Dalle rivelazioni shock di Fabrizio Corona sulle presunte estorsioni e violenze sessuali ai danni dei concorrenti del Grande Fratello VIP, fino alla querela di Alfonso Signorini: cronaca di uno scandalo che rischia di far implodere il “Sistema”.
Lunedì 15 dicembre all’interno del suo seguitissimo programma Falsissimo, l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona ha dato voce a una serie di rivelazioni shock legate a presunti atteggiamenti avuti e perpetrati – si parla addirittura di centinaia di casi – dal direttore editoriale di Chi – nonché conduttore dal 2020 del Grande Fratello VIP Alfonso Signorini – ai danni di concorrenti maschili del suddetto programma.
Le rivelazioni di Corona, supportate da evidenze di foto, messaggi intercorsi tra le parti e alcune testimonianze live, hanno scatenato un terremoto social(e) e mediatico. Clamore legato a doppio filo al detto/non detto su favoritismi e ricatti a sfondo economico e/o sessuale che tengono banco da anni in Italia come in America e altrove. Tanto che è impossibile non vedere il fil rouge diretto con le ultime cronache a stelle e strisce e le ultime rivelazioni sui file del caso Jeffrey Epstein, lo scandalo sessuale più eclatante della storia.

Un sistema dunque, quello denunciato, perpetrato con modalità democraticamente simili nelle varie declinazioni di genere. Anche perché, secondo Corona, il cosiddetto “Sistema Signorini” descritto nella puntata intitolata allusivamente “Il prezzo del successo”, non rappresenterebbe un caso isolato, bensì un modus operandi. Uno stile di azione che nelle reti televisive, e a macchia d’olio nell’intero settore spettacolo, baratta promesse di popolarità con espliciti favori di varia natura. Corona infatti allude a un complesso operativo che vedrebbe interessati anche altri volti celebri del piccolo schermo, riconducibile a una scacchiera del potere di nomi da copertina.
Corona VS Signorini: volano querele
Uno dei punti di interesse è che la bomba lanciata dal ranger dei paparazzi ha raggiunto la cifra sbalorditiva di circa dieci milioni di visualizzazioni in pochi giorni. Numeri impressionanti che il format firmato da Corona è riuscito a toccare nell’ultima puntata grazie alla portata mediatica degli scoop e al loro potere distruttivo. E mentre Mediaset ha scelto per ora in solido la via del silenzio, non rilasciando alcuna dichiarazione in merito alle presunte accuse, Alfonso Signorini ha adottato lo strumento del contrattacco legale con una querela per revenge porn ai danni dello stesso Fabrizio Corona. Secondo il conduttore i video diffusi da Corona includono contenuti esplicitamente sessuali e avrebbero dunque infranto il reato in questione. Un reato invero serio e purtroppo molto diffuso in quest’epoca digitale in cui immagini e filmati possono fare il giro del mondo in pochi istanti e senza limitazioni di sorta.

Si sta profilando un MeToo italiano?
Nell’affaire Corona vs Signorini, l’opinione pubblica, come di consueto, si è schierata tra colpevolisti e innocentisti. Il tutto in attesa dell’evolversi di uno scenario che nella seconda puntata di Falsissimo – andata in onda lunedì 22 dicembre – ora ha nuovi protagonisti. L’episodio ha infatti ospitato le dichiarazioni del cosiddetto caso zero: il modello e tiktoter napoletano Antonio Medugno. Il noto influencer che solo qualche tempo fa aveva dichiarato di “non essere mai sceso a compromessi”, ospite da Falsissimo ha invece rilanciato nei confronti di Signorini accuse di “tentata estorsione e violenza sessuale”. E proprio la sera della vigilia di Natale lo stesso Medugno ha ufficialmente depositato in tribunale una querela ufficiale contro Alfonso Signorini.
Il ragazzo, all’epoca dei fatti poco più che ventenne, sarebbe stato insistentemente incalzato da Signorini con la precisa finalità di un approccio fisico. E, pare, con la promessa di un ingresso sicuro nella casa più spiata d’Italia. Un format che, in oltre venti anni di presenza ininterrotta e con i suoi fisiologici alti e bassi, è servito da trampolino di lancio per volti ai primi passi o mezzo di rilancio per vip in fase calante. Nell’ultima manciata di anni, effettivamente, il Grande Fratello ha imboccato una deriva trash che ora sembra d’un tratto materializzarsi anche nel comparto produttivo e selettivo, con il profilarsi di un Me too tutto italiano. Sistema subdolo che affianca il tema dell’abuso di potere, e di favoreggiamento, alla questione sempre troppo attuale di una meritocrazia sopraffatta e scalzata in virtù di affinità famigliari, amicali o relazionali.

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Corona vs Signorini, un sistema con troppi segreti?
Dunque lo scoop sbandierato dall’antieroe del giornalismo Fabrizio Corona sembrerebbe indicare le ombre di un meccanismo che appare tutt’altro che trasparente e recente, ma molto opaco e ben radicato nel tempo. E che scoperchia audacemente il vaso di Pandora di un mondo dello spettacolo che incarna, ad ampio raggio, anche le falle dell’intero sistema lavoro italiano.
E se le conseguenze di questo nuovo scandalo sono ancora tutte da venire, anche i motivi che hanno spinto Corona a un colpaccio del genere sono per buona parte da chiarire. Un’esclusiva che potrebbe in ultimo anche rivelarsi un boomerang, tanto è vero che nelle ultime 24 ore Signorini avrebbe ulteriormente rilanciato il “guanto di sfida” con ulteriori scottanti informazioni tramite il suo legale Andrea Righi: “Apprendo da notizie di stampa che Corona nel corso dell’interrogatorio pare abbia riferito di avere un’agenzia che, dietro il pagamento di 50 o 100 mila euro si occupa di ‘procurare la possibilità di entrare al GF“: non commento, lascio a voi le conclusioni”, ha concluso il legale.
Un sistema in cui Corona si è in realtà formato e cibato
Resta il fatto che Fabrizio Corona con le due puntate dedicate allo scoop ha massimizzato follower e proventi del suo Falsissimo toccando numeri a dir poco incredibili. Inoltre, dietro alla sua scelta potrebbero operare le ragioni di una vendetta covata nel tempo, una sorta di contrattacco verso un sistema in cui Corona si è in realtà formato e cibato, e di cui è stato a sua volta protagonista nel bene, e nel male.
Ma il fine di Corona potrebbe essere anche più alto. I suoi obiettivi potrebbero trascendere un attacco personale a Signorini e coinvolgere invece l’intera rete Mediaset, i Berlusconi e i loro tanti segreti. Potrebbero addirittura abbracciare i coinvolgimenti della famiglia in ambiti imprenditoriali e politici. E Alfonso Signorini, in quanto vestale de facto dei segreti di famiglia, potrebbe essere l’obiettivo ultimo per mandare in frantumi un vaso di Pandora in grado di deflagrare un intero sistema economico e produttivo legato a televisioni, editoria e mondo dello spettacolo tout court.
Decenni di servilismo applicati ai media e transitati per le passioni, perversioni e i letti di tanti, forse troppi volti noti che hanno fatto la storia dello spettacolo e della TV negli ultimi venti anni almeno. Realtà peraltro a suo tempo evidenziate con occhio critico anche dal nostro cinema italiano autoriale che nei nomi di Sorrentino e Garrone e grazie a titoli come La grande bellezza, Loro (1 e 2), e Reality ha posto l’accento proprio sulla decadenza di un cupo sistema che include immagine e potere.
Il “Sistema Corona” e il confine labile tra diritto di cronaca e pubblico ludibrio
Eppure, ancora una volta a emergere di peso è quel “Sistema Corona” in grado di mandare alla gogna mediatica i personaggi di volta in volta finiti nell’occhio del suo mirino. Non più tardi di questa estate alcuni controversi contenuti riguardanti la vita privata del noto attore Raoul Bova, resi noti dallo stesso Corona, facevano il giro del mondo riducendo l’attore romano a sadici meme, e condannandolo a una imponente shitstorm mediatica.
La medesima cosa sta accadendo ora con i ragazzi che vengono indicati come “vittime” del sistema Signorini. Materiali hot collegati ai loro nomi sono andati virali e i protagonisti sono stati già mediaticamente massacrati. Pierpaolo Petrelli, uno dei primi nomi a essere menzionati, travolto dal caso ha dovuto ridurre attività sociali e lavorative natalizie. E il medesimo destino ha avvolto anche l’altro protagonista più esposto Antonio Medugno. Ovviamente, anche Signorini, pur circondato da tante dimostrazioni di solidarietà a partire dall’azienda che per il momento pare schierata a sua difesa, è ora al centro di un tritacarne che lo addita come orco quasi senza possibilità di appello.

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I numeri del successo della gogna mediatica
Ma la gogna mediatica è ciò che al meglio serve la frustrazione del pubblico pagante. Così come un tempo si pagava l’ingresso nelle arene per vedere i gladiatori sbranati dalle fiere, così ora paghiamo il nostro pass al digitale per placare e sedare la nostra pruriginosa sete di spettacolo. E il pubblico ludibrio è, ancora oggi, ciò che attrae e soddisfa al meglio una massa indifferente in cerca di catarsi.
Senza doversi sporcare le mani e restando comodamente adagiati sul divano di casa, l’idea di trovare un bersaglio o un colpevole su cui sfogare odio e frustrazioni sembra essere il sistema che vende di più, e sempre meglio. Ecco perché, tra accuse più o meno fondate e bersagli trascinati loro malgrado sotto la luce di proscenio, i numeri di Corona oggi volano. E nel sistema Corona, nel labile confine tra dovere di cronaca e pubblico scherno, anche le potenziali vittime aumentano. Così come aumenta il potere delle storie raccontate e della visibilità a loro concessa.
Da artefici o fruitori la scorciatoia sembra essere sempre la via prediletta
Vince dunque un sistema che porta alla luce le magagne di un mondo sempre troppo fallace e corrotto. Oppure l’interesse del singolo capace di vendere a caro prezzo i biglietti di un deprimente show in cui va in scena l’umiliante e rassicurante disfatta del prossimo? Le risposte a queste domande trovano spazio nell’impoverimento dei contenuti, della capacità critica, e nella calante voglia di impegno trasversale della nostra società. Da artefici o fruitori la scorciatoia sembra essere sempre la via prediletta, e il gioco al massacro lo sport preferito nel tempo libero. Adesso che il vaso di vecchie verità spacciate per nuovi scandali è aperto si apre ufficialmente una moderna caccia alle streghe. In attesa che anche la giustizia faccia il suo corso.
Nel frattempo anche il Codacons ha annunciato un esposto al fine di far chiarezza sulla questione casting Grande Fratello ed Endemol Shine Italy, produttore del GF, ha dichiarato di aver avviato delle indagini interne. Sviluppi abbastanza scontati e doverosi. Ciò che non stupisce, però, è che tutti i maggiori attori e partecipanti di questa vicenda sembrino far capo a un oscurantismo culturale e sociale sempre più galoppante.
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