Checco Zalone in una delle scene di Buen Retiro, seconda parte, prima della "conversione/non conversione" del suo personaggio
Home Spettacoli Cinema Checco Zalone torna al cinema (e qualcosa è cambiato)
Cinema

Checco Zalone torna al cinema (e qualcosa è cambiato)

Con Buen Camino Checco Zalone torna al cinema dopo cinque anni di assenza. Tra sala e Netflix, il suo nuovo film segna un ritorno molto atteso, ma anche un cambiamento che va oltre la commedia.

Condividi

Con Buen Camino Checco Zalone torna al cinema dopo cinque anni di assenza. Tra sala e Netflix, il suo nuovo film segna un ritorno molto atteso, ma anche un cambiamento che va oltre la commedia.


Non ha ancora compiuto 50 anni, ma Checco Zalone nel nuovo film Buen camino, in sala dal 25 dicembre, organizza la sua festa di compleanno a tema egizio proprio per celebrare il mezzo secolo. Aspettato dagli esercenti come il Messia (sarà infatti distribuito in 1000 sale), il comico si è fatto attendere a lungo: l’ultima volta che l’abbiamo visto al cinema è stato nel 2020 con Tolo Tolo, uscito il primo gennaio e arrivato appena in tempo per evitare la pandemia di Covid, che ha cambiato il destino della sala cinematografica per sempre, accelerando l’ascesa delle piattaforme streaming. Non è un caso che Buen camino sia prodotto da Medusa Film insieme a Netflix.

Dopo l'assenza in Tolo Tolo, Gennaro Nunziante torna regista del film Buen Camino di Checco Zalone
Gennaro Nunziante e Checco Zalone sul set di Buen Retiro

Buen Camino: il ritorno di Gennaro Nunziante alla regia

Non è l’unica novità: Zalone ritrova Gennaro Nunziante alla regia, che ha diretto tutti i suoi film tranne Tolo Tolo, ma stavolta lo ritroviamo più cauto, meno cattivo, quasi addomesticato. Se nel 2013 Renato Brunetta, dopo aver visto Sole a catinelle, diceva che: “Zalone esprime in pieno la filosofia positiva, generosa, anticomunista, moderata, serena di Berlusconi e di Forza Italia”, nel 2025 Pietro Valsecchi, che ha prodotto i suoi film fino a Tolo Tolo, ha invece detto: “Non voleva più far ridere. Aveva bisogno di essere accettato dall’intellighenzia di sinistra, che non l’aveva capito. È un democristiano fino al midollo, voleva il riconoscimento di quel mondo e quando l’ha avuto l’ha snobbato”.

Chi è dunque oggi Checco Zalone? Se lo sono chiesto sia lui che Nunziante nello scrivere la nuova avventura dell’ennesimo alter ego cinematografico del comico. In Buen camino è un “paperone italiano”, che però non ha mai lavorato un giorno in vita sua, spendendo i soldi del padre, che invece ha lavorato tutta la vita. Ama i ristoranti stellati, le pantofole da 3800K, le fidanzate sotto i 30 anni, stare perennemente in vacanza sullo yacht Zalonius II e lo champagne Cristal, da cui ha tratto ispirazione per il nome della figlia 17enne (Letizia Arnò). Proprio lei turba la sua routine milionaria: scompare all’improvviso per andare a fare il Cammino di Santiago. Più per tenere il punto con Tarek (Hossein Taheri), il nuovo compagno della moglie Linda (Martina Colombari), un intellettuale palestinese snob, che per reale interesse, la segue. Questo viaggio cambia tutto. O forse no?

L'allenatore Massimiliano Allegri

La dura vita dell’allenatore: quando il Mister dà i numeri

Rabbia, tensione, gesti che restano nella memoria collettiva. Le sfuriate degli allenatori raccontano un lato meno eroico del calcio, ma sicuramente appassionato. di Nicola Lo Conte


Checco Zalone e il maschio in crisi

All’anteprima stampa di Buen camino Nunziante ha spiegato perché hanno deciso di rendere il rapporto tra un padre immaturo e una figlia in cerca di spiritualità il cuore del film: “Viviamo in una società senza padri, perché oggi non si sa più chi è l’uomo. Quindi uno non sa neanche perché è padre. Bisogna capire chi è il padre”. E quindi sì, ripartire dal padre. Che grande novità. Ma come? Lo stesso Zalone, incalzato sul politicamente corretto, ha detto: “Invece che lamentarsi del politicamente corretto bisogna essere scorretti in modo intelligente”. In realtà però la coppia sembra aver attuato una classica mossa gattopardesca: hanno cambiato tutto, per lasciare tutto com’è.

Quindi Zalone scherza su qualsiasi tema, perfino su Gaza e l’Olocausto, ma lo fa con il freno a mano tirato: è una comicità cerchiobottista, democristiana. Questo padre rimane maschilista, classista, ignorante. Semplicemente cambia toni e vestiti, passando dal parrucchino ossigenato – anzi, patch cutaneo – alla testa rasata, dalla battuta sprezzante a quella tenera, senza però in realtà criticare davvero nulla. Semplicemente va con la corrente, compiacendosene. Zalone sembra invecchiato di colpo, dicendo senza vergogna: a me interessa cantare e allora cantiamo. Le canzoni presenti nel film sono infatti diverse e in chiusura c’è il video musicale del brano “La Prostada Enflamada”. La pellicola si apre anche con un esame della prostata. Ecco, questa è una “commedia prostatica”. Maschiocentrica, ma di un maschio ormai in declino psicofisico. Talmente triste e banale da non fare nemmeno arrabbiare.

Checco Zalone in una delle scene di Buen Retiro, seconda parte, dopo la "conversione/non conversione" del suo personaggio
Checco Zalone in una delle scene di Buen Camino

Questo film è un ritorno o un addio?

Luca Medici però non fa mai le cose a caso. Quindi cosa sta cercando davvero di dirci? Che l’Italia è un paese vecchio, patriarcale, incapace di prendere una posizione. E questo lo sapevamo già. Forse in realtà Medici, l’uomo dietro la maschera comica Checco Zalone, si è stufato del cinema, ormai visto come uno strumento vecchio, superato. Per questo ha scelto di fare spettacoli in teatro in questi cinque anni. Non solo: ha ammesso di “funzionare anche spezzettato nei video di Tik Tok”, dove ha trovato un nuovo pubblico, un pubblico giovane.

Forse questo è veramente un ritorno dal sapore di un addio: tutti si aspettano grandi incassi, che siamo sicuri arriveranno vista la lunga attesa, ma lo spostamento su altre piattaforme è ormai in atto da tempo.

Anche perché la cattiveria, fuori dal set, non gli manca. Salutando i giornalisti, che non lo vedevano da quasi cinque anni, Zalone ha detto: “Questa roba qui io la vivo malissimo. Quindi l’idea di ritrovare tutti voi e dover parlare dicendo anche cose banali è ciò che mi fa fare un film ogni cinque anni. Spero moriate nei prossimi cinque anni”. Buon Natale anche a te, Checco. E felice esame della prostata.

Condividi
Scritto da
Valentina Ariete

Giornalista pubblicista, scrive di cinema e serie tv per Movieplayer e La Stampa. Ha partecipato a programmi tv, radio e podcast. Specializzata in interviste, segue i principali festival di cinema, da Cannes a Venezia. Vincitrice del Premio Domenico Meccoli “Scrivere di Cinema” 2024, mette la stessa passione nel divulgare la settima arte di quando, a 3 anni, fece la sua prima videorecensione: era quella di Biancaneve e i sette nani e gli smartphone ancora non esistevano, signora mia!

Inserisci commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di Più

Un uomo a Minneapolis cammina davanti a dei manifesti di protesta per l'ucisione di Renee Good da parte dell'ICE (Christopher Katsarov-The Canadian Press via AP)
Attualità

ICE e repressione: USA nel caos tra violenza e proteste

USA in subbuglio ideologico e politico dopo la morte di Renee Nicole Macklin Good per mano di un agente dell'ICE. Tra manifestazioni, scontri...

Articoli correlati
Molti i grandi titoli attesi al cinema in questo 2026
Cinema

Cinema 2026: ecco tutti i film più attesi in sala

Tra operazioni nostalgia, record al botteghino e il ritorno di grandi registi,...

Arriva No Other Choice, il primo film dell'anno che, facendoci ridere, ci dimostra cosa stiamo diventando
Cinema

No Other Choice: il primo film dell’anno ride di noi e adesso anche con noi

Park Chan-wook adatta, in No Other Choice, il romanzo The Ax di...

Brunello Cucinelli in una scena del film di Giuseppe Tornatore a lui dedicato
Cinema

Brunello Cucinelli al cinema: visionario garbato o santone?

Il film di Giuseppe Tornatore racconta la vita e le imprese di...

Il rapimento di Arabella, intervista a Benedetta Porcaroli e Carolina Cavalli
Cinema

Il Rapimento di Arabella: intervista con Benedetta Porcaroli e Carolina Cavalli

Per il film di Carolina Cavalli l’attrice ha vinto il premio per...