Il ciclone Atp Finals si è abbattuto sull’Italia. Nonostante la concentrazione su Torino, il suo eco si avverte in tutta la penisola. Dalle Alpi allo Stretto di Messina, isole comprese, l’Italia è avvolta nella morsa dei servizi in kick e dei rovesci lungolinea.
Oltre che in quella del processo di sinnerizzazione. Dopo questa settimana piena di tennis, a citofonarci la domenica mattina arriveranno i Testimoni di Roger (Federer, ndr) per cercare di convertire più persone possibili al tennis, mandando all’inferno i tifosi di calcio e in purgatorio i giocatori di padel. Bonus luxury paradiso per quelli che si immoleranno a Sinner!

Le ATP Finals a Torino fino al 2030
La prima edizione delle Finals si è tenuta a Tokyo nel 1970 ed è stata vinta da Stan Smith. Dopo aver fatto il nomade per vari anni, il torneo, noto anche come quello “dei Maestri”, dal 2021 è arrivato a Torino e qui resterà almeno fino al 2030. Nel momento di esaltazione generale per il tennis, Angelo Binaghi, presidente della FITP, vorrebbe che le Finals diventassero un evento italiano, “il nostro super Bowl”.
Peccato che oggettivamente le ATP Finals non sono e non potranno mai essere un evento italiano, sebbene quest’anno possano sembrarlo, sebbene quattro tennisti portino il tricolore ben issato sulle spalle: Bolelli e Vavassori nel doppio, Sinner e Musetti nel singolo. Alle ATP Finals partecipano i migliori otto giocatori del mondo. E’ quindi, di per sé, è proprio un evento internazionale.
La “race”: la classifica che decide chi partecipa alle Finals.
La race è la classifica che si basa sui risultati degli incontri disputati nell’anno solare e, ogni anno, a gennaio si azzera. Quindi, a differenza del ranking, non ci sono punti da “difendere”. I giocatori che, a fine stagione, raggiungono le prime otto posizioni partecipano alle Finals.
Probabilmente l’anno prossimo la race si chiuderà con il Master di Parigi, una settimana prima rispetto a quanto accaduto quest’anno, che di fatto abbiamo saputo solo il sabato sera prima dell’inizio del torneo il nome degli otto partecipanti definitivi. E il nostro Lorenzo Musetti, entrato come riserva di Djokovic, è passato dalla finale di Atene al campo dell’Inalpi Arena di Torino in un giorno solo.
Nota di costume, sia Musetti sia Felix Auger- Aliassime che aspettava la finale tra Djokovic e Musetti per conoscere il proprio destino, si sono persi tutte le presentazioni ufficiali dell’evento, e quindi non potranno far vedere ai nipotini le foto che attestano che nel 2025 erano lì, a Torino, tra i migliori otto giocatori al mondo.

La struttura delle Atp Finals
Gli otto campioni, divisi in due gironi, si affrontano con la modalità del round robin. Ovvero tutti contro tutti senza eliminazione diretta che invece vige per le semifinali, in cui i migliori due del girone affrontano i migliori due dell’altro. In due semifinali distinte, ovviamente. Parallelamente, ci teniamo a dirlo perché sembra stiano passando sottotono, a Torino si svolgono anche le Finals del doppio maschile. Giusto precisarlo perché, tra i migliori otto doppisti, ci sono anche i nostri Bolelli e Vavassori che oltretutto si sono già assicurati le semifinali.
Alla lista dei qualificati per le semifinali, dove figura già Jannik Sinner, si sono aggiunti ieri sera Carlos Alcaraz, vittorioso su Lorenzo Musetti, e Alex De Minaur. Curiosamente, De Minaur accede alle semifinali pur avendo vinto un solo incontro – proprio contro Musetti -, grazie alla migliore differenza set.
Prossimo avversario di De Minaur proprio Sinner – sabato 15 il match -, un amico fuori dal campo, ma anche la sua “bestia nera”. De Minaur e Sinner si sono affrontati 12 volte in carriera, e finora l’italiano ha sempre prevalso.
Nitto ATP Finals, ultimo impegno per i tennisti.
Le Nitto Atp Finals sono l’ultimo impegno da “singoli” per i tennisti. Dopo questo torneo la stagione è finita, ma non per tutti. La settimana prossima, infatti, esattamente il 19 novembre, per l’Italia comincia l’impegno in Coppa Davis e la nostra squadra, dopo il chiacchierato forfait di Jannik Sinner, incassa anche quello di Lorenzo Musetti.
Il carrarino non ce la fa. E, dopo averlo visto contro Alcaraz, non possiamo fare a meno di credergli. Quindi adesso il nostro numero 1 sarà Flavio Cobolli. Della Davis però avremo modo di parlarne e anche della speranza che arrivi Sonego, perché a proposito di numeri 1, dobbiamo darvi la notizia che… Carlos Alcaraz e’ ufficialmente di nuovo il numero 1 e resterà tale fino al nuovo anno. Anche se Jannik dovesse confermere i 1500 punti vincendo di nuovo il torneo, il primato resterà dello spagnolo

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Quanto guadagnano i tennisti che partecipano alle Finals?
Partecipare alle Finals non è solo questione di prestigio, ma anche l’occasione per i tennisti di “arrotondare” un po’ i loro guadagni! Parliamo del singolare e partiamo dalle riserve, che quest’anno sono Alexander Bublik e Casper Ruud. I due giocatori, solo per la loro presenza a Torino, nell’ipotetica possibilità di sostituire uno dei titolari, percepiscono un compenso di 155.000 dollari. La partita vinta in round robin vale 396,500 dollari. La vittoria in semifinale invece porta nelle tasche dei tennisti 1.183.500 dollari. Vincendo la finale il prize money è di 2.367.000 dollari.
Chi vince la finale da campione imbattuto, prendete il pallottoliere, si porta a casa 5.071.000 dollari, cifra che è pure difficile da leggere.
Le telecronache delle partite
Tutte le partite le trasmettono Sky e Now, una partita al giorno viene però trasmessa anche da Rai Due che per la partita serale ha addirittura mandato in onda il tg in modalità ridotta. E, sulla Rai, è tornato in qualità di commentatore tecnico Adriano Panatta in coppia con Marco Fiocchetti.
È quindi scontro diretto con il suo migliore amico ed ex compagno di squadra Paolo Bertolucci, ormai voce fissa di Sky in coppia con Elena Pero.
Partiamo dalla coppia della Rai. Marco Fiocchetti ha adottato una telecronaca interlocutoria e un tantino logorroica. Sappiamo più della vita di Fiocchetti dopo tre gioni di ATP Finals che di quella di un influencer che fa il diario del giorno da due anni. All’euforia oratoria di Fiocchetti, Panatta reagisce con lunghi silenzi che però parlano.
Adriano Panatta è un personaggio. Si è guadagnato autorevolezza nel tennis grazie alla sua onorata carriera che probabilmente lo rende uno dei pochi che parla e riesce a zittire tutti. O almeno ci riusciva fino a quando non è arrivato “il popolo di X” che lo ha accusato di godere quando Sinner sbaglia.
A lui non importa nulla, manda le sue frecciatine e poi lascia a Fiocchetti il compito di interpretarle. Insomma che Zverev sia scarso a rete o che Sinner stia giocando in maniera noiosa, Panatta non l’ha detto, ma lo abbiamo capito tutti. Anche quelli che adesso lo vogliono chiuso in una RSA insieme a Nicola Pietrangeli. In buona sostanza, tutti talmente concentrati a detestare Panatta, che Alessandra Pero è diventata una groupie di Sinner!
Gli otto tennisti delle Finals.
Jannik Sinner è arrivato da numero uno alle Finals dopo aver vinto il Master di Parigi ma la vetta ha dovuto subito lasciarla a Carlos Alcaraz, perché appena cominciato il torneo gli sono stati tolti i 1500 punti che ha guadagnato l’anno scorso vincendo le Finals 2024. Carlos Alcaraz vuole confermare di essere lui il vero numero 1 e riuscire ad arrivare in fondo a una competizione in cui non ha mai raggiunto traguardi alti.
Taylor Fritz, Alexander Zverev, Ben Shelton e Alex De Minaur vogliono tutti prendersi la rivincita sui due campioni che li hanno un po’ strapazzati. Speriamo che i diretti interessati abbiano fatto i dovuti scongiuri perché per tutti la finale di queste Finals è già scritta: tutti scommettono su chi saranno i due protagonisti, anche se nessuno azzarda previsioni sul vincitore assoluto.

Note di stile alle Finals
Nonostante sia un evento che catalizza l’attenzione mediatica e social, le Atp Finals non sono un’occasione mondana. Gli sponsor preferiscono chiamare i loro ambassador tennisti invece di aprire le porte a vip vari ed eventuali. Tra i vip dobbiamo segnalare la presenza di Pierfrancesco Favino, presente fondamentalmente per promuovere Il Maestro, il film appena uscito nelle sale in cui interpreta un ex giocatore di tennis, che, dopo una carriera mediocre, si dedica a fare il maestro a un ragazzino – a breve la recensione su questi schermi -.
Le uniche note di stile di cui vi possiamo quindi parlare sono quelle che riguardano i giocatori.
Ben Shelton in canotta si contende l’ultimo post sorprendentemente con Taylor Fritz che, grazie a Boss, insieme a Matteo Berrettini, è stato sempre tra i più eleganti dei tornei a cui ha partecipato. Stavolta, complice un colore anonimo e una taglia sbagliata, sembrava essere passato direttamente dal letto al campo. Alex De Minaur e Lorenzo Musetti entrambi in Asics ed entrambi con lo stesso completino nero damascato, quando si sono affrontati vestiti uguali, sembravano stessero giocando a Wimbledon, versione lutto.

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Alexander Zverev, il più elegante
Auger-Aliassime ha scelto il lilla e il motivo ve lo spiegherà forse qualche rivista scientifica, ma di certo non noi. Jannik Sinner, in un’intervista andata virale, un po’ stizzito per la domanda fashion, ha dichiarato che, di finire la stagione in bordeaux, lo avevano già deciso l’anno scorso. Chissà per quale motivo sarà stata escluso il blu.
Carlos Alcaraz ci ha risparmiato di mostrare i suoi bicipiti possenti e non ha messo la canotta. Si è però vestito in giallo e verde da bandierina brasiliana, tipo quella che sta sulle famose infradito. E alla fine arriva Alexander Zverev in Adidas total black, sobrio e senza fronzoli. Non sta giocando il suo miglior torneo, ma di sicuro è il più elegante.
Atp Finals, cibo e tradizioni
Vi abbiamo spesso raccontato anche curiosità sul cibo dei vari tornei di tennis. Alle Atp FInals non c’è nulla di particolarmente tipico, ma una cosa da notare c’è. Nell’immensa tensostruttura che ospita il Fan Village, a cui servirebbe un impianto di aerazione perché se c’è il sole diventa un forno, si trova anche la Food Court, con tanti stand in cui si può scegliere di mangiare risotti, pizza, panini, poke’, ecc. Specialità provenienti da ogni parte d’Italia, ma non piemontesi.
Non la bagna cauda, ma almeno un vitello tonnato speravamo ci fosse. Ci sono anche due ristoranti, la pizzeria Da Michele e il Fior Fiore Coop, di cui non siamo in grado di darvi i prezzi. Agli stand però un micro panino all’amatriciana costa 13 euro, una porzione di patatine 7 e una birra Stella Artois 9. L’acqua e il caffè 3 euro. Cadauno, eh. Se li volete entrambi quindi di euro ce ne vogliono sei. Insomma, non c’è nulla di calmierato come le fragole a Wimbledon.
Elena Pero, però. Non Alessandra.
La ringraziamo di averci fatto notare il refuso, abbiamo provveduto a correggere.
Cordiali saluti e grazie della preferenza accordata a The Over Magazine.