Una delle scene patinate di "Cime Tempestose" di Emerald Fennell, al cinema dal 12 febbraio
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Emerald Fennell trasforma “Cime tempestose” in un Bridgerton patinato

Un lungo spot del profumo che punta tutto sulla bellezza di Margot Robbie e Jacob Elordi: molto più vicino al glam contemporaneo che al capolavoro di Emily Brontë.

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Un lungo spot del profumo che punta tutto sulla bellezza di Margot Robbie e Jacob Elordi: molto più vicino a Bridgerton che al capolavoro di Emily Brontë.

Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche a Bridgerton”. Parafrasando una delle frasi più celebri e belle del capolavoro di Emily Brontë, unico romanzo della scrittrice, morta a soli 30 anni nel 1848, la descrizione del nuovo film di Emerald Fennell potrebbe fermarsi qui. Autrice che seguiamo con grande interesse dal sorprendente esordio Una donna promettente e che ha continuato a stupirci con l’opera seconda, Saltburn, inizio della sua collaborazione con Jacob Elordi.

Quando si è saputo che il suo terzo lungometraggio sarebbe stato un adattamento di Cime tempestose l’entusiasmo ci ha colto. Finalmente qualcuno che, dopo tante versioni molto classiche, avrebbe potuto dare una lettura originale del romanzo. Dal 12 febbraio nelle sale italiane, il film di Fennell è “Cime tempestose”: le virgolette sono state volute proprio dalla regista. Ma il risultato purtroppo non è quello che avevamo sperato.

Puristi a tutti i costi? No, grazie. Eppure…

Facciamo una premessa: non apparteniamo alla cerchia (molto livorosa) dei puristi a tutti i costi. Tra opera letteraria e cinema c’è differenza ed è giusto che sia così. Si tratta di due linguaggi diversi e ciò che funziona su carta non è detto che lo faccia su schermo. Chi scrive era sinceramente pronto a tutto: se Fennell avesse deciso di far piombare alieni blu in mezzo alla campagna inglese e questo avesse avuto un senso, non avremmo battuto ciglio. Purtroppo invece è accaduta la cosa peggiore possibile: Cime tempestose” è un’opera mediocre. E riuscire a fare questo con due personaggi scalpitanti e tormentati come Cathy e Heathcliff è veramente un crimine. 

La bellezza di Margot Robbie e Jacob Elordi non basta

Cime Tempestore o una fiction su Wattpad?

Fennell ha messo da subito in chiaro la propria intenzione di rendere in immagini ciò che il libro ha significato per lei quando l’ha letto per la prima volta, da adolescente. Aveva anche messo sul tavolo tanto sesso. In effetti ha mantenuto entrambe le promesse: questa versione della storia sembra davvero la fanfiction di una ragazzina pubblicata su Wattpad. E, proprio come molte fanfiction scritte in modo approssimativo e senza particolare ispirazione, farà sicuramente tantissimi soldi. Anche perché punta tutto sulla bellezza innegabile e fuori dal comune dei suoi protagonisti: Margot Robbie e Jacob Elordi.

Eppure, perfino loro, che sono i più belli tra i belli e di solito anche molto bravi, qui sono probabilmente alle loro interpretazioni peggiori: la chimica tra i due non è mai credibile, sono entrambi troppo adulti per i ruoli e la travolgente passione che hanno cercato di sponsorizzare durante tutto il tour promozionale sembra più una trovata di marketing che non palpabile. Lo scriviamo con la morte nel cuore: questo “Cime tempestose” sembra un lungo spot del profumo: patinato, fintissimo e senza sangue. Altro che “tempesta e impeto”. 

Margot Robbie e Jacob Elordi sono bellissimi. E basta. 

Eppure i primi minuti ci hanno fatto ben sperare. Con un sapiente uso del sonoro, Fennell mescola sesso e morte in una scena iniziale notevole. Stavamo già per pregustarci una versione erotica del rapporto tormentato tra i due protagonisti (che nel romanzo rimane solo ossessivo e mai carnale), quando invece la storia comincia subito a non funzionare. Anche sceneggiatrice, la regista ha eliminato moltissimi personaggi (come il fratello di Cathy, Hindley Earnshaw, e tutta la generazione successiva, a cui viene tramandato il trauma familiare) e cambiato l’etnia dei più importanti (se Heathcliff qui è bianco, Nelly ed Edgar diventano invece rispettivamente thailandese e pakistano), concentrando tutto sulla relazione tra Cathy e il suo amore disperato. Avrebbe potuto essere una mossa interessante: il libro di Brontë è infatti una storia gotica, cupa, dalle tinte horror. Una racconto di fantasmi, in cui i protagonisti sono ossessionati l’uno dall’altra. Infestati quasi dal pensiero reciproco. 

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“Cime tempestose”: l’appiattimento di una storia tormentata

Invece il risultato è un appiattimento della complessità: non c’è più la componente del razzismo, fondamentale. Così come la sensazione di maledizione tramandata da una generazione e l’altra. Non c’è il senso di impotenza provato sia di Cathy che di Heathcliff, che di fatto sono due manifestazioni della stessa persona: qualcuno che desidera la libertà, ma non può scegliere davvero, a causa delle convenzioni sociali. Ciò che rimane è una serie di costumi bellissimi (e storicamente non accurati), a volte forse troppo kitsch, di scenografie curate nei minimi dettagli e scene di sesso castigatissime, degne, appunto, di una puntata di Bridgerton. O di un capitolo di Cinquanta sfumature di grigio (anche quello nato come fanfiction: il modello di partenza lì è però Twilight e non un capolavoro della letteratura).

Una sconfortante versione stupidina

Sì, l’aspetto più amaro di tutta l’operazione, dichiaratamente e orgogliosamente commerciale, è che alla fine anche il tanto anticipato sesso si riduce a una serie di scene castigatissime e spesso ridicole, lontane anni luce dal vero desiderio passionale. Che è anche sporco, goffo, selvaggio. Margot Robbie e Jacob Elordi invece sono sempre bellissimi e perfetti, anche quando ritratti sotto la pioggia o sul pavimento. Non si crede mai al loro impulso irrefrenabile di toccarsi e sentirsi attraverso la pelle e gli umori. 

Anche nelle scene che dovrebbero essere torbide, "Cime Tempestose" rimane troppo patinato e troppo glam

Capiamo l’idea alla base, siamo consapevoli che porterà al cinema molti e che rivedremo le singole scene (concepite proprio per essere spezzettate all’infinito e condivise sui social) ovunque nei prossimi mesi. Ma se è questo che oggi viene considerato sensuale ed eccitante, allora permetteteci di rimanere quantomeno perplessi. Sarebbe stato meglio non aggiungere le virgolette a Cime tempestose, ma togliere proprio il titolo di Brontë. La versione “stupidina” è molto più sconfortante. 

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Scritto da
Valentina Ariete

Giornalista pubblicista, scrive di cinema e serie tv per Movieplayer e La Stampa. Ha partecipato a programmi tv, radio e podcast. Specializzata in interviste, segue i principali festival di cinema, da Cannes a Venezia. Vincitrice del Premio Domenico Meccoli “Scrivere di Cinema” 2024, mette la stessa passione nel divulgare la settima arte di quando, a 3 anni, fece la sua prima videorecensione: era quella di Biancaneve e i sette nani e gli smartphone ancora non esistevano, signora mia!

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