L’attrice, cantante e attivista francese, icona di stile e bellezza, si è spenta all’età di 91 anni, lasciando un’eredità che va oltre il cinema.
Brigitte Bardot muore a 91 anni e dopo essere stata un’icona vivente si appresta a diventare icona immortale. «La morte? Non ci penso molto. Ma è vero che mi ha accompagnato per lungo tempo. La vita di oggi fa apparire la morte qualcosa di straordinario». Queste le parole che aveva rilasciato in una delle sue ultime interviste, a Marzo 2025 alla rete televisiva francese Bfm.
B.B. una leggenda fatta di sole Iniziali
B.B. è stata la donna che tutto il mondo riconosceva dalle sole iniziali, tanto che lei stessa per la sua autobiografia del 1997 sceglie il titolo “Mi chiamano B.B.”. Nata a Parigi il 28 settembre del 1934, appare per la prima volta sugli schermi nel film “Le Trou normand” di Jean Boyer nel 1952 per poi prendersi la scena, nello stesso anno, come protagonista del film “Manina, ragazza senza veli” di Willy Rozier.
B.B. era esplosiva, una diva diversa, dalla chioma bionda, il corpo sinuoso e un tipo di bellezza fino a quel momento mai visto. La perfetta antagonista europea dell’americana Marilyn Monroe. E proprio in America esplode la B.B. mania per la francese dagli occhi grandi, le labbra carnose e le curve pericolose e così sexy. Conquista subito le scene e i cuori, B.B. è una dea irraggiungibile che tutti desiderano.
Un sentimento popolare subito trasformato da concetto a materia in un delizioso film americano del 1965 “Erasmo il lentigginoso” – in Italiano, Dear Brigitte, in lingua originale – che racconta il sogno, ossessione, di un ragazzino di 8 anni che ogni sera scriveva alla diva francese di cui era perdutamente innamorato. Nel film la Bardot farà un cameo nella scena in cui il piccolo protagonista finalmente incontra il suo mito. Una bellezza prorompente, non data solo dal suo aspetto fisico ma anche dalla passione che l’ha animata per tutta la vita.

Dalle luci della ribalta alla difesa degli animali
Attrice in primis ma anche cantante, artista e attivista per i diritti degli animali, che preferiva di gran lunga al genere umano del quale diceva: «Ho messo una croce su gran parte della popolazione umana che mi ha tanto disgustato. Ho paura di ciò che sta diventando l’umanità». Una paura che l’ha accompagnata sin da subito, al punto che poco prima dei 40 anni ha tentato di togliersi la vita sotto il peso di una fama che non riusciva più a gestire.
La scoperta di un talento a soli 15 anni
Brigitte Bardot ha iniziato molto presto la sua vita sotto i riflettori: all’età di 15 anni, fresca studentessa di danza classica e del conservatorio, la direttrice di Elle, Hélène Lazareff amica di sua madre, la nota, è l’inizio della carriera come modella. Dalla moda al cinema il passo è breve, soprattutto se hai una bellezza che si fa notare. Così il suo debutto, negli anni ’50, è subito successo.

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Amori passionali e il ritiro dalle scene
Parallelamente conduce un’intensa vita privata convolando a nozze ben 3 volte in 14 anni. Nel 1952 con Roger Vadim; nel 1959 con Jacques Charrier, padre del suo unico figlio Nicolas con il quale vive un rapporto molto complesso. E nel 1966 con Gunter Sachs. La quarta e ultima volta sarà solo nel 1992 con Bernard D’Ormale, politico del Fronte Nazionale, più giovane di lei di 7 anni, con il quale ha trovato stabilità.
La sua vita privata non è stata costellata solo di matrimoni ma anche di tante altre storie tra le quali quella breve e passionale con il cantante Serge Gainsbourg. Per lei scrisse alcune canzoni tra cui la famosa «Je t’aime… moi non plus», poi incisa nuovamente da Gainsbourg con la moglie Jane Birkin. Sarà con lui che darà inizio alla sua carriera da cantante che ha portato avanti fino al 2004, molto più a lungo della scena cinematografica dalla quale si ritira poco più che quarantenne nel 1974.

Un’eredità duratura: la fondation Brigitte Bardot
Ha sempre combattuto per i diritti dell’ambiente e degli animali, nel 1986 ha fondato la Fondation Brigitte Bardot. Una ONG la cui missione è la protezione degli animali selvatici e domestici, La Fondation Brigitte Bardot ha ottenuto il riconoscimento di ente di pubblica utilità il 21 febbraio del 1992. Opera a livello nazionale e internazionale in ben 70 paesi con 70 mila donatori in tutto il mondo, quasi 300 dipendenti e 500 ricercatori e delegati volontari.
Brigitte Bardot: l’eterna icona di stile
Probabilmente, grazie anche al suo ritiro dalle scene molto presto, B.B. è entrata con facilità in tutti gli ambiti della vita culturale mondiale che l’hanno omaggiata e presa a modello in epoche e modi diversi. B.B. è moda: grazie alla sua capigliatura a nido d’api, la cosiddetta choucroute, tantissimi capelli raccolti che non ha mai tagliato e dei quali diceva di andare fiera e di lavarli da sola nel lavandino del bagno: “non mi provoca dolori, ma è un vero lavoro” – intervista a Le Monde del 10 settembre 2024 -.
È moda grazie allo scollo delle magliette che si apre largo sulle spalle ed è stato ribattezzato Bardot. Diventa moda per gli abiti in percalle, un tessuto leggerissimo e compatto di cotone di solito usato per sottoveste e lenzuola. Ispira la moda con il bikini, con il quale è stata spesso fotografata a Saint-Tropez negli anni d’oro della sua carriera da attrice. Si sentiva sola la Bardot dopo aver perso amici cari come Alain Delon.
L’ultimo rifugio: la Madrague e l’immortalità
Da tempo si era ritirata nella sua tenuta La Madrague, “la tonnara”, un rifugio magico del quale la Bardot si era innamorata agli inizi degli anni ’60. Una proprietà nella quale non solo teneva i suoi animali ma che amava adornare con tante piante come le erbe selvatiche, la lavanda e il glicine. La vista sul mare completava la meraviglia di questo posto che gode anche di una spiaggia privata e di un pontile di legno per l’attracco di barche. Ed è qui, in questo Paradiso terrestre, tra il profumo di lavanda e la brezza marina, che la sua leggenda trova il suo riposo eterno.
B.B. ha lasciato disposizioni affinché La Madrague, il luogo che ha amato e dove ha goduto del lusso della solitudine e del silenzio, venga trasformato in un Museo dedicato a lei e alla sua Fondazione. Un santuario in cui l’eco della sua bellezza e della sua passione per la vita non smetterà mai di risuonare, rendendola, come un’onda infinita, davvero immortale.
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