Aperitivo Festival torna dal 15 al 17 maggio al Milano Certosa District: un quartiere in piena trasformazione, trenta mixologist da tutto il mondo e un festival che in quattro anni è diventato l’appuntamento più goloso della primavera milanese
C’è un’ora del giorno che appartiene solo a noi. Non è colazione, non è cena. È quell’ora sospesa tra il lavoro e la sera, quando il bicchiere diventa un pretesto per rallentare e il bancone del bar smette di essere un bancone e diventa un palcoscenico. L’aperitivo italiano non è mai stato solo qualcosa da bere. È un gesto sociale, un codice condiviso, un modo di dire ci sono senza bisogno di spiegazioni.
L’aperitivo italiano: un rito che il mondo ci invidia
In tutto il mondo, quando si parla di aperitivo, si parla di Italia. Non è retorica. È uno di quei rari casi in cui un gesto quotidiano è diventato cultura esportabile, riconoscibile a Londra come a Tokyo come a Buenos Aires. Eppure nessuno lo vive davvero come lo viviamo noi. Perché l’aperitivo italiano non è solo quello che c’è nel bicchiere. È quello che c’è intorno. La conversazione che non ha fretta di finire. Il tagliere che arriva senza che tu l’abbia ordinato davvero. L’amico che si siede per dieci minuti e si alza dopo due ore. L’aperitivo funziona perché mette insieme due cose che gli italiani prendono sul serio: un buon calice e del buon cibo di qualità. In un contesto dove nessuna delle due deve primeggiare sull’altra.
È un equilibrio che sembra semplice e non lo è affatto. Si capisce subito quando manca: un posto sbagliato, un bicchiere mediocre, qualcosa sul bancone che non convince. E la magia si inceppa. Ecco perché anche il luogo dove si fa aperitivo non è mai un dettaglio. È metà dell’esperienza. E sceglierlo bene è già, di per sé, un atto di cura verso se stessi o chi inviti.

Aperitivo Festival 2026: quattro anni e una nuova casa
E proprio dal luogo, nuovo ma già rodato, che riparte Aperitivo Festival, giunto alla sua quarta edizione. In programma dal 15 al 17 maggio 2026, dalle 17.30 alle 22.30, con una novità importante: per la prima volta si sposta in una nuova casa, il Milano Certosa District, nella zona nord-ovest della città. Un cambio di scenario che non è casuale, e che racconta molto su dove sta andando Milano.
Federico Gordini, fondatore di MWW Group e ideatore del festival, conosce bene i ritmi della città e sa leggere dove succedono le cose prima che le succedano. Parlando del nuovo quartiere, non nasconde l’entusiasmo: «È una nuova area di Milano che non esisteva e che ha un potenziale veramente molto interessante». Non un quartiere qualunque, dunque. Un posto dove convivono multinazionali, locali giovani, una scena gastronomica che si sta affermando con nomi come lo stellato ABBA – già sulla mappa di chi sa dove andare a mangiare -, e una nightlife che si sta costruendo pezzo per pezzo. Certosa sta diventando un posto dove succedono le cose. Aperitivo Festival arriva proprio adesso, e la coincidenza non è accidentale.

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Milano Certosa District: il quartiere che non ti aspetti
Da polo industriale a distretto creativo
Per capire perché questa scelta abbia senso, vale la pena fare un giro. Quello che un tempo era un vasto polo industriale, con fabbriche e capannoni silenziosi, si sta trasformando in qualcosa di difficile da incasellare. RealStep – società che guida il progetto di rigenerazione urbana -, sta lavorando su oltre 100.000 metri quadrati, che entro la fine del 2026 saranno completamente restituiti alla città. Non solo uffici. Spazi espositivi, ristoranti, laboratori artigiani, un parco verde da 6.000 metri quadrati che nascerà dove c’erano orti abusivi. Una città dentro la città, con la memoria industriale ancora visibile nelle strutture e nella pietra.
Il Nomad: dove il festival non finisce
Ed è proprio in questo contesto che, di recente, ha aperto anche il Nomad: un nuovo club con dall’estetica industrial-jungle – paliamo di Milano, e un pizzico di milanesismi sono d’obbligo ndr -, nato dalla collaborazione tra i nomi più importanti della nightlife milanese. E citiamo Il Nomad perchè è uno dei protagonisti del festival: ospitèrà infatti gli afterparty di tutte e tre le serate, trasformando Aperitivo Festival in qualcosa che non finisce alle 22.30.
Cosa succede durante il festival
Quattro location, un percorso
Il festival si distribuisce tra quattro location, ognuna con la propria identità. Il Department 184, la grande fabbrica riqualificata di via Varesina, ospita il cuore pulsante dell’evento: i banchi di degustazione e le esperienze immersive. Il Nomad accoglie la notte. Il Pennellificio e La Forgiatura, il campus da 30.000 metri quadrati dove la storia di Certosa District è cominciata nel 2012, completano una mappa che quest’anno è anche una passeggiata urbana tra spazi che meritano di essere visti. In tutto, oltre 20 esperienze di assaggio e 15 postazioni food & beverage distribuite tra le location.

Aperitivo Academy: imparare a fare aperitivo
Ma la novità più interessante di questa edizione è l’Aperitivo Academy: tre giorni di masterclass e approfondimenti condotti da professionisti del settore, aperti a tutti. Si va dalla storia e dal DNA dell’aperitivo italiano, tra vermouth, bitters e spritzers, alla fisiologia del gusto, dal racconto dell’aperitivo milanese alle interpretazioni più contemporanee. Non una fiera, insomma. Un posto dove si impara qualcosa di vero, e ci si porta a casa più di quanto ci si aspettava.
Trenta mixologist da tutto il mondo
A dare ancora più respiro alla dimensione internazionale, quest’anno arrivano a Milano 30 mixologist e key opinion leader da tutto il mondo, con il supporto di ICE. Professionisti che portano tecniche, visioni e culture lontane a confrontarsi con il rito dell’aperitivo italiano. Il risultato, nei bicchieri, si sentirà.
Da bere e da mangiare: cosa trovi al festival
Sul fronte dei drink, i grandi classici ci sono tutti. Ma gli abbinamenti più curiosi sono quelli da non perdere. Corona porta in scena le Platatine: patatine di platano con un’anima sudamericana, servite in abbinamento alla birra per un incontro tra culture che funziona meglio di quanto si immagini. Ancora più interessante l’esperienza firmata Asiago DOP e Select: due eccellenze venete che dialogano tra loro e ricordano quanto l’aperitivo, quando è fatto davvero bene, sia anche una questione di geografia. E poi ci sono Martini, Campari, Montenegro, Sant’Orsola, Lurisia: i nomi che conosci, nella loro versione migliore.
Sul fronte del cibo, la proposta più originale è quella di GranTerre: un progetto che riunisce alcuni dei marchi più iconici della salumeria e dei formaggi italiani, da Parmacotto a Parmareggio, e li abbina al mondo della mixology. È l’idea giusta nel posto giusto. Perché il confine tra cucina e cocktail bar, quando lo attraversi con criterio, apre scenari che valgono da soli il biglietto.
Il 26 maggio: World Aperitivo Day®
E maggio e il fermento Aperitivo non finiscono certamente con il festival. Il 26 maggio torna anche il World Aperitivo Day® – qui il programma -, la giornata mondiale istituita da MWW Group per celebrare il rito dell’aperitivo italiano. Bar, enoteche e locali di tutta la città parteciperanno con iniziative e degustazioni dedicate. Celebrazione che taglia il traguardo della quinta edizione: abbastanza per dire che è diventata una ricorrenza vera. Il tipo di appuntamento che si segna in agenda con anticipo e che vale la pena non lasciarsi sfuggire. Tre giorni, un quartiere che non ti aspettavi, e quell’ora sospesa tra il lavoro e la sera che stavolta ha un indirizzo preciso. L’aperitivo italiano non chiede mai di essere spiegato. Chiede solo di essere vissuto nel posto giusto. Questo fine settimana, il posto giusto è a Certosa. Il 26 maggio è tutta Milano.
Informazioni
Biglietti all inclusive: 30 euro
Info e acquisto: aperitivofestival.com | Come arrivare: Fermata passante ferroviario Certosa, linea S, Milano nord-ovest
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