A Bacco & Bacalà l'anteprima della Festa del Bacalà alla vicentina
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Bacco & Bacalà 2025, a Sandrigo si festeggia lo Stoccafisso IGP

A Sandrigo torna l'evento che anticipa l'imperdibile 38ª Festa del Bacalà alla Vicentina con degustazioni, masterclass e l'affascinante racconto di Pietro Querini

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L’estate volge al termine, ma le celebrazioni sotto il sole non accennano a finire. Anzi, si avvicina un periodo delizioso che profuma di baccalà, con l’attesissima Festa del Bacalà. Mancano pochi giorni a uno degli eventi più attesi dagli amanti della buona cucina e delle tradizioni venete. Quest’anno, per l’undicesima edizione, l’esperienza si arricchisce ulteriormente con “Bacco & Bacalà“, una preview che promette di deliziare i palati e stimolare la curiosità.

Un indimenticabile viaggio enogastronomico, dove sapori autentici e abbinamenti sorprendenti saranno i veri protagonisti. L’evento che celebra i sapori del territorio, si svolgerà il 14 settembre a Villa Mascotto a Sandrigo. Con un format rinnovato, Bacco & Bacalà offrirà diverse formule di degustazione. Approfondimenti sul mondo del vino e della mixology e abbinamenti mirati a esaltare lo Stoccafisso di Lofoten IGP, di fatto, anticiperanno la trentottesima Festa del Bacalà alla Vicentina, in programma dal 18 al 29 settembre.

Come nasce la passione tra il Veneto e lo stoccafisso

Aprile del 1431 dalle coste assolate di Creta, Pietro Querini salpò al comando della sua maestosa caracca Gemma Querina. La rotta, inizialmente tracciata con cura e fiducia, prevedeva un viaggio senza intoppi, ma il destino, come spesso accade, aveva in serbo ben altre sorprese. Al largo delle impervie coste della Spagna Settentrionale, dove le onde dell’Atlantico si infrangono con forza contro la terraferma, la “Gemma Querina” fu improvvisamente colta da una tempesta di inaudita violenza. Venti ululanti e onde gigantesche si abbatterono sulla nave per giorni interi, trasformando il mare in un inferno di schiuma e furia. La caracca, pur essendo robusta, fu sballottata come un guscio di noce, perdendo la rotta e la speranza.

Dopo settimane interminabili di navigazione alla deriva, in balia delle correnti e delle intemperie, i pochi marinai superstiti riuscirono a calare le scialuppe, abbandonando la nave ormai condannata. Affrontando un freddo pungente e la crescente fame, i coraggiosi uomini remarono instancabilmente, spinti dalla sola volontà di sopravvivere. Il loro viaggio li portò sempre più a nord, attraverso acque sconosciute e inospitali. Fino a quando, dopo un’odissea che sembrava non avere fine, le scialuppe raggiunsero le remote e affascinanti isole Lofoten. Erano arrivati a ben 200 chilometri oltre il Circolo Polare Artico.

Bacco & Bacalà 2025, undicesima edizione
I calici di Bacco & Bacalà – Credit Bacco & Bacalà

Tutto ebbe inizio a Røst

L’epopea dell’equipaggio della Gemma Querina si concluse sull’ultima isola dell’arcipelago, Røst nelle gelide acque del Mare di Norvegia. In un paesaggio di una bellezza cruda e selvaggia, dove il sole estivo non tramonta mai e l’inverno è lungo e rigido. Qui i naufraghi trovarono rifugio e, seppur provati e privati di quasi tutto, furono accolti dalla popolazione locale, pescatori abituati alla durezza della vita polare.

Quella piccola isola sperduta divenne il palcoscenico di un incontro tra mondi lontani. Un luogo dove la resilienza umana si scontrò con la forza implacabile della natura. A Røst inizio una lunga storia di sopravvivenza, adattamento e scambio culturale unico. Querini e i superstiti dell’equipaggio furono ospitati della comunità locale che nei diari viene descritta come “pura e generosa” per un periodo che viene definito “100 giorni in Paradiso”.

Pietro e i suoi tornarono a Venezia con un dono unico e mai visto: 60 stoccafissi. Era lo skrei, un merluzzo selvatico norvegese migratore, il cui nome deriva dal termine norreno “skrida” – migrare -. Con questa avventura si diede inizio al commercio dello stoccafisso e del baccalà dalla Norvegia all’Italia. Oggi il nostro Paese consuma oltre il 90% del prodotto esportato dalla Norvegia.

A Bacco & Baccalà il bacalà alla vicentina
Bacalà alla Vicentina – credit Bacco & Bacalà

Bacalà alla vicentina, dove si incontrano mare e pianura

Uno dei piatti più conosciuti a base di stoccafisso è il bacalà – rigorosamente con una “c” – alla vicentina. La ricetta, tramandata di generazione in generazione, prevede che lo stoccafisso sia pestato, messo a bagno per tre giorni, in acqua più volte rinnovata, e reidratato.

Una volta che lo stoccafisso ha ripreso la sua consistenza, eliminte le spine, si infarina e condisce con prezzemolo, aglio, pepe e cipolla tritata. Infine si stufa con qualche sarda salata. Lo si irrora con olio e latte fresco intero e si cuoce poi a fuoco bassissimo per qualche ora. Un connubio che avvicina il mare alla pianura, come avveniva nel Regno del Triveneto. Il Bacalà alla Vicentina si serve con la polenta bianca o gialla, tagliata a fette ripassate sulla griglia.

Per tutelare la tradizione, nel 1987 è sorta la “Confraternita del Bacalà”, un’associazione di ristoratori e gastronomi fondata a Sandrigo, a pochi chilometri a nord di Vicenza. Questa località è infatti conosciuta come la “patria del baccalà”. Sempre a Sandrigo si tiene annualmente una festa dedicata a questo piatto, giunta quest’anno alla sua 38ª edizione, che si svolge in due settimane: dal 18 al 21 e dal 25 al 29 settembre 2025. Qui il programma.

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Bacco & Bacalà, le masterclass

Questa nuova edizione Bacco & Bacalà si arricchirà anche di due masterclass: la prima “Bacalà o’clock, l’aperitivo alternativo a Sandrigo” inizierà alle ore 12:00 mentre la seconda “Stock-tail: il gusto delle combinazioni”, partirà alle 18:30. Entrambe saranno guidate da Francesco Bruno Fadda, direttore editoriale di The Over Magazine e curatore della guida Spirito Autoctono, e da Lara De Luna, giornalista de Il Gusto. A curare e realizzare le ricette il Gustosofo, al secolo Michele Di Carlo master bartender internazionale e brand ambassador di Maschio Bonaventura. (Qui informazioni e prenotazioni)

Due laboratori che sdoganeranno l’abbinamento cibo-cocktail presentando tre miscelati accompagnati da altrettanti cicchetti con il bacalà. La proposta gastronomica quest’anno sarà particolarmente ricca e variegata: il pubblico potrà assaporare un tris di cicchetti a base di Stoccafisso di Lofoten IGP o gli gnocchi di Posina, nella versione classica o abbinati al bacalà.

La Confraternita del Folpo di Noventa Padovana e il Club Sandwich Del Doge di Jesolo invece accontenteranno gli amanti dello street food con hamburger e club sandwich, nella variante classica o con il bacalà. A queste proposte si aggiungeranno la porchetta della Pro Loco di Zugliano, lo scartosso di Avannotti De.Co. della Pro Loco di Bolzano Vicentino, i formaggi della cooperativa Lattebusche e la carne cruda di altissima qualità della Confraternita della battuta al coltello.

Per vivere l’esperienza anche in modalità aperitivo, a partire dalle ore 17:00, Bacco & Bacalà sarà accessibile con ingresso libero e consumazione. Sempre nel pomeriggio l’evento sarà accompagnato da buona musica che allieterà l’atmosfera conviviale e godereccia della manifestazione.

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Degustazioni e abbinamenti oltre la tradizione

L’apertura dei cancelli è fissata per le ore 12:30, con la possibilità di acquistare in prevendita un pacchetto speciale per il pranzo. I partecipanti potranno immergersi in un percorso enogastronomico che include, nel vasto parco e sotto i portici di Villa Mascotto, la degustazione di cocktail, alcolici e analcolici, nell’angolo gintoneria e nell’area aperitivi. Sarà anche un’occasione per scoprire gli spumanti e i vini bianchi di numerose aziende vitivinicole, tra cui spiccheranno Tenuta Natalina Grandi, Tenuta Mancassola e Cantina Beato Bartolomeo di Breganze.

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Scritto da
Alessandra Iannello

I siciliani si dividono fra siciliani di terra e siciliani di mare. Quelli di terra rimangono nell’Isola, quelli di mare viaggiano in giro per il mondo ma tornano sempre a casa. Io sono una siciliana di mare e le passioni conducono la mia vita. Ho fatto dell’amore per la scrittura la mia professione e per questo sono diventata giornalista. Racconto storie di vita, di territori, di viaggi e cibi attraverso la lente delle mie esperienze e del mio sentire. Esploro il territorio insieme alle persone che mi raccontano le loro emozioni e il loro saper fare, un sapere millenario frutto dell’unione di tradizioni e di tecnologie moderne.

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