Yorgos Lanthimos ed Emma Stone sono in un momento d’oro. E continuano a prendersi gioco di noi. Bugonia in sala il 23 ottobre.
Nell’arte, pur se raramente, capita che due enormi talenti si incontrino e insieme risuonino in un modo unico e particolare, in grado di esaltare esponenzialmente la genialità di entrambi. Nel cinema una delle coppie più esplosive degli ultimi anni è senza dubbio quella formata da Yorgos Lanthimos ed Emma Stone. Come Martin Scorsese e Robert DeNiro, o Tim Burton e Johnny Depp, il regista greco e l’attrice americana sono ormai garanzia di sintonia totale. Di follia e voglia di sperimentare.
Arrivati al quarto film insieme, dopo La favorita, Povere creature! (per cui Emma Stone ha vinto il suo secondo Oscar) e Kinds of Kindess, con Bugonia – nelle sale italiane dal 23 ottobre dopo il concorso a Venezia 82 -, la magnifica coppia conferma di essere in un momento creativo felicissimo, divertendosi palesemente a esagerare. E a prenderci in giro.
L’ironia della follia
Remake del coreano Jigureul jikyeora! (2003) di Jang Joon-hwan , questa è la storia di un complottista, Teddy (Jesse Plemons, da Breaking Bad in poi, ormai specializzato nei ruoli più sgradevoli e inquietanti di Hollywood) che, insieme al cugino, rapisce la CEO di un’azienda farmaceutica, convinto che si tratti di un’aliena.

Teddy è infatti sicuro che gli alieni siano in mezzo a noi da tempo, che ci stiano studiando e che puntino a distruggere la Terra. A fare le spese dei suoi deliri è Michelle, donna in carriera interpretata da Stone. Sempre più brava, l’attrice effettivamente ha l’aspetto di una creatura proveniente da un altro pianeta. E Lanthimos gioca consapevolmente con i suoi occhi grandi, facendoci venire il dubbio che, forse, qualcosa di vero in mezzo ai deliri del ragazzo potrebbe anche esserci.
Lanthimos e Stone a caccia di alieni (e stupidità)
Così come in La favorita si sono presi gioco delle dinamiche di potere, in Povere creature! del rapporto uomo-donna e in Kinds of Kindness della ricerca di approvazione, in Bugonia Lanthimos e Stone vanno sì a caccia di alieni, ma in realtà ridono di pancia di teorie complottiste, QAnon, terrapiattisti, no vax, incel e redpillati. Nonostante i progressi di scienza e tecnologia, per moltissime persone è infatti più facile credere a spiegazioni improbabili e complicate, invece che guardare in faccia la realtà. E i numeri. E i fatti. Lanthimos però non è banale e, laddove avrebbe potuto disegnare un mentecatto completo, vittima della sua stessa ignoranza, ci mette di fronte a un uomo per cui, nonostante i discorsi folli, diventa sempre più difficile non empatizzare.

Teddy e il cugino sono infatti nati sfortunati: poveri, con genitori inadeguati, abbandonati da tutti, molestati e picchiati anche da chi avrebbe dovuto proteggerli. Non è difficile capire perché siano così pieni di rabbia verso il mondo. A nessuno importa nulla di loro. Il confronto quindi con una donna di successo come Michelle, ricca, bella, famosa, risulta frustrante e insopportabile. Anche perché, nonostante sia stata rapita, lei li tratta con un disprezzo che non prova nemmeno a nascondere. Non soltanto perché la stanno tenendo chiusa in uno scantinato. Il suo è un disgusto figlio di un’idea classista della società, che la porta a dividere le persone in “vincitori” e “perdenti”.
Michelle però (e anche noi) deve ammettere che alcune osservazioni di Teddy sono assolutamente condivisibili. Come quelle sullo strapotere delle società farmaceutiche, o sull’attivissimo che ormai è diventato un altro modo con cui guadagnare e farsi pubblicità, in un mondo irrimediabilmente capitalista. Se c’è quindi una cosa che Lanthimos e Stone sanno fare bene è denunciare le contraddizioni del presente.

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Emma Stone è la più grande attrice al mondo?
Ogni genio ha il suo picco. Ed Emma Stone, da La La Land, sta cavalcando l’apice della sua carriera. È difficile dire, in un mondo in cui esistono mostri sacri come Meryl Streep, Cate Blanchett o Gary Oldman, chi sia il più grande attore vivente. Ma certamente Stone è nell’Olimpo. Anche perché sta osando con un coraggio che hanno davvero in pochi.
Dopo essersi messa a nudo in Povere creature!, qui si fa rasare completamente a zero, si fa colpire, cospargere il corpo di creme appiccicose che ne stravolgono i connotati. E, soprattutto, non ha paura di risultare sgradevole, sconvolgente e inquietante. Non ci stupiremmo quindi se, anche per questo ruolo, arrivassero premi e riconoscimenti.
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