C’è un profumo che sa di domeniche assolate, di pomeriggi al mare, di risate spensierate e di quel dolce far niente che solo l’estate italiana sa regalare. È il profumo intenso e avvolgente del caffè, racchiuso in un piccolo scrigno di plastica marrone, diventato, anno dopo anno, un simbolo intramontabile della nostra cultura gastronomica e affettiva: la Coppa del Nonno. Non solo un gelato. Ma un frammento di memoria collettiva, un passepartout per l’infanzia di intere generazioni, un punto fermo in un mondo che cambia a velocità vertiginosa.
Per gli italiani, la Coppa del Nonno è il gusto dell’attesa sotto l’ombrellone, la ricompensa dopo un tuffo rinfrescante, la coccola finale di un pasto in famiglia, il compagno silenzioso delle chiacchierate serali sul balcone. È il nonno che te la porge con un sorriso, la zia che te la concede come premio, l’amico con cui la condividi. È il sapore della tradizione che si rinnova. Un filo sottile ma resistente che lega il 1955 a oggi, settant’anni di un amore che non conosce rughe.

Dal 1955, l’aroma dell’estate
La storia di questo piccolo prodigio inizia proprio nel 1955. Motta, un nome già all’epoca sinonimo di dolci e innovazione, decide di registrare il marchio “Coppa del Nonno”. L’idea è semplice quanto geniale: creare un gelato al caffè che sia subito pronto, cremoso e con quel gusto autentico e rotondo che solo una sapiente infusione di chicchi di caffè può donare.
Non ci volle molto perché diventasse un successo travolgente. La sua forma iconica, la sua praticità e, soprattutto, quel sapore inconfondibile, la resero presto il gelato al caffè per eccellenza nelle case e nei bar italiani. Le estati si riempirono del suo aroma, le spiagge delle sue coppette, e il suo nome divenne sinonimo di un momento di puro piacere.
Nel corso dei decenni, la Coppa del Nonno ha visto passare mode e tendenze. Ha assistito ai cambiamenti sociali, ai mutamenti dei gusti e degli stili di vita. Dalla vivace Italia del boom economico, che scopriva il benessere e le vacanze di massa, all’epoca moderna, sempre più frenetica e connessa, la sua presenza è rimasta costante. Ha attraversato anche importanti passaggi aziendali: dal 1993 è entrata a far parte del colosso Nestlé. Dal 2016 è approdata nel portafoglio di Froneri Italia, una joint venture tra Nestlé e R&R.

Coppa del Nonno, l’evoluzione
Eppure, nonostante questi passaggi di mano, la sua essenza è rimasta intatta. La ricetta originale, basata su un’infusione accurata di caffè, è stata preservata, garantendo che ogni cucchiaiata fosse un viaggio nel tempo. Un ritorno a quel sapore autentico che l’ha resa celebre.
La Coppa del Nonno è la dimostrazione di come un prodotto, se fatto con cura e con una forte identità, possa superare le mode effimere e radicarsi profondamente nel cuore delle persone. Non è raro sentir dire a Cristian De Sica, ad esempio, in un’intervista o in un aneddoto, che la Coppa del Nonno è ancora uno dei suoi gelati preferiti. Un piccolo piacere che lo riporta indietro nel tempo. Oggi, pur mantenendo la sua versione classica, la Coppa del Nonno ha saputo anche evolversi, presentandosi in vari formati – dai micro coni ai “chicchi”, fino ai pot con pezzetti di cioccolato al latte, per continuare a deliziare palati di ogni età.

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I numeri della Coppa del Nonno
Oggi, Coppa del Nonno è uno dei prodotti di punta del gruppo Froneri Italia, confermandosi nel 2024 come leader nel segmento delle coppe gelato in Italia, con una quota di mercato del 44%. Il successo si riflette anche nei numeri. Nel 2024 infatti, Coppa del Nonno ha generato un giro d’affari complessivo di 25 milioni di euro grazie a ben 30 milioni di coppe vendute. Il successo di Coppa del Nonno si inserisce nel più ampio contesto dell’impegno industriale di Froneri – anche Maxibon e Nuii -, che, sempre nel 2024 ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro. Con 150 milioni di litri di gelato prodotti nei due stabilimenti di Ferentino e Terni.
E così, mentre l’estate ritorna puntuale ogni anno, portando con sé il sole cocente e la voglia di leggerezza, la Coppa del Nonno è lì, fedele al suo posto nel banco freezer del supermercato. Pronta a regalarci un pezzo di storia. Più di un semplice dessert freddo; un abbraccio di ricordi, un ponte tra generazioni, il sapore inconfondibile di un’italianità fatta di piccoli, grandi piaceri.
Che estate sarebbe senza la Coppa del Nonno
Chiudete gli occhi un istante. Riuscite a sentire il profumo del caffè che si sprigiona dalla coppetta? A immaginare la cremosità vellutata che si scioglie in bocca, lasciando un retrogusto persistente e delizioso? È quel profumo, quella sensazione, che continua a far battere il cuore di milioni di italiani.
La Coppa del Nonno è la promessa di un’estate che non finisce mai. Un piccolo rito che si rinnova di anno in anno, un testimone silente e gustoso di settant’anni di vita italiana. E mentre la assaporiamo, non possiamo fare a meno di sorridere, consapevoli che quel gusto, così familiare e rassicurante, ci legherà per sempre a un passato fatto di dolcezza e spensieratezza. Proiettandoci, cucchiaio dopo cucchiaio, verso le future, indimenticabili estati.
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