La magia e il peso delle parole: Eurosport accompagna lo spettatore, la Rai inciampa in una telecronaca discussa della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali ha messo in scena un racconto visivo che ha cercato di tenere insieme epoche, linguaggi e simboli nazionali. Tra coreografie, musica e richiami letterari, lo stadio Meazza si è trasformato in un palcoscenico stratificato. Qui l’Italia ha provato a mostrarsi nella sua versione più armonica: pop e classica insieme, leggerezza televisiva e suggestione teatrale, icone sportive e riferimenti culturali che si sono alternati con un ritmo studiato per emozionare un pubblico trasversale. Sia domestico che internazionale.
In questo equilibrio tra spettacolo e rappresentazione identitaria, molti momenti hanno funzionato come veri e propri quadri autonomi, capaci di vivere anche al di fuori della diretta. Immagini destinate a circolare, essere condivise, commentate, ricordate. Il messaggio di Nelson Mandela recitato da Charlize Theron, l’omaggio a Giorgio Armani, i super commossi tedofori d’eccezione Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Gustav Thöni. Proprio per questo, in una serata, costruita con grande attenzione scenica, il ruolo del commento televisivo è diventato parte integrante dell’esperienza collettiva. Non più semplice accompagnamento ma lente attraverso cui lo spettacolo è stato filtrato e interpretato. Ed è qui che il racconto ha iniziato a cambiare tono.
Cerimonia inaugurazione delle Olimpiadi: com’è stata vista dalla Rai
Se da un lato il via delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è stato molto emozionante, con una cerimonia inaugurale decisamente ben riuscita, con picchi di grande trasporto – la rappresentazione di Amore e Psiche, una ispiratissima Matilda De Angelis ‘direttrice d’orchestra’, l’inno nazionale cantato da Laura Pausini, ‘L’Infinito’ di Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino – e altri piuttosto divertenti come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accompagnato a San Siro da un tram guidato da Valentino Rossi, il ‘tutorial’ della gestualità nostrana di Brenda Lodigiani, lo spettacolo che ha coinvolto Sabrina Impacciatore – dall’altro, invece, l’inizio non è stato memorabile, tutt’altro, in sede di commento. Con la telecronaca Rai di Paolo Petrecca bocciata su tutta la linea, da telespettatori e giornalisti, piena di momenti francamente imbarazzanti.

Tra polemiche, strafalcioni e l’Usigrai
Le polemiche che hanno preceduto quella che è stata di fatto una auto-assegnazione, da parte di un giornalista già al centro di casi piuttosto scottanti, e la gaffe iniziale con lo stadio di San Siro per un attimo diventato stadio Olimpico non promettevano bene. Ma era soltanto l’inizio. Il direttore di Rai Sport ha inanellato strafalcioni uno dopo l’altro, tanti che si fa fatica a contarli e a indicare quale sia il peggiore. Lo scambio di persona tra Matilda De Angelis e Mariah Carey, la presidentessa del Cio Kirsty Coventry indicata come la figlia di Mattarella, i campioni delle nazionali di pallavolo passati come tedofori nel totale anonimato fatta eccezione per Paola Egonu, l’omissione totale del nome di Ghali nel momento dell’enunciazione della poesia di Rodari sulla pace (per tacere del fatto che il cantante non è mai stato inquadrato dalla regia).
Più tutta la serie di altri sfondoni e luoghi comuni snocciolati durante quasi quattro ore di diretta. Un disastro vero e proprio, non a caso stigmatizzato duramente dall’Usigrai. Il sindacato dei giornalisti Rai ha invitato Petrecca a “metterci la faccia fino in fondo”, dunque chiedendone le dimissioni. Petrecca è stato definito come “totalmente inadatto” e l’impressione destata al pubblico è finita per il diventare “una bruciante sconfitta per l’immagine del Servizio Pubblico”. Non il migliore spot per l’immagine dell’Italia, tutt’altro.

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HBO Max: tutta un’altra cerimonia di apertura
Se la diretta del servizio pubblico ha finito per concentrare su di sé una parte consistente dell’attenzione per ragioni tutt’altro che lusinghiere, la trasmissione firmata Eurosport Italia per HBO Max ha invece rappresentato l’altro lato della medaglia. Ovvero quello in cui il racconto televisivo diventa strumento di orientamento e non elemento di disturbo. La telecronaca ha scelto un registro inclusivo, mai urlato, capace di restituire alla cerimonia la sua dimensione corale. Ogni delegazione è stata presentata con la stessa cura, ogni location accompagnata con naturalezza, senza gerarchie implicite né fretta di passare oltre. Grande plauso alla telecronaca di Luca Gregorio, nota voce del ciclismo, l’esperto di discipline invernali Massimiliano Ambesi e Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova.
Un commento equilibrato, elegante e sentimentale
I passaggi tra Milano, Cortina e gli altri luoghi coinvolti sono stati guidati con una continuità narrativa quasi cinematografica, come se lo spettatore fosse preso per mano e condotto fisicamente da una scena all’altra. Non un semplice elenco di nomi o bandiere, ma un racconto fatto di contesti, riferimenti e brevi spiegazioni. Uno stile che ha permesso anche a chi non segue abitualmente gli sport invernali di comprendere simboli, discipline, rituali. Il commento alla Cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi qui ha lavorato per sottrazione, evitando l’enfasi gratuita e preferendo una costruzione progressiva dell’emozione. Lasciando così spazio alle immagini senza rinunciare a fornire chiavi di lettura. Ne è derivata una visione ordinata, leggibile, capace di valorizzare lo spettacolo senza sovrastarlo, in cui la parola non ha mai cercato di competere con la scena ma di sostenerla.
In questo equilibrio tra informazione e sensibilità si sono inseriti anche i momenti più intensi della serata. In primis quelli legati ai richiami alla pace, all’armonia e al valore simbolico dell’incontro tra culture, trattati con un tono misurato ma partecipe, mai retorico.

La Pace al centro della seconda parte della Cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi
Il punto di maggiore distanza rispetto alla narrazione offerta altrove emerge con chiarezza nel segmento dedicato a Ghali. Chi ha seguito la cerimonia su Eurosport non ha percepito alcuna omissione né ambiguità. L’artista italo-tunisino è stato presentato con precisione, accompagnato da una regia attenta e posto al centro di un racconto che ne ha valorizzato presenza e significato. L’interpretazione di Promemoria di Gianni Rodari è stata introdotta e sottolineata come uno dei passaggi più poetici dell’intera inaugurazione. Si restituisce così alla performance il suo peso culturale oltre che emotivo.
In una serata in cui la differenza tra semplice cronaca e vera narrazione televisiva si è fatta evidente, la diretta Eurosport ha dimostrato come la qualità del commento possa trasformare la visione in esperienza condivisa, capace di unire competenza, chiarezza e partecipazione emotiva senza scivolare nell’eccesso o nella distrazione. Una scelta editoriale che, più che inseguire lo spettacolo, lo ha accompagnato, rendendolo comprensibile e, soprattutto, memorabile.
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