Dagli Aztechi ai Savoia, un’esperienza immersiva a 360 gradi che celebra la storia e la dolcezza del cioccolato nel cuore della città magica.
In una delle città più belle e vive del nostro Belpaese, c’è un piccolo gioiello che aspetta solo di essere scoperto: il Choco-Story Torino. Se l’apertura del museo risale a poco tempo fa – per l’esattezza nel giugno 2024 -, il progetto internazionale ha origini ben più radicate. Di Choco-Story, nel mondo, ce ne sono già 14 sedi, dal Belgio al Libano, dalla Francia al Messico, passando per la Repubblica Ceca.
Dietro all’idea e alla realizzazione, troviamo l’imprenditore e collezionista Eddy Van Belle. Ed è grazie alla collaborazione tra quest’ultimo e Francesco Ciocatto, proprietario della storica Pasticceria Pfatisch di Torino, che è nato il Museo del cioccolato e del Gianduja. Come location, non potevano che essere scelti gli ex laboratori di Pfatisch, siti in via Paolo Sacchi 38.

Un’esperienza sensoriale a 360 gradi
Entrare nel Choco-Story Torino si rivela, quindi, una vera e propria esperienza a 360 gradi. Se i sensi ne vengono continuamente stimolati, anche attraverso divertenti installazioni, la sensazione di essere trasportati indietro nel tempo, in epoche passate, quando il cioccolato rappresentava qualcosa di diverso e innovativo, è ciò che conquista ed emoziona. Passando da una sala all’altra, ripercorrendo quelle che sono le tappe dell’arrivo del cioccolato sulle nostre tavole, si viene immersi in un mondo incredibilmente ricco e sorprendente.
A coronamento del viaggio, si giunge infine nella storica e prestigiosa Pasticceria Pfatisch, dove è possibile – o sarebbe meglio dire obbligatorio – assaggiare ogni tipo di specialità dolce e salata del posto. Personalità come Primo Levi, Cesare Pavese, il Principe Umberto e la Principessa Iolanda di Savoia ne sono stati ghiotti avventori.

La visita al museo immerge nel sorprendente mondo del cioccolato
Supportata dalle audioguide consegnate all’entrata – che contengono ben 47 tracce audio -, la visita permette di muoversi liberi alla scoperta di ciò che più appassiona, fornendo una descrizione dettagliata ma mai noiosa di ogni cimelio – oltre 700 oggetti esposti -, dagli strumenti del mestiere ai materiali, dalle statistiche ai supporti fisici in cui servire o bere il cioccolato, passando per i costumi. Sì, perché nel Museo, si ha persino l’occasione di osservare da vicino il tradizionale abito della maschera simbolo di Torino, con tanto di accessori quali il cappello e la parrucca. Una piccola curiosità legata al personaggio e al suo nome: i Gianduiotti furono i primi cioccolatini confezionati di sempre!
In aggiunta alla storia, però, che ha origine tra Maya e Aztechi, credenze divine e viaggi di grandi esploratori, troviamo numerose altre chicche, sparse qui e là nel museo. Set per foto ricordo, installazioni interattive, gustosi assaggi, macchine funzionanti e, addirittura, quadri fatti col cioccolato, rendono l’esperienza coinvolgente e memorabile, soprattutto se condivisa. Da non perdere, per esempio, è il video quasi conclusivo nella saletta cinema, che mescola la magia dell’arte cioccolatiera alle suggestioni in stile liberty della pasticceria Pfatisch. Inoltre, lungo il percorso si incontrano quattro video ad ambientazione storica, per la regia di Alessandro Rota, nati dalla sinergia tra l’Associazione Officine Lanós e il gruppo Le Vie del Tempo.

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Il legame tra Torino e il cioccolato ha, ovviamente, radici profonde, che risalgono al 1500 e si sono solidificate via via, nel corso dei secoli. Si deve infatti ai Savoia il primo assaggio di bevanda al cioccolato in Italia, in competizione con i Medici sulla creazione di ricette che sarebbero poi diventate famose ovunque nel mondo. Ed è così che la città magica si rivela il luogo perfetto per ospitare un simile gioiello.
Ideale per chi ama il cioccolato, ma anche per semplici curiosi, adatto a bambini e a scolaresche – grazie ai numerosi giochi multimediali e alla vivacità della narrazione -, il Museo del Cioccolato e del Gianduja – propone numerose iniziative, come i workshop – realizzati a partire da settembre 2025 -, il Choco-Tram e gli spettacoli “Musica e cioccolato” presso il Salone delle Feste a Palazzo Barolo – realizzato in collaborazione con l’Opera Barolo -.
Proprio in occasione delle feste natalizie, due imperdibili appuntamenti attendono il pubblico: “Natale Giandujoso – Spettacolo di burattini, pasticcieri e pasticcioni”, a cura di Marco Grilli – Casa Gianduja -, in programma per sabato 27 dicembre 2025, e “Natale Barocco”, concerto in cinque esecuzioni, eseguito dall’orchestra da camera Gli Invaghiti e intervallato da racconti sulla storia del cioccolato – narrati da Alessia Giorda, coordinatrice del gruppo di rievocazione storica Le Vie del Tempo -.
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