L'edizione 2025, tenutasi a Roccella Jonica, al limite con la Basilicata, è stato un successo di gusto e solidarietà
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BOB FEST 2025: in scena una Calabria unica, golosa e solidale

Un assaggio dell'emozione del BOB FEST 2025 in 10 piatti. La Calabria al centro dell'enogastronomia italiana e mondiale

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Un successo straordinario per l’edizione 2025 del BOB FEST, il più prestigioso festival enogastronomico calabrese. Dal 28 al 30 giugno infatti, la suggestiva Riviera dei Gelsomini si è trasformata in una vivace piattaforma culturale, relazionale e di scambio. L’evento ha saputo coniugare alta cucina, una visione innovativa del territorio e un profondo impegno sociale, affermandosi come un appuntamento imperdibile nel calendario internazionale. La Calabria, cuore pulsante dell’iniziativa, ha accolto chef, professionisti e appassionati da ogni parte del mondo, consolidando la propria ascesa nel panorama dell’enogastronomia internazionale.

Una festa in numeri

I numeri del BOB FEST 2025 parlano chiaro e testimoniano un impatto eccezionale: oltre 3.000 partecipanti, 600 professionisti tra chef, pizzaioli, vignaioli, bartender creativi, pastry chef d’eccellenza, artigiani del gusto e comunicatori influenti. Il BOB FEST 2025 si è rivelato non solo un evento, ma un vero e proprio generatore di impatto culturale, economico e simbolico, narrando una Calabria inedita: non più solo una terra da scoprire, ma una regione che produce, dialoga e guarda al futuro con lungimiranza, valorizzando le proprie eccellenze. Un vero traino per il turismo enogastronomico in Calabria.

Il festival, fedele alla sua missione itinerante, ha saputo esaltare le bellezze e le potenzialità dell’intera regione. Le incantevoli scenografie del Porto delle Grazie, del maestoso Castello Carafa e della seducente Tenuta Torre Vèdera hanno ospitato un programma intenso di incontri, dialoghi internazionali e indimenticabili degustazioni, arricchite da performance artistiche. Momenti clou hanno incluso la presentazione del progetto Neogranìa di Petra Molino Quaglia, un’iniziativa che mira a riscoprire e valorizzare antichi grani. Oltre alla sontuosa cena di gala che ha visto la partecipazione di 20 super ospiti tra i massimi esponenti della gastronomia mondiale. Ogni singolo evento ha contribuito a mettere in luce l’identità plurale e profondamente generativa della Calabria.

Il meraviglioso Castello Carafa è stato una delle location
Castello Carafa

Bob e Airc: la partnership solidale

Oltre al trionfo enogastronomico, il BOB FEST ha ribadito il proprio impegno concreto nel sociale, rinnovando anche quest’anno la sua partnership con la Fondazione AIRC. Sin dalla sua prima edizione, il festival ha destinato parte del ricavato alla ricerca oncologica, offrendo un supporto tangibile ai ricercatori e alle ricercatrici impegnati quotidianamente nella lotta contro il cancro. Questa dimensione etica aggiunge un valore inestimabile all’evento, dimostrando come l’eccellenza del gusto possa e debba andare di pari passo con la responsabilità sociale.

BOB FEST 2025: un viaggio nel Cuore della Gastronomia Calabrese

Il BOB FEST 2025 è stato un’immersione totale nel patrimonio enogastronomico calabrese, un’esperienza sensoriale indimenticabile. Impossibile assaggiare ogni singola creazione presentata dai talentuosi professionisti, ma nel monte di quelli realmente gustati, seppure con le difficoltà del caso – scegliere tra capolavori di gusto, è davvero periglioso – siamo riusciti a stilare una un breve lista, concentrandoci su dieci piatti che, a nostro avviso, hanno saputo incarnare al meglio lo spirito, la creatività e l’anima più autentica della Calabria. 

Attenzione, non si tratta di una classifica, ma di una selezione dei piatti più convincenti, divertenti e, a tratti, irriverenti, che hanno saputo raccontare la regione attraverso sapori e tecniche. La nostra ricerca ha abbracciato l’intero spettro gastronomico del festival: pizzerie, gastronomie, ristoranti – sia fine dining che tradizionali – e, ovviamente, pasticcerie e gelaterie.

10 assaggi memorabili del BOB FEST 2025

Eugenio Iannelli – Agape Cetraro (CS): “La Panzella di Mare”

Un’ode alla freschezza e ai sapori mediterranei. Questo panino a vapore e fritto, realizzato con un blend di farine innovative (riso, riso gaba integrale germogliato, orzo germogliato, tipo 0, Senatore Cappelli e lievito madre), racchiude una succulenta ricciola che, seppur fritta, mantiene una leggerezza sorprendente. Il pesto di datterini gialli e rossi, i pomodori di Belmonte, le prugne, il pecorino del Monte Poro, l’aglio rosa di Nicastro, l’origano di Paola, la cipolla di Tropea, la menta e il cetriolo, la bisque di crostacei affumicata e la salsa tzatziki calabrese creano un’armonia di ingredienti che esaltano le note vegetali e la sapidità del mare, offrendo un gusto calabro autentico e vibrante. Un must per chi cerca la cucina di mare calabrese.

Il piatto dello chef Dario Amario per l'edizione 2025
Dario Amario – Foto M. Galluccio
Dario Amaro – Lanterna Rossa Dario Amaro Maratea (PZ): “Cannolo di gambero rosso crudo del golfo di Policastro su pasta fillo croccante”

Un vero e proprio gioiello di raffinatezza e freschezza. Il gambero rosso del Golfo di Policastro, di qualità eccellente, è il protagonista indiscusso, esaltato dalla croccantezza della pasta fillo. L’equilibrio tra la delicatezza della mousse di ricotta di capra, l’acidità del limone marinato e la vivacità del gazpacho e dell’olio al basilico rende questo cannolo un antipasto ideale, capace di stimolare il palato e prepararlo al percorso degustazione.

Nino Rossi – Qafiz Santa Cristina d’Aspromonte (RC): “Chawanmushi di funghi porcini, rognoncini al barbecue, sugo allo scoglio, nepetella”.

Il genio creativo di Nino Rossi, chef stellato del Qafiz, brilla in questo piatto che fonde sapientemente culture nipponiche con elementi distinti dell’Aspromonte. L’audace abbinamento di funghi porcini, rognoncini al barbecue, sugo allo scoglio e nepetella, sebbene non semplice, è stato realizzato alla perfezione, dimostrando una maestria unica nel creare armonie inaspettate e complesse. Un piatto che eleva la cucina calabrese a nuove vette.

Il piatto di Nino Rossi per BOB FEST 2025
Nino Rossi – Foto M. Galluccio
Salvatore Morello – Inkiostro Parma (PR): “Bottoni, maiale nero di Calabria, ceci di Squillace, ricci e Daidai”.

Lo chef Morello, noto per la sua incessante ricerca e il suo estro creativo, non ha deluso. I “Bottoni” sono un esempio lampante della sua tecnica impeccabile: un ripieno di maiale nero di Calabria, un ingrediente di grande pregio, bilanciato dalla dolcezza dei ceci di Squillace e arricchito dalla sapidità inconfondibile dei ricci. L’aggiunta del Daidai, un agrume aromatico, conferisce una nota di freschezza e acidità che eleva ulteriormente il piatto. Un capolavoro di alta cucina italiana.

Federica Di Lieto: “Pappaluni, pesce stocco e peperoni”.

Un inno alla tradizione e alla riscoperta dei sapori autentici. Federica Di Lieto ha valorizzato i “Pappaluni”, una varietà di fagioli rari e preziosi coltivati nell’Aspromonte, noti per il loro sapore delicato e la buccia sottile. Il loro abbinamento con il pesce stocco e i peperoni crea un tripudio di gusto e consistenze, un piatto che non solo appaga il palato, ma contribuisce anche a preservare e promuovere ingredienti locali a rischio di estinzione. Un esempio perfetto di cucina tradizionale calabrese.

Leonardo D’Ingeo – Fran: “Zuppa fredda di vegetali e frutti fermentati, cipolla di Tropea in aceto di kombucha, cavolo cappuccio alla cenere, semola”.

Questo piatto, totalmente vegetale, è stato senza dubbio uno dei più sorprendenti dell’intero festival. Leonardo D’Ingeo ha saputo creare un’esperienza gustativa inattesa e appagante, dimostrando come la cucina a base vegetale possa raggiungere vette di complessità e sapore pari, se non superiori, a quelle tradizionali. Le fermentazioni e le consistenze diverse hanno offerto un gioco di contrasti e armonie che ha catturato e deliziato il palato. Un’innovazione nel campo della gastronomia calabrese.

Il piatto di Leonardo d'Ingeo per BOB FEST 2025
Leonardo d’Ingeo – Foto M. Galluccio
Antonio Martino – Pensavo peggio Praia a mare (CS) Roma (RM): “Cornettomisù: bagna al jefferson, crema al mascarpone, caciocavallo silano Dop, scaglie di cioccolato fondente Callebaut”.

Antonio Martino è un vero mago degli impasti, e il cornetto è il suo cavallo di battaglia: sfogliato, burroso e fragrante. In questa versione innovativa, il cornetto viene esaltato da una farcitura audace e geniale. L’equilibrio tra la bagna al Jefferson, la morbidezza della crema al mascarpone e la sapidità inaspettata del caciocavallo silano DOP crea un contrasto che funziona in modo sorprendente. Le scaglie di cioccolato fondente Callebaut aggiungono una nota di amaro che completa magnificamente questo dolce “che fa sognare”, dimostrando l’uso magistrale di un ingrediente salato in un contesto dolce. Una rivisitazione creativa della pasticceria calabrese.

Stefano Guizzetti – Ciacco Milano (MI): “Torta di rose con bagna al cedro e acqua di fiori d’arancio, sorbetto alla liquirizia e elicriso”.

Il pastry chef Stefano Guizzetti, rinomato per i suoi gelati, sorbetti e impasti di alta qualità, ha creato un dessert che è un inno alla Calabria. Utilizzando ingredienti locali di eccellenza come il cedro e la liquirizia, ha saputo giocare con consistenze e profumi paradisiaci. La torta di rose, soffice e fragrante, si sposa perfettamente con la freschezza agrumata della bagna al cedro e la dolcezza floreale dell’acqua di fiori d’arancio. Il sorbetto alla liquirizia e elicriso aggiunge un tocco aromatico e rinfrescante, chiudendo il cerchio di un’esperienza sensoriale indimenticabile. Un esempio di dessert calabrese innovativo.

Gianfranco Pascucci – Pascucci al Porticciolo Fiumicino (RO) (dalla cena di gala): Fusillo in assoluto di Calamaro.

La cena di gala del 30 giugno ha visto la partecipazione di nomi del calibro di Nino di Costanzo, Floriano Pellegrino e Marco Ambrosino. Ma anche Francesco Stara, Belu Melamed, Mauro Pompili, Francesco Arnesano e tutti i ristoranti stellati calabresi. Tra i tanti, a convincerci è stato Gianfranco Pascucci, il “signore del mare”, che ha deliziato gli esigenti ospiti con un piatto d’autore di rara eleganza. Il fusillo, condito con un ristretto di calamari, guarnito con una “finta plastica” trasparente, che ha donato un sorprendente effetto scenico, esaltando la purezza e l’intensità del sapore del calamaro. Un’esperienza di fine dining indimenticabile.

Il piatto di chef Errico Recanati alla cena di gala del BOB FEST 2025
Errico Recanati – Foto M. Galluccio
Errico Recanati – Andreina Loreto (AN) (dalla cena di gala): Scampo che rincorre la lepre.

Un altro piatto memorabile dalla cena di gala, firmato da Errico Recanati. Questa proposta audace e innovativa vede lo scampo protagonista, affiancato in maniera egregia dalla lepre. La combinazione, apparentemente insolita, è bilanciata da una distintiva nota affumicata, cifra stilistica dello chef che predilige la cottura su griglia e braci. Un esempio lampante di come l’alta cucina possa creare armonie inattese, giocando con ingredienti di terra e di mare in un connubio sorprendente.

Una Calabria che parla al mondo

Il successo del BOB FEST 2025 non si misura solo in numeri, ma anche nel valore inestimabile che ha offerto a tutti i partecipanti. Per i seicento professionisti – chef, pizzaioli, vignaioli, bartender, pastry chef, artigiani e comunicatori – il festival è stato una straordinaria opportunità di networking, di scambio di idee e di visibilità. I talenti calabresi, in particolare, hanno avuto la possibilità di promuovere le proprie creazioni e il proprio territorio su un palcoscenico di risonanza internazionale. Consolidando così la propria reputazione e aprendo nuove prospettive di collaborazione.

Un evento itinerante e ambizioso

A chiudere l’edizione, le parole di Alessandra Molinaro e Silvia Rotella, organizzatrici del festival insieme ad Anna Rotella, Roberto Davanzo e Rino Gemelli, dell’associazione Alchimisti per Amore APS. “Lo scorso anno abbiamo inaugurato un nuovo format del BOB FEST: itinerante, ambizioso, pensato per valorizzare l’intera regione. Come ogni inizio, è stato accompagnato da dubbi, incertezze, timori. Non avremmo mai immaginato che, nel giro di così poco tempo, il festival potesse raggiungere questa maturità, consacrandosi come uno degli appuntamenti più significativi del panorama enogastronomico nazionale.”

I cinque del team hanno inoltre sottolineato la sfida organizzativa che l’itineranza comporta, una “ripartenza” ogni anno che chiede di “ricominciare da capo, senza automatismi, con tutte le complessità che comporta e la responsabilità di custodire un’identità in movimento”. Nonostante ciò, la promessa è chiara: “Ma dopo Roccella, non abbiamo più dubbi: ci vediamo nel 2026. Ancora una volta, da un altro angolo di Calabria.” chiosano i cinque organizzatori

Questa visione proiettata al futuro ribadisce che il BOB FEST è molto più di un semplice evento: è un atto collettivo di fiducia nel potere del cibo di generare cambiamento. È una Calabria che prende parola, senza filtri, senza folklore, con competenza e visione. Una regione che non solo si scopre, ma che crea, dialoga e si dimostra lungimirante. Soprattutto pronta ad accogliere il mondo e a mostrare la propria essenza più autentica.

BOB Fest 2025 replicherà gli appuntamenti e i talk della scorsa edizione

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BOB FEST pronto per il capitolo 2026

Il prossimo appuntamento sarà nel 2026, in una nuova tappa di questo entusiasmante percorso itinerante. La location verrà annunciata nei prossimi mesi, ma la direzione è chiara: costruire ogni anno un racconto capace di unire comunità locali, professionisti internazionali e nuovi linguaggi. Sempre partendo dalla Calabria, cuore pulsante di questa straordinaria avventura enogastronomica. L’edizione 2025 del BOB FEST ha superato ogni aspettativa, consolidandosi come un faro dell’eccellenza enogastronomica e un motore di valorizzazione territoriale per la Calabria. Un festival che ha saputo unire il piacere del gusto all’impegno sociale e alla cultura popolare. Lasciando un segno indelebile nei cuori e nei palati di tutti i partecipanti.

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