Karin Proia ricorda la grande attrice, che ha diretto nel suo film d’esordio. E di come il suo amore per il cinema sia iniziato da un suo primo piano.
“Mi sono innamorata del cinema facendo zapping sulla tv fino a fermarmi su un primo piano, di quelli di Sergio Leone, del bellissimo volto di Claudia Cardinale. Sono rimasta incantata e da quel momento non ho più smesso” con queste parole inizia l’intervista alla regista, sceneggiatrice e attrice Karin Proia, che ha diretto Claudia Cardinale nel suo film d’esordio Una Gita a Roma del 2016, presto disponibile sulle piattaforme digitali anche in Italia.
“Claudia era già anziana ma il suo fascino e il suo carisma erano rimasti immutati. Prima di scegliere gli interpreti del mio film mi ero imbattuta in un’intervista a Claudia in cui sfoggiava un perfetto accento francese e allora, dato che avevo bisogno di due fratelli stranieri per realizzare il mio film, ho pensato di sognare in grande e di chiederlo a lei e Philippe Leroy. Così ho mandato il copione attraverso i loro agenti e ho aspettato”

Poi cos’è successo?
“Per un po’ nulla ma un giorno, dal momento che mi trovavo a Parigi con la mia famiglia approfittai della vicinanza (nr Claudia Cardinale viveva in Francia ormai da anni) e ho chiamato il suo agente per chiedere se potessi incontrare la Cardinale per discutere del film. E lui mi diede appuntamento proprio nella sua casa”.
Com’è andato il primo incontro?
“Lei era ad aspettarmi sulla porta, tutta vestita di bianco, con tanti anelli e mi accolse dicendo Che film meravigliosooo! con la sua voce inconfondibile e per me era già un sogno. Aveva letto il copione, le era piaciuto e accettava di interpretare il ruolo nel mio primo film”.

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Claudia Cardinale, tra i suoi tanti pregi, aveva quello di dare fiducia agli esordienti…
“Si mi disse proprio che lei era molto attenta alle opere prime perché è in quelle che si possono trovare i talenti di domani”.
Come fu lavorare con lei sul set?
“Era una professionista di altri tempi. Mai un capriccio. Sempre disponibile con tutti, soprattutto con i 2 bambini protagonisti del film. Aveva solo 3 giorni per girare e lei li usò tutti accettando anche gli straordinari senza lamentarsi mai. La prima volta che raggiunse il set, nonostante l’età avanzata (aveva quasi 80 anni, ndr), la sua bellezza era intatta, non si era rifatta nulla e il suo sorriso e i suoi occhi magnetici e quella voce particolare riempivano la scena. Era molto brava”.
Avrà pure avuto qualche difetto…
“Per il poco tempo che ho avuto la fortuna di condividere con lei, direi di no. Pensa che quando ci spostavamo in macchina non voleva mai sedersi davanti e questa cosa un po’ mi imbarazzava. Claudia era fatta così, sempre disponibile e generosa”
Un ricordo che le è rimasto particolarmente nel cuore?
“Mi pettinava sul set, era una manifestazione di affetto. Lo faceva per dirmi che si stava prendendo cura di me”.

Quando vi siete viste per l’ultima volta?
“Quando venne all’anteprima del film. Prese l’aereo e partecipò non solo all’intera proiezione, lei faceva poche scene ma di sostanza avrebbe potuto vedere solo quelle, ma restò per il red carpet, il photo call, la conferenza stampa e la cena. Non è da tutti, c’è chi se la tira o chi limita la sua disponibilità, Claudia era così, diversa, unica. Poi l’ho risentita qualche tempo dopo perché selezionò il mio film, unico da lei girato negli ultimi 40 anni, per Cinémathèque Tunisienne che le dedicò una retrospettiva. Lì Una Gita A Roma compariva accanto ai film di Sergio Leone, di Visconti e Fellini. Fui molto fiera e grata a lei per questo”.
Cosa lascia al cinema?
“Un pezzetto del cinema stesso per tutti quelli che lo amano e che potranno apprezzare le sue perle, il suo sguardo magnetico, il suo sorriso, il suo carisma.
Cosa avresti voluto dirle un’ultima volta?
“Che le ho voluto bene e gliene vorrò per sempre”.
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