Solo pochi giorni dopo aver celebrato Ferragosto sulle spiagge più calde, eccoci giunti al 1° dicembre, la data che segna l’inizio dell’attesa con l’apertura del Calendario dell’Avvento. È il primo appuntamento ufficiale con la magia del Natale. E sebbene la scelta si faccia sempre più difficile a causa della vasta offerta sul mercato, si tratta di un rito le cui radici affondano nella Germania luterana del XVIII secolo.
Le origini e il conto alla rovescia Fai-da-Te
In quegli anni, nelle famiglie borghesi, era abitudine tenere il conto alla rovescia dei giorni che mancavano all’arrivo del Natale. Un’attesa che ciascuno ingegnava a suo modo, dato che non esisteva un metodo standardizzato. C’era chi segnava i giorni sul muro con il gessetto o chi preferiva contarli accendendo candele. Tutti rimedi dettati dall’ingegno personale con lo scopo comune di rendere l’attesa della festa più piacevole e allegra, specialmente per i più piccoli.
Tra queste famiglie, si narra la leggenda di una madre che, stanca delle continue domande del figlio su quando arrivasse finalmente il Natale, decise di addolcire l’attesa preparando ventiquattro biscotti in altrettanti sacchetti, da far scartare al curioso bambino, uno al giorno.

Gerhard Lang: il primo calendario dell’Avvento moderno (1908)
Lo stratagemma funzionò al punto che quel bambino, una volta adulto, se ne sarebbe ricordato. Poiché divenne un famoso editore, inventò il primo Calendario dell’Avvento nel senso in cui lo conosciamo ancora oggi: con 24 rappresentazioni di scene di vita natalizia.
Era il 1908 quando Gerhard Lang, protestante di Maulbronn in Germania, lo pubblicò. Da quel momento, il Calendario dell’Avvento divenne un’usanza largamente diffusa non solo in Germania ma in tutto il nord Europa, trovando poi diffusione anche nei Paesi cattolici.
C’è da dire che già nel 1851 ci sono testimonianze di un primo calendario con 24 disegni a tema natalizio (stelle, candele, angeli), ma la documentazione certa è limitata. Un’altra modalità di conto alla rovescia in voga in quegli anni era quella degli orologi di Natale, che contavano i giorni a partire dalla prima domenica di Avvento e furono stampati sempre in Germania nel 1902.
L’evoluzione commerciale, la tappe di un fenomeno globale: finestrelle e cioccolatini
Negli anni a seguire il Calendario dell’Avvento si trasformò. Così, alle tradizionali scene natalizie, negli anni ’20 del ‘900 fecero la comparsa le finestrelle, veri e propri scrigni segreti contenenti immagini e dolciumi. Fu in questo modo che, da un semplice intrattenimento a metà tra il gioco e il religioso, il Calendario dell’Avvento divenne un fenomeno commerciale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, in Germania, i soldati americani iniziarono a conoscere e a esportare alcune tradizioni germaniche, inclusa quella del Calendario dell’Avvento. Una prima testimonianza della sua adozione in America si ebbe grazie a una foto sui giornali che ritraeva i figli del Presidente Eisenhower in posa con un calendario della Sellmer Verlag, storica azienda di Stoccarda. Inoltre, si affermò in America una versione ridotta del Calendario, che partiva dal 12 dicembre e contava solo 12 finestrelle, una tradizione rintracciabile ancora oggi.
Solo nel 1958 apparvero le prime scatole di cioccolatini in versione Calendario dell’Avvento – 24 cioccolatini, uno per giorno -, sempre tra Germania e Svizzera. Infine, in Italia il primo Calendario dell’Avvento con i cioccolatini è opera della pasticceria Galli di Milano – fondata nel 1911 -, che ne propose una versione molto elegante con i cioccolatini in tasche di stoffa da appendere alla parete.
Oggi, l’offerta è a dir poco imbarazzante per varietà: a tema giochi, calcio, beauty, tè, whisky o gin. Le versioni deluxe raggiungono cifre esorbitanti, come quella preziosissima realizzata da Tiffany&Co per 112.000,00 dollari – a tiratura limitatissima di soli 4 esemplari – o quella di DoDo Jewellery dal valore di 1.500,00 €. Non mancano, infine, i calendari per i nostri amici più fedeli: cani e gatti.

I Calendari dell’Avvento conservano un’anima
Nonostante l’enorme spinta commerciale, esistono calendari che mantengono vivo lo spirito originario del Natale, rivolgendosi prevalentemente ai bambini e concepiti come un diletto che precede la festa.
L’Avvento, oltre ai calendari tradizionali, si arricchisce di nuove forme creative e solidali. Troviamo, ad esempio, i Calendari dell’Avvento Sonori: in Italia, Storielibere.fm offre un’esperienza coinvolgente che da oggi 1° dicembre apre la sua finestra sonora con le avventure de “L’Elfo Socrate – Storie senza paura”, scritte e narrate da Elisa Giordano. Ventiquattro episodi di circa 7 minuti ciascuno, un format che si rifà alla popolare tradizione svedese dei programmi radiofonici e televisivi per bambini della durata di 24 giorni.
Un’altra variante toccante è il Calendario dell’Avvento “al Contrario”, dove l’azione si inverte: ogni giorno si mette da parte qualcosa, da donare poi in beneficenza, trasformando l’attesa in un gesto di generosità. Non mancano poi i classici intramontabili: i Calendari in Stoffa da appendere, che resistono al tempo, da riempire con l’ingrediente principale, ovvero la fantasia di mamma e papà nel pensare a ventiquattro piccoli regalini unici.
Infine, la magia dell’Avvento è pensata per essere davvero inclusiva grazie ai Calendari Accessibili, disponibili sia in Braille – di cui si ha testimonianza fin dal 1920 – sia in LIS – Lingua Italiana dei Segni -, a dimostrazione che il Calendario dell’Avvento è un’esperienza per tutti i bambini, senza barriere.

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Curiosità da Guinness dei primati
Per concludere, il mondo dei Calendari dell’Avvento ha anche conquistato un posto di rilievo nel Guinness dei primati, con record che spaziano dalla dimensione al valore, fino alla velocità di consumo. In termini di dimensioni, il titolo del più grande di tutti spetta a quello costruito a St Pancras Station, a Londra. Realizzato in occasione della ristrutturazione della stazione nel dicembre 2007, questo calendario impressionante raggiungeva l’altezza di ben ventitré metri e si estendeva per settant’uno metri in larghezza.
Se invece si guarda al lusso, il record del più prezioso è detenuto da un calendario creato da Octagon Blue GVC – Belgio -, valutato nel 2010 circa € 2,5 milioni. La sua opulenza era data da ventiquattro tubi di vetro, ciascuno contenente diamanti, a loro volta racchiusi in eleganti pacchetti d’argento. Infine, per gli amanti della velocità, esiste persino il record del Mangiatore Più Veloce: il tempo da battere per consumare tutti i cioccolatini è di appena 1 minuto e 27,84 secondi.
Le regole per questa singolare impresa sono rigorose: il Calendario deve essere in commercio e ogni cioccolato deve essere mangiato rigorosamente nell’ordine della finestrella, masticato e ingoiato completamente, con tanto di bocca vuota mostrata a un testimone prima di passare al successivo.
L’attesa è di per sé una magia: il Calendario dell’Avvento, con le sue finestrelle e le sue storie, è un piccolo scrigno di gioia che custodisce un desiderio. Non importa se sia fatto di stoffa, cioccolato o gesti solidali: il suo vero incanto sta nel ricordarci, giorno dopo giorno, che il Natale non è solo un giorno sul calendario, ma un sentimento che cresce, l’attesa condivisa che, in ventiquattro dolci passi, ci conduce dritti al calore e alla luce della festa più romantica dell’anno. E voi quale Calendario avete scelto in attesa di festeggiare il Natale?
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