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La dura vita dell’allenatore: quando il Mister dà in escandescenze

Rabbia, tensione, gesti che restano nella memoria collettiva. Le sfuriate degli allenatori raccontano un lato meno eroico del calcio, ma sicuramente appassionato. E umanamente, a volte, comprensibile.

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Rabbia, tensione, gesti che restano nella memoria collettiva. Le sfuriate degli allenatori raccontano un lato meno eroico del calcio, ma sicuramente appassionato. E umanamente, a volte, comprensibile.


Il calcio, si sa, ha una componente agonistica e di tensione considerevole, in particolar modo in certi momenti, quando per vari motivi è davvero difficile controllarsi. Ma a volte, si travalicano decisamente i limiti e anche chi, per età e ruolo, dovrebbe cercare di mantenere la calma in realtà si lascia andare ad atteggiamenti poco consoni. Spesso, ancor prima che i giocatori, sono gli allenatori a dare in escandescenze. Ultimo esempio, quello di Massimiliano Allegri, protagonista di un alterco a distanza con Lele Oriali, nel corso di Napoli-Milan in Supercoppa italiana, con gli azzurri a lamentare numerosi insulti rivolti al proprio tesserato.

Massimiliano allegri: un curriculum di vivaci escandescenze

Non è del resto la prima volta che il tecnico livornese va sopra le righe. Memorabile, anche se decisamente poco edificante, il suo sfogo multiplo e contro tutti a margine della finale di Coppa Italia del 2024. Giacca gettata via, invettive alla squadra arbitrale, espulsione, polemiche assortite anche a gara conclusa, contro il suo allora direttore generale (Giuntoli) e pure nei confronti dei giornalisti. Atteggiamenti che gli costarono, a stretto giro, l’esonero da parte del club.

Altri episodi, in passato, lo videro protagonista proprio contro il Napoli, tornando indietro nel tempo. Dalla doppia polemica nell’anno dello scudetto di Spalletti, quando prima rifiutò la stretta di mano dall’avversario dopo il 5-1 patito al ‘Maradona’ e poi, sconfitto anche nella gara di ritorno, sfogò la sua frustrazione rivolgendosi alla panchina partenopea esclamando “Ce l’avete fatta a vincere uno scudetto, oh”.

Fino a risalire all’arroventato Cagliari-Napoli del dicembre 2009, in cui, in risposta al suo allontanamento del pallone e forse a qualche frase irriguardosa, Ezequiel Lavezzi si fece giustizia con tirandogli addosso una pallonata (anche se quella volta, fu proprio Allegri ad abbassare i toni per primo per evitare che la situazione degenerasse). Se Allegri si segnala spesso per questo tipo di vicende, è di certo in buona compagnia. Anche molti suoi altri colleghi hanno dato luogo spesso a siparietti censurabili. Non mancano esempi di momenti caotici a bordo campo, che in qualche modo sono rimasti nella storia.

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L’Antonio Conte furioso: il gestaccio ad Agnelli

Inevitabile chiamare in causa Antonio Conte, un altro che in certi momenti non le ha minimamente mandate a dire. C’eravamo tanto amati, con la Juventus, prima di un addio burrascoso e di stracci volati pubblicamente in uno stadio vuoto in era Covid, a inizio 2021. Una semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Inter divenne il redde rationem in cui, a seguito degli improperi ricevuti alle sue spalle, il tecnico reagì con un gestaccio alla tribuna dove c’erano i suoi ex dirigenti, con reazione, a fine partita, di Andrea Agnelli, che gli vomitò contro ogni genere di insulti.

In Premier League, più volte Conte si trovò muso a muso con allenatori avversari: una stretta di mano troppo energica di Tuchel stava per trasformarsi in una baruffa epica. Più di recente, da allenatore del Napoli, è stato protagonista di un faccia a faccia con Chivu e la panchina parmense nel tiratissimo e convulso finale della penultima dello scorso campionato. E contro l’Inter, a distanza, ha polemizzato con il suo ex calciatore Lautaro Martinez, che ha reagito con gesti assai poco cordiali.

Mourinho contro tutti: il dito nell’occhio a Villanova

Non basterebbe un romanzo, forse, per raccontare tutti i momenti in cui a bordo campo uno come Josè Mourinho è andato sopra le righe. Basterà ricordare, allo scopo, un tesissimo match tra Real Madrid e Barcellona in cui le due panchine nella loro interezza stavano per venire alle mani.

José Mourinho uno degli allenatori più vivaci di sempre
L’allenatore José Mourinho

E lo ‘Special One’ ci mise del suo, con un dito nell’occhio a Tito Villanova, allora vice di Pep Guardiola tecnico dei blaugrana. In Italia, tra i trascorsi con Inter e Roma, il portoghese ha accumulato squalifiche su squalifiche, come nel caso di una espulsione a Cremona dopo averne dette di ogni al quarto uomo Serra, sfociando anche in seri insulti personali.

Duelli rusticani made in Italy: Sarri-Mancini e Baldini-Di Carlo

Il campionario di allenatori e intemperanze, in Italia, è vario e potenzialmente infinito. Tra gli alterchi che negli anni hanno fatto maggiormente discutere, vale sicuramente la pena di ricordare quello tra Sarri e Mancini, in un Napoli-Inter di Coppa Italia, in cui il toscano apostrofò l’avversario con “finocchio” e “frocio”, dichiarando poi davanti alle telecamere: “Avrei potuto dargli del ‘democristiano’…”, aggiustando poi il tiro e scusandosi. Passò alle vie di fatto Silvio Baldini, oggi allenatore dell’Under 21, che a margine di un Parma-Catania, dopo uno scambio di cortesie con il collega Mimmo Di Carlo, pensò bene di assestargli un calcione nel didietro, meritandosi una lunga squalifica.

Allenatori fuori concorso: la corsa sfrenata di Mazzone

Se si pensa a qualcuno cui, in un determinato momento, si è letteralmente chiusa la vena, dando sfogo ad alcuni secondi di ‘pazzia’ surreale, viene subito in mente Carlo Mazzone. Che l’aveva promessa, ai tifosi dell’Atalanta che nel settembre 2001 avevano preso a insultarlo pesantemente con riferimenti alla sua famiglia.

Carlo Mazzone dopo un Brescia-Atalanta
Carlo Mazzone dopo un Brescia-Atalanta, una delle sfuriate più famose nel mondo degli allenatori

E al momento del celebre 3-3 di Roberto Baggio, partì sotto la curva bergamasca, pugno alzato ed espressioni irriferibili. Tornando indietro, calmandosi e ammettendo, con l’arbitro Collina: “Buttami fuori, me lo merito”. Momenti condivisibili no di certo, umanamente comprensibili magari sì.

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Scritto da
Nicola Lo Conte

Classe 1985, giornalista professionista dal 2016, redattore per Calciomercato.it e per altri portali a carattere sportivo e generalista, da sempre appassionato di calcio più di qualsiasi altra cosa al mondo. Volevo che raccontarlo diventasse la mia vita, ci sono riuscito.

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