Giacomo Giorgio e Ludovica Martino in una delle foto promozionali di Carosello in Love, film tv Rai che celebra il famoso programma tv
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Carosello in Love: il film riscrive lo spirito di un’epoca

Il film di Jacopo Bonvicini racconta l’origine di Carosello dal punto di vista di una storia d’amore. Protagonisti i sempre più lanciati Giacomo Giorgio e Ludovica Martino. Su Rai1 e RaiPlay.

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Sentendo la parola “Carosello” i più giovani quasi sicuramente non sanno di che si parla. Se invece diciamo “Calimero” la musica cambia. Diventato una vera e propria icona, il pulcino nero è solo uno dei tanti personaggi lanciati dal programma di pubblicità d’autore della Rai. Erano gli anni ’50, servivano soldi e la rete pensò bene di creare un contenitore di cortometraggi a scopo pubblicitario. 

Una lunga storia di bellezza

Andato in onda per la prima volta il 3 febbraio 1957, Carosello è stato trasmesso tutti i giorni, dopo il tg della sera, fino al primo gennaio 1977. Chi non era ancora nato forse ha visto degli spezzoni in altri programmi, come Blob e Techetechetè. Girati in pellicola e con l’uso di maestranze del cinema, la lista di artisti che ha lavorato a questi corti è incredibile: Federico Fellini, Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Ermanno Olmi, Pupi Avati, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Valerio Zurlini e Age & Scarpelli sono solo alcuni dei nomi che hanno contribuito.

Calimero torna in tv in una delle scene di Carosello in love
Calimero – Carosello in love

Carosello in love: il mito torna sullo schermo

Quel periodo della tv italiana è ora al centro di un film, Carosello in Love, che ha debuttato su Rai1 il 30 novembre ed è ora disponibile su RaiPlay. Diretto da Jacopo Bonvicini, i protagonisti sono Giacomo Giorgio e Ludovica Martino. Gli attori interpretano Mario e Laura: rispettivamente un regista che sogna di fare il grande cinema e una ragazza molto più avanti del suo tempo, che non ha molta voglia di sposarsi e vuole invece lavorare in televisione. Li abbiamo incontrati proprio alla sede Rai di Roma. 

Ludovica Martino e gli schermi come finestra sul mondo

Oggi i tipi di schermi sono moltissimi e soprattutto possiamo portarli sempre con noi. Negli anni ’50 invece in pochi avevano la televisione e vedere qualcosa su uno schermo era un evento. Che sia la rivoluzione del grande schermo o quella della tv, uno schermo è sempre stato una finestra sul mondo. Oggi è ancora così? Per Ludovica Martino: “Sì. Possono diventare delle voci. Poi ovviamente oggi, con l’intelligenza artificiale e le fake news, bisogna sempre capire se sono delle cose reali o no. Bisogna farsi delle domande. Però sicuramente possono essere un mezzo per raccontare e documentare anche qualcosa d’importante. E per dar voce a qualcuno che magari non riesce ad averla”. 

Giacomo Giorgio: la distanza tra cinema e pubblico

In Carosello in Love vediamo come Mario sia un po’ snob: non si capacita del fatto che le persone amino Carosello e poi magari non vadano al cinema. Lui stesso poi si rende conto che spesso chi ha pretese d’autore magari poi non sa davvero come parla la gente e quali siano i suoi problemi. Essere un po’ meno snob farebbe bene al cinema italiano?

Secondo Giacomo Giorgio: “Oggi mi piacerebbe che il cinema si levasse un po’ di puzza sotto il naso. Ci sarà chi è d’accordo con me o no, ma ho sempre creduto che non esista un campionato di serie A, B o C. Quindi teatro, cinema e televisione sono la stessa identica cosa. Dipende chiaramente dall’approccio dell’artista in questione: da quanta passione, quanta intensità ci metti. Un ottimo prodotto artistico e un’ottima performance possono esserci in tutti e tre i sensi”. 

L’importanza del tempismo

Il tempismo nella vita è tutto: in televisione come nell’amore. I protagonisti di Carosello in Love vivono un rapporto tormentato: si avvicinano sempre nel momento sbagliato. Quanto è importante il tempismo per gli attori? Per Giorgio: “Per me è tutto. Sono sempre di corsa, non ho mai tempo di fare niente. E questo è stato interessante da raccontare: è molto vero. Nell’amore poi non lo so. Ci sono alcuni amori che arrivano in tempo, altri che invece hanno un loro tempo. Secondo me non c’è un tempo perfetto per fare le cose”. 

Per Martino invece: “Vivi un po’ il flusso della vita. Almeno io cerco di fare così, perché poi se ci si mette sempre a cercare il momento giusto di fare le cose non arriva mai. A volte ci troviamo di fronte a delle scelte che devi per forza prendere, quindi vai in un’altra direzione, per poi, come in questo caso, ritrovarsi o allontanarsi per sempre. C’è ovviamente il libero arbitrio, ma credo un po’ in un destino, in un disegno”. 

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La paura delle novità 

Come da sempre nel corso della storia umana, tutte le cose nuove vengono salutate con sospetto e negatività. Quando Laura entra per la prima volta in Rai le dicono subito di non lavorare a Carosello, perché sarà sicuramente un insuccesso. Ecco: come si fa a non lasciarsi scoraggiare da un rifiuto iniziale? Giorgio: “Non so perché si dica sempre questo davanti alla novità, soprattutto da parte del reparto produttivo ed economico. Però mi viene da domandarmi chi siano le persone che valutano le cose. Spesso dimostrano poca lungimiranza”. 

Martino: “Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi. Però il cambiamento in realtà è sempre un’energia nuova. Una cosa che crea una prospettiva. Quindi io sono sempre molto favorevole al cambiamento e al nuovo, senza pregiudizi. Che sono la cosa più difficile da combattere. Soprattutto nel nostro tempo”. 

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Scritto da
Valentina Ariete

Giornalista pubblicista, scrive di cinema e serie tv per Movieplayer e La Stampa. Ha partecipato a programmi tv, radio e podcast. Specializzata in interviste, segue i principali festival di cinema, da Cannes a Venezia. Vincitrice del Premio Domenico Meccoli “Scrivere di Cinema” 2024, mette la stessa passione nel divulgare la settima arte di quando, a 3 anni, fece la sua prima videorecensione: era quella di Biancaneve e i sette nani e gli smartphone ancora non esistevano, signora mia!

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