambio di scuderia, a seguito di un incidente sul circuito di Montecarlo, che lo porterà a vincere il Campionato Mondiale.
Di altra caratura ma altrettanto interessante, Giorni di tuono (1990) di Tony Scott presenta un Tom Cruise versione pilota di NASCAR. Talentuoso e spericolato, Cole Trickle gareggia e trionfa sul celebre circuito di Daytona, dopo aver trovato l’amore nella dottoressa Lewicki (Nicole Kidman). Proprio su questo set l’attrice e Cruise si conoscono.
Da Rush a Le Mans 66: i titoli più recenti
Nel circuito della Formula 1 ha invece luogo Rush (2013) di Ron Howard, con Chris Hemsworth e Daniel Brühl, interpreti rispettivamente di James Hunt e Niki Lauda. La storica rivalità tra i due campioni, nel corso degli anni Settanta, viene portata in scena al massimo della veridicità e delle emozioni.

1000 Miglia 2025: un viaggio unico e senza tempo
Storia, emozioni e promozione del territorio: la leggenda della 1000 Miglia continua. Vesco e Salvinelli vincono per sesta volta consecutiva. di Francesco Bruno Fadda
Dall’Italia arriva l’apprezzato Veloce come il vento (2016) di Matteo Rovere. Esordio sul grande schermo di Matilda De Angelis, nei panni della pilota diciassettenne Giulia De Martino, resta negli annali della storia del cinema. Il film è liberamente ispirato alla figura di Carlo Capone, campione di rally.
Alle vicende della scuderia Ford, durante la 24 ore del 1966, si rifà James Mangold con Le Mans 66 – La grande sfida. Matt Damon e Christian Bale ne sono i protagonisti, affiancati da Remo Girone che presta il volto a Enzo Ferrari. La pellicola sulle automobili ( e il senso della vita) si aggiudica due premi Oscar (montaggio e montaggio sonoro).
Un ultimissimo accenno a due titoli di genere diverso ma sempre in tema. Ovvero il film d’animazione targato Pixar, Cars – Motori ruggenti (2006) e l’adattamento della serie di videogame, Need for Speed (2014).
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