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Il filo e il fiore: weekend tra Bevagna e Spello, nel “Cuore Verde d’Italia”

Due borghi e due modi opposti di amare lo stesso territorio: i fiori di Spello, i mestieri medievali di Bevagna. Un itinerario lento e accessibile nel cuore dell’Umbria.

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All’imbrunire, in una bottega di Bevagna, un artigiano fa girare il grande torcitoio della seta esattamente come si faceva sette secoli fa. A pochi chilometri, sui muri di Spello, i gerani colano dai balconi come piccole cascate rosse. In questi due gesti – il filo e il fiore – c’è quasi tutto quello che rende la Valle Umbra diversa dal resto d’Italia. Non a caso conviene visitarli insieme. “Cuore Verde d’Italia” è il soprannome con cui da secoli si racconta l’Umbria, e Bevagna e Spello ne sono due interpreti tra i più autentici. Vicinissimi, eppure agli antipodi. E questo è il periodo più interessanti per visitarli. Bevagna si prepara al suo Mercato delle Gaitedal 17 al 28 giugno 2026 -, mentre Spello ha appena spento i colori dell’Infiorata del Corpus Domini, che torna puntuale ogni anno a inizio estate.

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Quello che li unisce non è solo la prossimità, ma un modo di stare al mondo: turismo lento, sostenibilità, e un’attenzione all’accessibilità che qui non è uno slogan. Se Spello incanta con l’eleganza romana e i fiori, Bevagna risponde con una struttura medievale quasi intatta, raccolta e pianeggiante, dove la vita sembra scorrere ancora secondo i ritmi delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri.

Bevagna e Spello, weekend nel Cuore Verde d’Italia - Bottega medievale al Mercato delle Gaite di Bevagna
Il borgo di Spello – ph Credit: Valle Umbra e Sibillini

Spello: la “Splendidissima Colonia Julia” e l’arte del fiore

Spello, adagiata sulle pendici del Monte Subasio, accoglie il visitatore con il calore della sua pietra rosa, che cambia sfumatura a seconda della luce. Conosciuta in epoca romana come “Splendidissima Colonia Julia”, conserva imponenti testimonianze di quel passato, come le Torri di Properzio e la Porta Venere, che incorniciano uno degli accessi al centro storico – l’ingresso principale resta la Porta Consolare -. Ma l’anima di Spello si scopre nei vicoli. Qui l’amore per il territorio prende la forma di un concorso, “Finestre, Balconi e Vicoli Fioriti”: per mesi gli abitanti curano gerani, ortensie e petunie, trasformando ogni angolo in una galleria a cielo aperto. È un regalo gratuito per chi passeggia, e dura tutta la bella stagione.

L’apice arriva con le Infiorate di Spello, in occasione del Corpus Domini: nel 2026 sono cadute il 6 e 7 giugno, la prossima edizione è attesa per giugno 2027. Per una notte intera il borgo diventa un cantiere creativo: circa duemila persone lavorano senza sosta per stendere tappeti e quadri fatti solo di petali ed erbe aromatiche, lungo quasi due chilometri di strade. All’alba il borgo è coperto da un manto profumato, destinato a svanire con la processione. Chi pianifica il viaggio in anticipo faccia un solo gesto: segnare in calendario il fine settimana del Corpus Domini.


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Bevagna: il Medioevo vivo e il Mercato delle Gaite

Sul fondo della valle, a pochi chilometri, sorge Bevagna. A differenza della maggior parte dei borghi umbri, arroccati sulle colline, è raccolta e pianeggiante: questo la rende uno dei centri più accessibili per chi ha difficoltà motorie o, semplicemente, ama camminare senza dislivelli. Il cuore è Piazza Silvestri, uno degli spazi medievali più armoniosi d’Italia. Qui le chiese romaniche di San Silvestro e San Michele Arcangelo si fronteggiano con una sobrietà solenne. La forza di Bevagna sta nella sua autenticità quotidiana: nel suono dell’acqua del Clitunno, che lambisce il borgo prima di dare origine al Timia, e nella solidità delle mura. La sua magia più grande, però, si rivela durante il Mercato delle Gaite, una delle rievocazioni storiche più documentate d’Europa, in scena negli ultimi dieci giorni di giugno: nel 2026 la 37ª edizione si tiene dal 17 al 28.

Le quattro “Gaite” – i quartieri storici di San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietrosi – si sfidano nella ricostruzione fedele della vita quotidiana tra il 1250 e il 1350. Non è una sfilata, ma un’immersione: le botteghe riaprono e i maestri artigiani mostrano come si produceva la carta bambagina, come si tesseva la seta, come si forgiava il ferro o si lavorava la cera. Entrare in una Gaita significa varcare una porta temporale, i rumori, gli odori e i gesti sono quelli di sette secoli fa. Ma vuol dire anche capire, senza filtri, il valore del lavoro manuale che, ancora oggi, caratterizza questa parte di Umbria.

Bevagna e Spello, weekend nel Cuore Verde d’Italia - Bottega medievale al Mercato delle Gaite di Bevagna
Panoramica del borgo di Bevagna

Come muoversi tra Bevagna e Spello: logistica e sostenibilità

Organizzare un weekend tra Bevagna e Spello è semplice, ma qualche dettaglio pratico aiuta. Spello è la più comoda: la sua stazione è servita dalle linee regionali – da Foligno, Perugia e Spoleto – e dista una decina di minuti a piedi da Porta Consolare. Bevagna, invece, non ha ferrovia e si raggiunge in autobus Busitalia, di norma con cambio a Foligno, lo snodo dei trasporti della valle.

I due borghi distano l’uno dall’altro appena otto chilometri: dodici minuti in auto, ma la valle pianeggiante li rende collegabili anche in bicicletta, lungo percorsi che attraversano vigneti e oliveti. Con i soli mezzi pubblici il collegamento diretto è poco fluido – si passa comunque da Foligno – quindi per spostarsi tra l’uno e l’altro la bici, l’auto o un breve transfer restano le scelte più pratiche. La bici è comunque un buon compromesso per limitare l’uso dell’auto, senza rinunciare alla libertà di fermarsi davanti a un oliveto secolare. Per dormire, gli agriturismi e le case storiche dei borghi permettono di sostenere un’economia che mette al primo posto la tutela del paesaggio.

Bevagna e Spello, weekend nel Cuore Verde d’Italia - Bottega medievale al Mercato delle Gaite di Bevagna

Sapori del territorio: olio, legumi e Sagrantino

Qui la gastronomia è una celebrazione della terra e del tempo. Spello è la città dell’olio extravergine d’oliva, estratto soprattutto dalla cultivar Moraiolo che cresce sulle pendici del Subasio: al Frantoio di Spello, cooperativa che lavora le olive del territorio, si può assaggiare l’olio DOP degli oliveti circostanti. Un pane bruschettato con l’olio nuovo, racconta l’Umbria meglio di qualsiasi monumento. A Bevagna la cucina segue i cicli dei fiumi e dei campi, con i legumi tra i protagonisti: la cicerchia e le leguminose locali compaiono spesso nelle zuppe, accanto a eccellenze regionali come la lenticchia di Castelluccio di Norcia. Lenticchia minuscola e dalla buccia sottilissima che cresce a un paio d’ore di strada, nell’Umbria sud-orientale.

Non si lascia la zona senza aver bevuto un buon calice di Sagrantino di Montefalco, un rosso potente che nasce a pochi chilometri. È la storia di un vitigno che ha rischiato di sparire e che, a partire dagli anni Settanta, è stato riportato in vita – un rilancio legato soprattutto al lavoro della Cantina Arnaldo Caprai – fino a diventare uno dei simboli dell’enologia italiana. Oggi molte cantine della zona propongono degustazioni accessibili. E mangiare, qui, resta soprattutto un atto di rispetto per la materia prima: dal tartufo nero ai salumi della tradizione norcina, ogni ingrediente è valorizzato con semplicità. Senza bisogno di grandi budget o scenografie per essere indimenticabile.

Piazza Silvestri a Bevagna

Quando andare

Il Mercato delle Gaite di Bevagna anima il borgo negli ultimi dieci giorni di giugno – nel 2026 dal 17 al 28 -. Le Infiorate di Spello tornano ogni anno per il Corpus Domini – nel 2026 il 6 e 7 giugno, prossima edizione nel 2027 – mentre il concorso dei balconi e dei vicoli fioriti colora il borgo per tutta la bella stagione. Il periodo migliore per il weekend va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate.

Dove mangiare e dormire

A Bevagna, per la cucina del territorio, due indirizzi: Antiche Sere, in Piazza Garibaldi, e Al Monastero, tavola d’autore in un ex convento. A Spello, l’Osteria del Buchetto regala una terrazza panoramica sulla valle, mentre La Cantina di Spello sorprende per l’ambiente, ricavato in una cantina di pietra tra ceramiche di Deruta. Per dormire nel segno della sostenibilità, gli agriturismi tra gli ulivi sono la scelta più coerente: Maestà delle Quattro Chiavi e Il Corbezzolo dalle parti di Bevagna, Il Barco nei pressi di Spello sono i nostri suggerimenti più convinti.

Cantine e frantoi

Per una degustazione di Sagrantino si sale a Montefalco, a pochi chilometri: tra le molte realtà, Arnaldo Caprai, Colle Ciocco, condotta dalla stessa famiglia da sei generazioni, e la storica Scacciadiavoli, cantina costruita alla fine dell’ottocento. Per assaggiare e acquistare ottimi extravergine, oltre al Frantoio di Spello, vi suggeriamo anche il Frantoio Feliziani, qui oltre ai grandi Evo, anche una selezioni di specialità locali da gustare per conoscere il meglio della natura umbra. Nota: orari e disponibilità cambiano spesso, conviene verificare e, dove possibile, prenotare in anticipo una degustazione o una visita.

Perché tornare in Umbria

Un weekend tra Bevagna e Spello lascia una convinzione: la bellezza più profonda sta nella cura. Questi borghi insegnano che il territorio non è qualcosa da consumare, ma un organismo vivo. Come i fiori che Spello accudisce o i mestieri che Bevagna custodisce. Portarsi a casa il profumo dei petali calpestati all’Infiorata e la solidità delle pietre medievali, significa ricordare che la vera ricchezza è quella che sappiamo preservare e condividere.

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Scritto da
Marica Musumarra

"Fiera di essere nata negli anni Ottanta (anche se in calcio d'angolo), le mie giornate sono fatte di scrittura, tazzine di caffè e vista mare. Sono stata adottata dall'Emilia Romagna per 7 anni, ma poi Catania mi ha richiamato in patria. La scrittura è la mia forza, la penna (o la tastiera) la mia arma. E ho trasformato la mia più grande passione nel mio lavoro, con sacrificio ma anche con immensa soddisfazione”.

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