Peppe Vessicchio addio. Si è spento all'età di 69 anni il direttore d'orchestra, tra i personaggi più amati d'Italia
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Casa Vessicchio: a Sanremo 2026 il palcoscenico del cuore

Nell'immaginario collettivo, Peppe Vessicchio era il sorriso rassicurante e l'incarnazione di una passione per l'arte senza confini. La sua essenza rivive a Sanremo, nel progetto voluto per i giovani artisti e l'incontro tra le arti.

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È difficile trovare una figura nell’immaginario collettivo italiano più amata e trasversale del Maestro Peppe Vessicchio. Da nord a sud, dagli appassionati di musica lirica ai giovanissimi in attesa della hit sanremese, Vessicchio era il sorriso rassicurante, la professionalità inappuntabile e, soprattutto, l’incarnazione di una passione per l’arte che non conosceva confini.

La sua scomparsa, avvenuta lo scorso novembre, ha lasciato un vuoto incolmabile, un silenzio che risuona ancora oggi sui palchi che lo hanno visto dirigere. Eppure, il vero artista non muore mai: la sua essenza, il suo desiderio di creare e di condividere, si fa progetto, si fa casa.

Addio a Peppe Vessicchio, il direttore d'orchestra qui impegnato in una particolare degustazione tra musica e vino
Peppe vessicchio addio. In foto il Maestro impegnato in una speciale degustazione tra vino e musica

E proprio nel cuore pulsante della musica italiana, a Sanremo, prende vita CASA VESSICCHIO, un’iniziativa che è l’ultimo, splendido atto del Maestro per l’Italia che amava. Il progetto, ideato, voluto e sviluppato insieme a Peppe Vessicchio, è concepito come “uno spazio aperto alla creatività, alla formazione e all’incontro tra le arti”.

In occasione della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, lo spazio ha aperto le sue porte ieri, lunedì 23 febbraio a Sanremo – Bagni Paradiso – Lungomare Vittorio Emanuele II, 31 – e sarà attivo fino a sabato 28 febbraio.

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Un programma ricco di arte e convivialità in stile Peppe Vessicchio

Casa Vessicchio si propone di “offrire opportunità ai giovani artisti e a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dell’arte o coltivare il proprio talento“, un obiettivo che rispecchia l’impegno del Maestro Vessicchio, come il ruolo che ricopriva – sino all’ultimo giorno – di responsabile del reparto canoro della Peparini Academy.

L’intero progetto, ideato da Peppe Vessicchio, Niccolò Petitto e Andrea Rizzoli, e organizzato da Enpi Entertainment e We Agency, si compie “nel pieno rispetto della visione del Maestro: un luogo di vita, arte, divertimento, divulgazione e scambio, pensato per accogliere incontri, eventi e momenti di crescita condivisa“.

L’armonia infinita

Casa Vessicchio non è solo un evento collaterale al Festival, tanto meno un “postumo”, ma la materializzazione di un sogno che dura da tutta la vita di Peppe Vessicchio. Un luogo dove cultura e creatività dialogano naturalmente con la gioia dello stare insieme, un luogo “vivo” come lo era il suo ideatore. Ogni nota che risuonerà in quel salotto, ogni giovane artista che troverà ispirazione, ogni risata condivisa sarà un’eco di quella bacchetta che non si è mai fermata.

Il Maestro Vessicchio ci ha lasciato una sinfonia incompiuta, è vero, ma ci ha anche donato il suo ultimo, magnifico spartito: una casa dove la musica, il talento e l’amore per l’arte potranno continuare a vivere, un’eredità che non si misura in classifiche, ma nell’infinito affetto di un’intera nazione. E mentre le luci del Festival si accendono, sappiamo che il suo spirito sarà lì, a dirigere l’orchestra dei nostri ricordi, con un sorriso e un battito del cuore in più. E come sempre, ma con ancora più emozione, attenderemo tutti “...dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio”

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Scritto da
Francesco Bruno Fadda

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura.
 Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato - per fortuna! - e cuoco mancato -...ma c’è sempre tempo! -. Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli: le donne che bevono whisky, i cani, la Mamma e i “Paccheri alla Vittorio”. Poche cose mi irritano come “Gioco di consistenze”, rivisitazione, texture e splendida cornice! Un sogno nel cassetto: vedere “enogastronomia ” quale materia di studio nella scuola dell’obbligo… chissà, magari un giorno! Curatore e Direttore Editoriale Spirito Autoctono Media

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